Firminio, contaminazioni e coincidenze: storia di un brand dalla Valcomino al White di Milano

La storia del brand luxury Firminio. Nato in Ciociaria, interamente Made in Italy, sbarcato a Parigi e New York. Ora parte all'assalto del White di Milano. E sabato, in anteprima mondiale, ad Alvito la nuova collezione Autumn - Winter 2018 - 2019

Lorenza DI BRANGO

per Alessioporcu.it

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Valentina martedì è entrata come ogni mattina nel suo ufficio di Alvito. Alle otto e mezza non c’era nessun altro. O meglio, nessun’altra.

L’abitudine di arrivare per prima a lavoro non l’ha persa, neanche ora che il pancione al settimo mese comincia ad essere un po’ più ingombrante. Si è seduta davanti al pc, ha scaricato la posta, come sempre. È stata lei quindi a vedere quella mail, arrivata la sera prima.

Mittente: “White”. Era la risposta che aspettava da settimane: aveva chiesto di partecipare all’evento che richiama i top buyer da tutto il mondo, la vetrina per eccellenza della fashion week di Milano.

Un tentativo, fatto senza troppe aspettative, per non lasciare nulla di intentato. E White ha detto sì. Un’altra scommessa vinta.

Un altro successo ottenuto da lì, da quell’ufficio della Valle di Comino in cui tutto è nato ed in cui tutto ancora continua a nascere, come una fonte inesauribile di idee e progetti. Firminio, il marchio made in Ciociaria, sbarca al salone milanese dove si incontrano marchi consolidati, i nomi più famosi della moda internazionale, ma anche i brand in via di affermazione, quelli che si contraddistinguono per creatività e potenzialità. E l’ultima settimana di settembre, quando Firminio esporrà nella capitale italiana della moda, nella location di Via Tortona 35, Valentina darà alla luce la sua bambina, Bianca. Coincidenza? Una delle tante nella storia di questo marchio.

La prima è una data: 16 novembre, quello stesso giorno sono nate Valentina Abbate e Valeria Maria Fazio. Entrambe di Alvito. Due donne che a distanza di anni si sono ritrovate insieme per esportare nel mondo un nome, nato nel cuore della Valle di Comino, laddove continua a pulsare.

Perché Valentina, che di Firminio è la fondatrice e l’anima creativa, continua a lavorare lì, nel laboratorio che è stato la sua prima “bottega”, quando nel 2012 ha deciso di tentare l’impresa. Prima gioielli, creazioni artigianali con pietre, oro o argento, poi le borse. Lei le disegnava, inviava poi i bozzetti a Firenze, patria dei maestri nella lavorazione della pelle, per realizzarli. Ma già in quel momento sapeva che non si sarebbe fermata lì. Voleva un marchio in franchising. Lo ha ottenuto.

Ci sono voluti degli anni, pochi in realtà, ma Firminio è presto approdato in altre città italiane.

 

Poi il salto. Con Valeria Fazio: lei che insegna economia alla Luiss ma che quando tornava ad Alvito passava almeno qualche ora nel laboratorio con Valentina, a parlare di moda, di tendenze, di borse e di economia.

L’intesa c’è, forse era scritta nelle stelle, già dalla loro nascita. La creatività da una parte, il pragmatismo dall’altra. Diventano socie. E Firminio, forte di questo connubio, conquista nuovi traguardi: Stoccolma, Stati Uniti, decine di negozi in italia, monomarca ma non solo.

Ma l’anima è sempre lì: in quella terra tanto amata che continua ad essere la sede dell’azienda. “Trasferire gli uffici? Neanche a pensarlo” non esita a rispondere così Valentina. Lei che da Alvito ha cominciato, lei che ad Alvito ha stretto il suo patto con Valeria, non ipotizza neanche di andare via.

I negozi, i progetti sparsi nel mondo, le fiere di Milano o di Parigi, sono delle tappe, ma il punto di partenza e di ritorno deve essere sempre lo stesso, la Valcomino. E l’amore per la propria terra ha portato le due socie a voler dare ancora qualcosa in più, a regalare ancora una possibilità a questa provincia.

Così le borse prima prodotte a Firenze, vengono invece affidate ad un laboratorio di Anagni. Il “made in Ciociaria” è d’obbligo.

 

Valentina e Valeria si sono circondate di donne: negli uffici, nei negozi, nei laboratori. E anche i punti vendita in franchising in Italia hanno alle spalle una donna, sempre del cassinate: Silvia Posillipo.

Anche lei ha incontrato Valentina per caso, un’altra coincidenza. Qualche anno fa, dopo tanto tempo, ha comprato una di quelle riviste di moda che le donne adorano. Era un po’ che non le capitava. Ma quella mattina le andava così. Su quelle pagine ha visto le borse Firminio, ha letto la storia di Valentina e Valeria, ha deciso che anche lei voleva una di quelle borse. E si è fermata nel negozio di Cassino per comprarla. Quel giorno la commessa di turno si era ammalata e non c’era nessuno che potesse sostituirla: così Valentina aveva lasciato per qualche ora il laboratorio di Alvito per raggiungere il negozio. E lì ha incontrato Silvia. Lì è cominciata una nuova collaborazione, una nuova scommessa: “credo che sia l’unica donna di cui io mi sia innamorata nella vita”, scherza Silvia quando racconta di Valentina.

La storia delle donne che hanno creato questo marchio dimostra che quando ci sono buone idee, quando ci sono la creatività, la passione, una gestione oculata, ma anche un pizzico di follia, le conquiste sono possibili. E Firminio di conquiste ne ha fatte a bizzeffe.

Ma sabato, con la nuova collezione “Contaminazioni” che sarà presentata, ovviamente, ad Alvito, ne arriveranno altre.

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