Dalla bottega alle passerelle di moda: il sottile filo di cuoio che unisce Firminio a Marchionne

Questa sera l'anteprima della nuova collezione Firminio. Luxury brand nato dall'intuizione e la testardaggine di tre donne. Storie di borse. Così attaccate alle proprie radici da profumare di terra, quella di origine. Per portarle in giro ad incontrare il mondo e le sue infinite opportunità.

Grazia Maria Sacco

Vivo i tramonti come le albe. Con il sorriso. Ad occhi aperti e a piedi nudi.

“Esiste un mondo in cui le persone non lasciano che le cose accadano. Le fanno accadere. Non dimenticano i propri sogni nel cassetto, li tengono stretti in pugno. Si gettano nella mischia, assaporano il rischio, lasciano la propria impronta. È un mondo in cui ogni nuovo giorno e ogni nuova sfida regalano l’opportunità di creare un futuro migliore. Chi abita in quel luogo non vive mai lo stesso giorno due volte, perché sa che è sempre possibile migliorare qualcosa. Forse non sarà un mondo perfetto e il ritmo può essere frenetico perché questa gente è intensamente appassionata a quello che fa”.

 

A pochi giorni di distanza dalla sua scomparsa, mentre mi accingo a scrivere questo pezzo, mi vengono in mente le parole di Sergio Marchionne: me lo immagino stretto nel suo maglioncino classico, dietro quegli occhialoni abbastanza grandi da nascondere l’intimità del suo sguardo al mondo e fra le mani l’immancabile sigaretta elettronica.

 

Chissà se Valentina, Valeria e Silvia, le tre donne del marchio Firminio, si sono mai rispecchiate in quel mondo frenetico e appassionato da lui descritto, mentre si muovevano fra pezzi di sughero e innesti di noce, pronti da mischiare e mettere su tessuto e pelle, in un brulicare di idee che venivano cucite senza, forse all’inizio, la reale consapevolezza che quell’odore di bottega ed artigianato avrebbe profumato altri paesi, altri negozi, altre strade.

 

Fino a giungere al White. (leggi qui Firminio, contaminazioni e coincidenze: storia di un brand dalla Valcomino al White di Milano) Ebbene sì il White, a Milano: la vetrina internazionale della moda contemporary, la frontiera della svolta, una preziosa rampa di lancio che fa effetto da pronunciare. Tanto che Silvia, nell’annunciarmelo a telefono, mentre scopre di aver fatto appena in tempo a comprare del latte per cena (ed immagina già la faccia di suo marito al rientro a casa) , deve fermarsi un attimo e fare un ampio sospiro: dentro c’è tutta la sorpresa e la gioia di essere giunti ad un appuntamento così importante, che consegnerà Firminio ad una nuova dimensione, quella della innovazione e della tendenza, fino ad indossare i tacchi alti delle passerelle di Parigi e New York, laddove il sogno comincia a dare seriamente le vertigini.

 

Del resto che Firminio sia in volo ormai è già storia: provate a guardarvi attorno in un aereoporto, mentre attendete il check in, non ci sarà bisogno di tirare fuori dalla borsa alcun libro di circostanza o di annoiarvi a masticare e rimasticare il solito chewing gum o indugiare sui social. Perché d’un tratto riconoscerete il nome locale di un negozio di borse, consacrato fra le pagine e le copertine di una delle riviste di moda più importanti, come “Book for boys”, che, come dice Valentina a telefono, «è stata una conquista inaspettata, e per questo forse ancora più emozionante».

 

E allora mi sà che aveva proprio ragione Valeria, quando ha sempre difeso con ostinazione la valorizzazione e la cura dell’artigianato locale, coccolandolo fino a farlo divenire la cifra preziosa delle rifiniture e dei decori, perché desse voce e volto al territorio, e permeasse di sé tutto l’ambiente della creazione Firminio, i cui negozi, finora tre (Atina, Cassino e Pescocostanzo), ma con ottime probabilità di immediata espansione, recano tutto il calore degli scaffali e degli allestimenti in noce, lasciando la traccia visibile della mani sapienti del fabbro. Perché una passione, affinchè vada lontano, e sorvoli i cieli dei Paesi più importanti e calchi le passerelle più lussuose, deve essere declinata come fosse arte.

 

Per questo il lancio della nuova collezione autunno inverno, in scena questa sera ad Alvito, aprirà le porte di un mondo intarsiato di creatività, dove protagonista sarà una donna pronta a tirare fuori dai cassetti tutti i suoi sogni, metterli in disordine sul pavimento delle sue stanze, e poi raccoglierli con leggera gaiezza per riordinarli dentro le sue borse. Così attaccate alle proprie radici da profumare di terra, quella di origine. E portarle in giro ad incontrare il mondo e le sue infinite opportunità. Dinamica com’è, capace di essere mamma e manager, moglie e amica.

Perché la gente di passione sa abitare più mondi contemporaneamente, senza perdere mai memoria di sé e delle proprie origini.

Ricordarsi da dove si viene per portarsi dietro sempre qualcosa di autentico.

L’unico vero segreto di ogni successo.

Di sicuro di quello firmato Fiminio.

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