Fincantieri, convocato il CdA per il via libera finale

Convocato per martedì il CdA che darà il via libera alla fase esecutiva del progetto Fincantieri - Power 4 Future a Cassino. Si parte con la Gigafactory. L'annuncio di Francesco De Angelis. Borgomeo: "È come avere un pozzo di petrolio dietro casa”

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Martedì è convocato il Consiglio d’Amministrazione del Consorzio e in quella sede daremo il via libera al progetto Fincantieri nell’area industriale di Cassino”. L’annuncio arriva in diretta tv: Francesco De Angelis lo rivela nel corso della trasmissione “A Porte Aperte” su Teleuniverso. Tra poche ore il Consorzio Industriale del Lazio darà il via libera alla nascita della prima Gigafactory nel Centro Italia. «È l’equivalente di quello che oggi sono i pozzi di petrolio» ha commentato nei mesi scorsi il presidente di Unindstria Cassino Francesco Borgomeo.

È un successo del territorio. Che vede protagonisti l’università di Cassino con il suo polo di ricerca, l’ex consorzio industriale Cosilam, la Regione Lazio con l’allora Capo di Gabinetto Albino Ruberti, il Comune di Cassino.

Due GigaWatt in 5 anni

Francesco De Angelis ad ‘A Porte Aperte’

Power4Future è la società che opererà sul territorio di Cassino. È nata dalla joint venture tra Fincantieri Sistemi Integrati e Faist Electronics. Ha deciso di realizzare nell’area industriale di Cassino la sua Gigafactory: il suo polo per la produzione delle celle per batterie agli ioni di litio. Con un obiettivo ambizioso: produrre oltre 2 GWh in 5 anni.

Per fare un esempio: in media nelle nostre case i contatori scattano se superiamo i 3 KiloWatt di consumo cioè assorbiamo oltre i 3mila watt; ecco: ogni GigaWatt è un miliardo di Watt.

Power4Future nell’area industriale di Cassino progetterà, assemblerà e commercializzerà moduli e gruppi batteria. Roba grossa: come il battery management system (BMS) ed i sistemi ausiliari (ad esempio il sistema antincendio e di condizionamento per i sistemi stazionari completi). E qui c’è una differenziazione dei mercati. Faist punta all’Automotive ed al comparto Industrial. Invece Fincantieri è concentrata sui settori marine ed energy storage terrestre. In pratica: sistemi di accumulo dell’energia destinati alle navi.

Potevano andare in Emilia. Hanno scelto noi

Foto © Dave Collier

Nella sua dichiarazione, Francesco De Angelis ha tenuto confermato come tutto l’iter progettuale sia stato realizzato ed ora si può partire con la realizzazione.

La presenza di Fincantieri, fortemente voluta dal Presidente Zingaretti, con Stellantis e le aziende della componentistica, fanno sì che quell’area sia sempre più un fiore all’occhiello dell’intero sistema industriale della Regione”. Poi De Angelis ha rivendicato con un pizzico di orgoglio quale sia stata la scelta finale di Fincantieri: “C’erano in campo l’Emilia Romagna e la Puglia, avrebbero costruito ponti d’oro per avere questo sito sul loro territorio, ma loro hanno scelto il Lazio, hanno scelto Cassino e questo per noi è molto importante”. 

L’elemento determinante è stato il polo di ricerca dell’Università di Cassino. E la risposta avuta dal sistema industriale del territorio. Intorno a Fincantieri – Power 4 Future si svilupperà un Contratto di Filiera capace di innescare il fondo perduto europeo. Cioè sostegni che solo in parte dovranno essere restituiti.

Devo dire – ha continuato il Presidente – che è stato molto bravo Marco Delle Cese, allora Presidente del Cosilam e tutti gli uffici. Ora la procedura è stata portata a compimento e posso dire che la prossima settimana si parte”.

Una cinquantina i posti di lavoro previsti, tutti per professionalità di eccellenza.

Con l’idrogeno serviremo tutta l’area industriale

Francesco De Angelis

L’altro progetto su cui sta puntando molto il Consorzio Industriale del Lazio è quello relativo alla decarbonizzazione. Cosa significa? Creare un impianto che possa soppiantare completamente l’utilizzo di gas fossile per le aziende della zona industriale di Frosinone. Come? Attraverso un impianto che si occuperà di produrre gas dall’idrogeno, realizzato attraverso un protocollo d’intesa con Società Gasdotti Italiani e Università di Cassino.

In pratica: si è scoperto che il gas ottenuto dalla fermentazione naturale dei prodotti agricoli o dalle erbe tagliate nei campi o sulle cunette ha un certo potere calorifico. Non paragonabile a quello del metano naturale ma certamente più vantaggioso. Se però viene unito all’idrogeno quel potere di riscaldamento diventa identico al metano naturale.

Un progetto che, rivendica De Angelis, “E’ tutto a valere su fondi del PNRR, siamo in partita attraverso un bando per la transizione ecologica e quella è la prima opportunità”.

La mission del Consorzio – afferma De Angelis – è quella proprio di creare uno sviluppo che sia il più possibile green. Realizzare l’impianto ad idrogeno vuol dire far spendere meno le aziende, ma soprattutto azzerare l’impatto ambientale, perché non usiamo più il gas. E noi siamo stati i primi”. 

Profeti inascoltati

Uno dei cantieri Fincantieri

Il Presidente del Consorzio ha sottolineato che quando un anno fa venne lanciato il progetto, attraverso una conferenza stampa congiunta con SGI e Unicas non ci credeva nessuno. Oggi invece tutti parlano di idrogeno e quello che potrebbe nascere in provincia di Frosinone è un impianto strategico per l’intera nazione, perché può porsi come progetto pilota.

A specifica domanda su quante aziende potrà servire l’impianto, la risposta di De Angelis è secca: “L’obiettivo è di servire tutte le aziende dell’agglomerato industriale, ma anche loro devono scommettere sul progetto. Noi le stiamo incontrando e noto che c’è voglia di partecipare, investire e fare da parte delle imprese”.

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