“Fini fini” per il presidente della Corte dei Conti

Il presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema in Ciociaria per la partita della Roma. Finisce a cena con i Fini Fini con le spuntature: tavolo vip di Riccardo Mastrangeli. nel quale si è discusso di...

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Dicono che ogni tanto si presenti all’improvviso: in incognito e senza scorta. Quasi sempre la domenica mattina: mentre Aquino è un alveare senza tregua, fatto da chilometri di bancarelle del mercato settimanale e migliaia di donne in cerca dell’affare, con mariti al seguito scocciati prima ancora di cominciare. Angelo Buscema, presidente della Corte dei Conti, non ama lo sfarzo. Ma adora la buona cucina di campagna. Nella quale si fa accompagnare, durante le domeniche in cui è libero da impegni, dal suo amico Tommaso Miele: presidente della sezione abruzzese del massimo organo della giustizia contabile, soprattutto conoscitore di ogni luogo atto alla ristorazione. E residente ad Aquino.

Per una volta, il presidente Buscema è venuto in provincia di Frosinone durante la settimana.

«Fini fini con le spuntature. Ma mi raccomando, quelli di Carnevale». Perentoria l’ordinazione di Riccardo Mastrangeli, assessore al Bilancio del Comune di Frosinone. Ci teneva a fare bella figura con i suoi ospiti. Il più illustre dei quali era proprio Angelo Buscema, accompagnato da Tommaso Miele. Con Mastrangeli c’erano Adriano Piacentini, presidente del consiglio comunale di Frosinone, e l’avvocato Sandro Salera.

Tutti a cena, sabato sera, al Pepe Rosa, in via Maccari. Dopo aver assistito alla gara tra Frosinone e Roma. Tutti ospiti di Riccardo Mastrangeli, il quale ha voluto fare da Cicerone pure sul versante dei prodotti tipici della gastronomia frusinate.

La leggenda racconta che il piatto del presidente Miele fosse talmente alto da rischiare che ci nevicasse sopra. Mentre quello dell’avvocato Salera fosse degno della cena dei sette nani. Sarà per questo che i due spesso si ritrovano a cena l’uno vicino all’altro.

Ad accompagnare la delizia dei Fini fini con le spuntature è stato un Cesanese del Piglio in purezza non barricato.

A tavola i ricordi di Tommaso Miele quando era in Federcalcio, gli aneddoti di Salera, una divagazione sui destini del mondo. Al tavolo accanto Alessandra Di Legge che parla di calcio con l’indimenticato difensore juventino Sergio Brio, suscita l’invidia del bianconero avvocato cassinate: alla fine Sandro Salera non resiste e interrompe l’idillio iniziando a fare stalking sul suo beniamino, con il quale si sarà scattato un centinaio di selfie.

Perché se l’Italia è il Paese della democrazia di Relazione, dove i destini si decidono a tavola, allora la Ciociaria è una delle sue tavole più piacevoli. E tutto è possibile. Anche un piatto di fini fini con il Presidente della Corte dei Conti.

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