Fischi e fiaschi della III settimana 2022

Fischi e fiaschi: i fatti centrali ed i protagonisti della III settimana 2022. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nei prossimi giorni.

Fischi e fiaschi: i fatti centrali ed i protagonisti della III settimana 2022. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nei prossimi giorni.

FISCHI

MAURO VICANO

Mauro Vicano

Ha mollato gli ormeggi, buttando nel cestino tattiche, compromessi e confronti inutili. Ha intenzione di concorrere a sindaco di Frosinone e lo farà sostenuto da alcune liste civiche, confidando che poi altri possano aggiungersi. (Leggi qui Vicano annuncia la candidatura a sindaco giovedì).

Ha aspettato per mesi che il Pd trovasse una sintesi perlomeno metodologica: primarie oppure decisione di tipo politico. Invece niente. Nel momento in cui ha cominciato a vedere che al tavolo del centrosinistra in realtà il principale collante era quello di non far candidare lui, ha deciso di mettersi in moto.

Non era semplice, considerando che comunque Mauro Vicano del Pd fa parte da una vita e ha condiviso praticamente tutto con Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti. Però ha capito che a Frosinone la musica è diversa e che non ci sono possibilità di trovare una soluzione in tempi brevi. Perciò ha tolto gli ormeggi.

Capitano coraggioso.

NICOLA OTTAVIANI

Nicola Ottaviani

Ha fatto tutto quello che voleva e come lo voleva lui. Il centrodestra celebrerà le primarie per la scelta del candidato sindaco del dopo Nicola Ottaviani. Il logo è già pronto, le regole quasi. Mancano i candidati, ma ci sarà tempo fino al 27 febbraio. (Leggi qui Perché Ottaviani ha chiamato pure Abbruzzese e D’Ovidio).

Intanto però Ottaviani ha superato de plano passaggi non scontati. Ha ottenuto il via libera dei livelli nazionale e regionale del Carroccio dopo che il suo stesso partito aveva ottenuto di poter indicare il candidato sindaco di Frosinone sulla base di uno schema di centrodestra riguardante tutto il Lazio. Ha ottenuto che Fratelli d’Italia si sedesse al tavolo nella sua interezza, dal presidente cittadino Fabio Tagliaferri al  capogruppo consiliare Domenico Fagiolo. Ha ottenuto che tutti gli aspiranti sindaco accettassero la sua impostazione.

Per la verità Tagliaferri sta lavorando alla possibilità di un’intesa di tipo politico che porti ad una sintesi. Ma la presentazione del logo vuol dire che le primarie si faranno in ogni caso.

Centralismo democratico.

CARDINALI-VACANA

Alessandro Cardinali sarà il vicepresidente della Provincia. Perno di quel Campo Largo che piace a Francesco De Angelis ma che servirà molto anche a lui per lanciare l’offensiva politica ad Anagni, nei confronti del sindaco Daniele Natalia. (Leggi qui Vacana risolve il rebus: Cardinali vice, Zaccari presidente).

Certo è che Fratelli d’Italia deve riflettere molto sulla scelta di non candidare Cardinali nella lista di Partito. A quest’ora avrebbe gli stessi consiglieri della Lega, più voti ponderati e la possibilità di guidare un centrodestra molto forte alla Provincia.

Alessandro Cardinali ha saputo aspettare il momento giusto. E ha colpito.

Luigi Vacana, quando ha capito che non sarebbe stato confermato vicepresidente, ha effettuato un passo indietro. Avrà deleghe importanti e anche la funzione di responsabile dell’attuazione del programma. Inoltre nel centrosinistra il suo ruolo sarà fondamentale a cominciare da Frosinone.

Nervi saldi e visione politica.

FIASCHI

FANTINI-MARTINI

A Frosinone stanno trattando loro, presiedendo il tavolo del centrosinistra: il segretario provinciale del Pd Luca Fantini e il presidente dell’intera federazione Stefania Martini. La decisione di Mauro Vicano di candidarsi spariglia le carte e mette in una forte difficoltà il Pd. (Leggi qui Vicano annuncia la candidatura a sindaco giovedì).

Sia Fantini che Martini sapevano da mesi che Mauro Vicano  è un nome gradito al leader Francesco De Angelis. Sapevano che il capogruppo Angelo Pizzutelli (uno che ha centinaia di voti, altro che chiacchiere) da mesi è il braccio destro e sinistro di Vicano. E sapevano pure che sempre De Angelis aveva indicato la soluzione delle Primarie per poter tenere tutti nello stesso Campo Largo. Costruendo le condizioni per aggregare pure il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli e la Lista Tucci, della quale fa parte anche Carlo Gagliardi.

Sapevano tutto questo. Ed avevano nel loro bagaglio di esperienze quella vissuta pochi mesi fa a Sora: mesi di trattative interminabili per scoprire che al tavolo c’erano anche interlocutori che nemmeno avevano la forza per formare una lista; ma facevano però dilatare i tempi con i loro diktat e le loro pretese basate sul nulla.

Nonostante tutto questo stanno rischiando di rivivere a Frosinone l’incubo di Sora. Con l’aggravante che qui non sono riusciti neppure a prevenire l’accelerazione di Vicano che adesso ha letteralmente terremotato il centrosinistra.

Sorpresi e ingenui.

FONTANA-SEGNERI

Le deputate Ilaria Fontana ed Enrica Segneri

Le due parlamentari del Movimento Cinque Stelle sono di Frosinone. Ilaria Fontana, sottosegretario alla transizione ecologica, è impegnata da sempre sul versante della bonifica della Valle del Sacco e sotto questo punto di vista sta facendo un discreto lavoro. Enrica Segneri è molto attiva all’interno del Movimento. Ma nessuna delle due sembra curarsi della situazione politica del capoluogo.

Peraltro la Segneri è stata pure candidata a sindaco nel 2012. La delegazione dei Cinque Stelle che siede al tavolo del centrosinistra ha messo il veto sull’ipotesi di Mauro Vicano, unendosi a diverse forze di sinistra. Contemporaneamente però non è stata avanzata un’alternativa e alla fine il limite è proprio questo.

Non si può soltanto distruggere, è importante anche costruire e proporre. Per questo le due parlamentari potrebbero perlomeno provare a far sentire la loro voce.

Silenzi inconcludenti.

SILVIO BERLUSCONI

Silvio Berlusconi (Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Più che operazione Scoiattolo siamo in presenza dell’operazione Indietro tutta. Silvio Berlusconi sapeva da giorni che mai il suo nome sarebbe stato votato come presidente della Repubblica. Ma nonostante tutto questo ha tenuto al palo la coalizione di centrodestra e adesso Matteo Salvini e Giorgia Meloni devono correre per trovare una soluzione che non vanifichi la maggioranza relativa che sulla carta hanno.

Berlusconi ha fatto un passo indietro perché non aveva i numeri per poter centrare l’obiettivo. Però ha preferito dire che in realtà li aveva e che la sua decisione è stata dettata da senso di responsabilità. Ribadendo che Mario Draghi deve rimanere a Palazzo Chigi, quasi fosse una compensazione per la sua decisione.

In tutta questa vicenda la posizione di Forza Italia ha oscillato tra il filone dell’Oscar alla carriera e il veto sull’inquilino di Palazzo Chigi. E francamente non si capisce per quale motivo. In realtà non è più Silvio Berlusconi a dare le carte. Forse sarebbe il caso di prenderne atto.

Ritirata in ordine sparso.

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