Che fine hanno fatto i tablet del Cosilam?

Il direttore generale del Cosilam – Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Lazio Meridionale Annalisa D’Aguanno ha impugnato le forbici. E la lente d’ingrandimento. Ha avviato un serio piano di tagli e contenimento delle spese.

I conti però non sempre quadrano. Ha chiesto delucidazioni allora al Consiglio d’Amministrazione. «Signori, per caso qualcuno di voi è in possesso, oppure sa che fine abbiano fatto, i due tablet che erano stati comprati prima del mio arrivo?». Scena muta. Tutti a guardarsi in faccia. Tablet? Abbiamo dei tablet? «Si, ne abbiamo più di uno: ma due di questi non è chiaro che fine abbiano fatto».

Tutti hanno giurato di non averli. «Bene, andiamo avanti: è in uso a qualcuno di voi una delle seguenti utenze telefoniche…?» A seguire, l’avvocato D’Aguanno ha elencato alcuni numeri di telefono aziendali: le sim non risultano in uso ai dipendenti. Eppure le bollette le paga il Cosilam. Prima di procedere alla disattivazione, il direttore generale ha voluto domandare, per scrupolo.

A sentire quelle cifre, uno dei Consiglieri d’Amministrazione ha avuto un sussulto. Ha preso il suo smartphone ed ha composto quel numero, per vedere se fosse nella rubrica.

«Consigliere, le ricorda qualcosa quel 335…»? No, no: assolutamente. I presenti avrebbero giurato il contrario.

Uno dei numeri è stato contattato, ma risulta sempre non raggiungibile. Ma il Dg, implacabile, ha inserito l’utenza nella sua rubrica, l’ha passata su Whatsapp ed ha potuto constatare che l’utilizzatore si connette spesso. Forse la userà per il traffico dati…

In ogni caso, tra poco si accorgerà che al Cosilam è finito il tempo delle spese allegre: via con i tagli. E con la disattivazione delle schede dei misteri.

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