Notte in municipio: ecco tutte le carte che autorizzano la Fiotech a trattare rifiuti ospedalieri

E’ arrivato in municipio intorno alle 21.30. Prima era stato ad una cerimonia sulla Seconda Guerra Mondiale, poi al palasport per vedere la partita di basket. Al fischio finale, non è passato a casa: il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro è andato direttamente al palazzo comunale.

All’ingresso, ad aspettarlo c’erano il dirigente del settore Ambiente, il personale dello staff. L’esordio non è stato dei migliori. Pare che il sindaco, con tono alquanto seccato, abbia detto: «Ma vi sembra possibile che io le cose le debba sapere da Alessioporcu.it

Ha preteso tutta la documentazione presente in Comune relativa alla Fiotech srl, l’azienda autorizzata dalla Regione Lazio con Determinazione G00476 del 26 gennaio 2015. E che è pronta ad avviare lo smaltimento di circa 60mila tonnellate all’anno di rifiuti ospedalieri pericolosi e non. (leggi qui l’anticipazione su Alessioporcu.it).

 

 

LA CACCIA AI DOCUMENTI

L’azienda – stando alla documentazione reperibile in archivio – ha tutte le autorizzazioni necessarie. L’iter per ottenerla è durato circa quattro anni. La prima richiesta è stata depositata in Regione Lazio il 10 agosto 2011 da “Gennaro Fiorentino e fratelli”. A Cassino la pratica ci arriva il 18 febbraio 2012 con una serie di richieste avanzate dalla Regione.

Per avviare le verifiche urbanistiche e igienico sanitarie vengono convocate una serie di ‘conferenze dei servizi‘ cioè i tavoli ai quali siedono i rappresentanti di tutti gli enti che hanno competenza sul tema. Le sedute vanno avanti fino al 5 marzo 2014: il Comune di Cassino risulta presente solo alla seduta del 31 luglio 2013 con il dirigente Pio Pacitti e, stando alla documentazione, a nessuna seduta sono stati presenti né il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone né l’assessore Riccardo Consales.

Sfogliando i verbali si apprende che, nella sostanza, la Regione ha voluto sapere due cose: 1) Urbanisticamente è una zona industriale e la Fiotech ha tutte le autorizzazioni? 2) Ci sono le fogne ed i regolari allacci a norma?

Sotto il profilo tecnico, dicono i verbali di quelle sedute, c’è tutto. Lo stesso Pio Pacitti fa interventi di natura esclusivamente tecnica: è il suo compito, la scelta politica compete ad altri. Ma la politica si tiene lontana da quella pratica.

 

TUTTI SAPEVANO

L’incartamento torna in Regione verso la fine della primavera 2014. Con tutti i pareri necessari. C’è il via libera del Cosilam, il disco verde del settore Ambiente della Provincia di Frosinone, nulla osta pure per l’Arpa.

A gennaio del 2015 il dirigente al ramo presso la Regione Lazio autorizza la Fiotech srl. Che nel frattempo cambia proprietario. Voci sostengono che ci sia stato un contatto con Saf, la società pubblica formata da tutti i Comuni della Provincia di Frosinone. Ma che alla fine non sia stata raggiunta l’intesa sul prezzo. Un punto sul quale non è possibile avere conferma in questo momento perché è ancora in corso il passaggio di consegne tra il Commissario ed il presidente. Mauro Vicano che riprenderà servizio solo nelle prossime ore.

Sfogliando gli incartamenti però è possibile leggere che gli impianti previsti nello stabilimento di Cassino sono di un tipo modernissimo, presente solo in altre due piattaforme in Italia: una a Settentrione ed una a Meridione. Niente inceneritore: sgretolamento attraverso il vapore ad alta pressione e poi avvio allo smaltimento.

 

IMPIANTI IN CENTRO

Un dettaglio che ha impressionato per niente l’ingegner Carlo Maria D’Alessandro. Fuori dalla stanza nella quale ha fatto il punto con i suoi tecnici c’è chi lo ha sentito sbraitare: «Hanno tutte le autorizzazioni! Quella è una zona industriale ma è densamente Urbanizzata! Com’è stato possibile?!».

I conti sono presto fatti: per smaltire 60mila tonnellate di rifiuti ospedalieri ogni anno, alla Fiotech dovranno arrivare (e poi ripartire per gli inceneritori) 6,67 bilici da 40 tonnellate ciascuno ogni giorno, per 5 giorni alla settimana, tolti i festivi, dal lunedì al venerdì.

Passeranno tra le case di quella zona densamente popolata.

«E con chi volete che se la prendano adesso?»

Carlo Maria D’Alessandro, dicono, se n’è andato dal Comune più scuro in volto di quando era arrivato alle 21.30

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