Fine rissa mai, Democrat a pezzi (di C. Trento)

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Durissima replica alla netta presa di posizione dell’ex segretario provinciale Simone Costanzo fatta ieri su Ciociaria Oggi. Domenico Alfieri: «Non vede il Partito? Francamente dall’otto gennaio scorso è lui che non si è visto più»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Non è piaciuta a tutti la battuta dell’ex segretario provinciale Simone Costanzo: «Come vedo il Partito Democratico in Ciociaria? Beh, dall’8 gennaio scorso non lo vedo». (leggi qui E Simone Costanzo rottama il ‘vecchio’ Pd)

Lo scorso 8 gennaio Costanzo lasciò la carica di segretario provinciale (meglio, la congelò) e al suo posto subentrò come reggente Domenico Alfieri. Coadiuvato da Lucio Fiordalisio, coordinatore della segreteria.

 

Domenico Alfieri replica a sua volta con una battuta e spiega: «Veramente dall’8 gennaio Simone Costanzo non si è più visto. Ci sono state due riunioni dell’assemblea alle quali lui non ha partecipato».

Poi aggiunge: «In ogni caso siamo in una fase molto complessa ma anche delicata e credo che bisognerebbe evitare di dare spettacolo all’esterno. Meglio dibattere all’interno del partito».

Lucio Fiordalisio allarga il discorso al piano nazionale e argomenta: «Veramente in questa fase il partito non lo vede nessuno. A livello nazionale siamo in attesa di capire quello succederà: entro la fine dell’anno ci sarà il congresso, ma ilmomentoè confuso. Però va anche detto che bisogna capire quale strada prenderà il partito e con quale percorso. E certamente le decisioni nazionali sono destinate a produrre effetti anche sul piano locale. Però credo pure che non possiamo nasconderci dietro un dito: quella del 4 marzo non è stata una sconfitta normale, ma una mazzata terribile. Ritengo che ripartire immediatamente come nulla fosse successo sia deleterio. Meglio analizzare con calma e cercare di metabolizzare bene tutto. Nicola Zingaretti? Il presidente della Regione Lazio è un punto di riferimento fondamentale, ma deve essere lui a decidere se scendere incampoper la segreteria oppure no».

Rileva ancora Fiordalisio: «Per quanto riguarda le comunali, però, sono ottimista. Sono elezioni nelle quali contano i candidati e i circoli locali del partito. Peraltro, nei Comuni con più di 15.000 abitanti (Ferentino e Anagni) il Partito Democratico si presenta con lista e simbolo e non mi sembra un elemento di secondo piano. A Ferentino Antonio Pompeo riuscirà a centrare il bis, ad Anagni puntiamo moltissimo su Sandra Tagliaboschi. Così come a Fiuggi su Martina Innocenzi. Per concludere, a Simone Costanzo dico questo: non mi sembra giusto trovare “ capri espiatori”  locali per la mazzata del 4 marzo. Perché se il ragionamento è questo, allora potrei tirare in ballo lui per le sconfitte del passato recente. Invece non lo faccio».

 

Sul tema interviene pure Nazzareno Pilozzi. Afferma: «Forse Costanzo ha cambiato occhiali di interpretazione politica da quando non è più lui il segretario provinciale. Quanto alle considerazioni su Renzi, si è dimesso da segretario. Ma non può dimettersi da leader. Credo che il Pd stia ripartendo con itempigiusti e se Simone Costanzo avesse partecipato alle riunioni che abbiamo fatto a livello locale, forse si sarebbe reso conto che l’obiettivo di tutti è quello di tornare a vincere».

Rileva Pilozzi: «Francamente non ho mai creduto alla diarchia Scalia-De Angelis e oggi non credo ai rischi di una monarchia della componente di Francesco De Angelis. Infine, il dialogo con i Cinque Stelle era sostanzialmente impossibile. I nostri programmi sono antitetici. Delle due l’una: o noi avremmo tradito i nostri elettori oppure i pentastellati avrebbero preso in giro i loro di elettori. Non è neppure vero che stiamo sull’Aventino: faremo opposizione senza sconti ad un governo che riteniamo pericoloso per gli interessi dell’Italia. Non siamo chiusi al confronto, ma il “ contratto”  lo abbiamo letto tutti ».

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