Non sono qui per una visita di cortesia

La burocrazia rallenta in modo esasperante il rilascio delle autorizzazioni definitive per Saxa Gres. Si muovono i soci finanziatori inglesi. Li accoglie il prefetto con l'assessore regionale al Lavoro. E lancia uno dei suoi strali

Ha un diavolo per capello il prefetto Emilia Zarrilli. Non fa qualcosa per nasconderlo. Anzi, lo dice senza mezzi termini. «La mia presenza qui oggi non vuole essere una semplice visita di cortesia, perché le cose a caso non le faccio. Il mio tempo – sottolinea il Prefetto – è prezioso. Essere venuta qui significa proprio dare rilevanza al coraggio di un’azienda che ha investito su un sito in provincia di Frosinone ormai ridotto ai minimi termini. Tutto ciò non serve se a questo non segue quello che è necessario dopo: la celerità nelle autorizzazioni da fare».

Il prefetto guarda i lavoratori, rientrati tutti dal primo all’ultimo nel loro vecchio posto di lavoro alla ex Marazzi Ceramiche di Anagni, grazie ad un investimento straniero. Che ora rischia di essere messo in discussione.  «L’operaio qui deve avere la certezza di poter lavorare a lungo, perchè deve costruire per se e per la propria famiglia».

 

BENVENUTI NELLA BUROCRAZIA

Ad ascoltare le rassicurazioni del rappresentante del Governo italiano ci sono tre finanzieri inglesi. Sono venuti fino dal Regno Unito. Per rendersi conto di persona di cosa sia la burocrazia italiana.

Sono i soci finanziari che tre anni fa hanno affiancato l’imprenditore laziale Francesco Borgomeo. Insieme hanno realizzato la riapertura della ex Marazzi Ceramiche di Anagni, la sua conversione in Saxa Gres ed il totale recupero d’un centinaio di posti di lavoro. Con un’altra operazione quegli stessi finanziatori hanno realizzato il salvataggio della Ideal Standard di Roccasecca.

Sono quelli che hanno creduto nel progetto portato avanti da Borgomeo. E che ora però scoprono come la burocrazia italiana non abbia fatto la propria parte: mancano documenti, certificazioni definitive.

Le autorizzazioni in base alle quali la loro fabbrica sta funzionando sono ancora provvisorie. Da tre anni. Cose che per gli inglesi non sono comprensibili.

HALCYON, BLUE BAY, FLEXAGON

Halcyon Investment Advisors UK ha sede a St James Square a Londra. È specializzata in servizi di consulenza e ricerca sugli investimenti.

La rappresenta mister Duncan Farley. «Quello che chiediamo alle autorità italiane è un maggior coordinamento. Occorre una rapida consegna delle certificazioni necessarie al regolare funzionamento dello stabilimento di Anagni. Atti che all’inizio ci erano stati rappresentati come di ‘pronto ottenimento’. Ancora oggi, invece, stiamo discutendo per le autorizzazioni basilari, indispensabili per poter mandare avanti il progetto. Non è concepibile dover andare avanti con autorizzazioni provvisorie, con le quali non è possibile pianificare il futuro e gli investimenti».

 

BlueBay invece è uno dei maggiori gestori specializzati in titoli a reddito fisso in Europa. Ha clienti con oltre 59,6 miliardi di dollari Usa impiegati in operazioni su debito societario e sovrano, tassi e FX.

Tra i suoi numeri: 59,6 miliardi di AuM, opera su cinque classi di attività secondarie, sedici strategie, 117 professionisti dell’investimento, 380 dipendenti e collaboratori, sei uffici in tutto il mondo (Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Lussemburgo, Svizzera, Germania).

Per capire la situazione di Anagni si è mosso direttamente mister Damien Miller. «In questa area sono presenti diverse realtà interessanti per la loro posizione geografica ma soprattutto per le abilità delle maestranze. È possibile considerarle però solo in presenza di una burocrazia certa, rapida, efficiente».

 

La Flexagon Capital Solutions LLP è un fondo d’investimento che ha sede al numero 96 di Kensington High Street a Londra. È una società specializzata nel creare opportunità per grandi investimenti americani in Ue. Nel suo portafogli ha alcuni dei più importanti fondi pensione Usa.

La guida un italiano, Daniele Bartoccioni Mengoni ex ABN Amro, JP Morgan e Mediobanca. Conosce i tempi italiani. ma di fronte alla situazione di Anagni è perplesso. «C’è sicuramente un grosso desiderio di poter creare sempre più opportunità, che sul territorio determinerebbero più posti di lavoro. Come sta succedendo del resto a Roccasecca».

 

LA REGIONE ASSICURA IMPEGNO

Gli inglesi potevano fare molti altri investimenti in zona. Questa burocrazia li ha frenati. Un segnale d’allarme per l’assessore regionale al Lavoro: che per questo caso ha compiuto la sua prima visita in provincia di Frosinone

«È chiaro che intorno a questi elementi – ha detto l’assessore Claudio Di Berardino –  bisogna proseguire, per quello che riguarderà anche la Regione Lazio, su quelli che sono tutti gli iter autorizzativi. Affinché ci possano essere delle risposte”. 

C’è ottimismo, sia per Anagni che è al top della produzione. Ma anche per Roccasecca.

 

 

BORGOMEO CONTINUA A CREDERCI

«Sono molto soddisfatto – ha detto Francesco Borgomeo sono contento. L’attenzione delle istituzioni è fondamentale per noi. La presenza del prefetto e dell’assessore regionale significano che non siamo dei clandestini arrivati di notte. Ma persone serie che vogliono realizzare un progetto serio. E vogliono essere in regola con tutta la documentazione necessaria a questo».

Non è un caso che nei mesi scorsi, durante l’estenuante trattativa per salvare Ideal Standard, al ministro Carlo Calenda che gli chiedeva di cosa avesse bisogno per portare a termine l’operazione, Francesco Borgomeo abbia chiesto una sola cosa: il rispetto dei tempi di legge nel rilasciarci le autorizzazioni.

Anche perché, in caso contrario, è lui a doverlo spiegare agli inglesi. Ed evitare che portino da qualche altra parte i loro capitali.

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