Fischi e fiaschi della XVI settimana 2022

Fischi e fiaschi: i fatti centrali ed i protagonisti della XVI settimana 2022. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nei prossimi giorni

Fischi e fiaschi: i fatti centrali ed i protagonisti della XVI settimana 2022. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nei prossimi giorni

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RICCARDO MASTRANGELI

Riccardo Mastrangeli

Incontra i cittadini, effettua riunioni politiche, viene informato in tempo reale di tutte le possibili adesioni e trova anche il tempo di togliere pezzi allo schieramento avversario. Il passaggio dell’ex segretario provinciale di Articolo Uno Gaetano Ambrosiano nella sua lista civica non serve a prendere voti ma a far capire che la sua coalizione è più larga del Campo largo.

Riccardo Mastrangeli sapeva sin dall’inizio che non sarebbe stato semplice rappresentare la coalizione di centrodestra alle comunali dopo Nicola Ottaviani, ma ha saputo lasciare la sua impronta immediatamente.

Non ha ansie e non sente alcuna pressione di vincere al primo turno. Si sta preparando anche per il ballottaggio. Presenterà un programma per i prossimi dieci anni e avrà liste forti con un centrodestra unito, che non era proprio sicuro appena due mesi fa. (Leggi qui L’importante è delegittimare l’avversario politico).

Vento in poppa

DE ANGELIS-MARZI

Francesco De Angelis e Domenico Marzi

Il candidato sindaco del Campo largo e il leader del Partito Democratico aspettano l’inizio della campagna elettorale, sicuri di poter arrivare al ballottaggio e poi giocarsela con il centrodestra nell’uno contro uno.

In questa fase tutta la scena è dei candidati al consiglio comunale e dei vari registi delle altre liste. Infatti Michele Marini, Antonio Pompeo, Luigi Vacana, Gianfranco Pizzutelli e Stefano Pizzutelli sono in trincea quotidianamente.

Al Comune di Frosinone il centrosinistra parte sempre da sfavorito, poi la situazione può cambiare grazie a quello che De Angelis definisce da sempre “voto trasversale”, normalmente indirizzato al centrodestra. Domenico Marzi non può effettuare la stessa campagna elettorale di  venti anni fa: oggi è un altro mondo. Non ha l’esigenza di farsi conoscere ed è intenzionato a concentrare il massimo della spinta negli ultimi venti giorni. (Leggi qui: La finta indolenza di Marzi).

Strategia studiata a tavolino.

MIRIAM DIURNI

Miriam Diurni

La presidente di Unindustria Frosinone sulla questione della Catalent non indietreggia di un millimetro. Lo ha fatto capire chiaramente nel corso dell’assemblea dell’Associazione nazionale dei costruttori edili, annunciando che della questione si parlerà perfino alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella giovedì a Roma, quando l’associazione degli imprenditori riunirà gli stati generali.

I ritardi della burocrazia stanno letteralmente massacrando il settore delle imprese in provincia di Frosinone su tantissimi fronti. Non si contano più le aziende che sono andate via o che vogliono andarsene.

La politica e le istituzioni (perfino la Regione Lazio) non sembrano volersi rendere conto di quanto questo processo sia irreversibile. Miriam Diurni vorrà ricordarlo in ogni occasione.

Basta buonismo.

FLOP

NICOLA ZINGARETTI

Nicola Zingaretti

Stavolta il presidente della Regione Lazio ha dovuto incassare un “no” pesantissimo. Ha cercato immediatamente di aprire un canale di dialogo con la Catalent, ma la multinazionale americana ha chiuso la porta spiegando che non c’è alcuna possibilità che l’investimento previsto ad Anagni (100 milioni di dollari) possa tornare indietro. Si farà in Gran Bretagna. Troppi due anni per non avere una risposta. (Leggi qui i precedenti).

Zingaretti sottovaluta da tempo le problematiche che schiacciano le imprese per via della perimetrazione del Sin, per la lentocrazia e per tutto il resto. Si tratta di un argomento molto sensibile che la Regione Lazio dovrebbe mettere in cima alla lista delle priorità.

Il secondo colpo della settimana è stato l’annuncio fatto dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri: realizzerà il termovalorizzatore per bruciare i rifiuti della Capitale, portando la città al livello delle grandi Capitali europee. In questo modo però Gualtieri manda all’aria tutto il Piano Regionale dei Rifiuti messo a punto da Zingaretti in anni di lavoro. Peggio ancora: Gualtieri lo sconfessa, seppure dando la responsabilità alla sindaca di Roma Virginia Raggi che avrebbe fornito alla Regione Lazio cifre sballate sulla base delle quali sarebbero state poi decise le strategie. La sostanza non cambia. (Leggi qui (Leggi qui Roma si fa il termovalorizzatore: via i rifiuti, diventano energia). E qui Lo scontro nel Pd dietro al termovalorizzatore).

Gelato.

GIUSEPPE CONTE

Giuseppe Conte

Non si smentisce mai su nessun argomento. La mancata risposta netta su tutto è il suo segno di riconoscimento politico. Giuseppe Conte non ha risposto in modo chiaro alla domanda su chi voterebbe in Francia tra Macron e Le Pen. A dimostrazione di come sia lui che il Movimento Cinque Stelle non abbiano una linea precisa su nulla.

E che anzi portino avanti posizioni sganciate dalla linea del Governo (del quale fanno parte) e dell’Unione Europea. Come sulla guerra tra Russia e Ucraina, come sulla gestione della pandemia, come sulla collocazione internazionale dell’Italia, come sulla Nato e sull’aumento delle spese militari.

L’accordo con Beppe Grillo sulla comunicazione del Movimento significa che Giuseppe Conte ha un solo obiettivo: mantenere un ruolo. Ieri da presidente del Consiglio, oggi da capo politico.

Tutto e il contrario di tutto.

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini (Foto: Alessia Mastropietro © Imagoeconomica)

Mai così in difficoltà la Lega negli ultimi cinque anni. Il Partito di Matteo Salvini ha di fatto perso la leadership del centrodestra e Giorgia Meloni non ha neppure invitato il Capitano alla manifestazione di Fratelli d’Italia a Milano.

Salvini vuole giocarsi la carta della federazione con Forza Italia per dare vita al partito dei Conservatori, ma anche su questo versante la Meloni è arrivata prima.

In più c’è l’atteggiamento della Lega nel Governo: sono più i temi sui quali c’è contrapposizione che quelli sui quali si può trovare un accordo. La scadenza più ravvicinata, le Comunali di giugno, potrebbero non andare bene per la Lega e a quel punto potrebbe perfino essere posto il tema di un ripensamento della leadership. Magari non in tempi immediati. Ma questo significherebbe “azzoppare” il Capitano durante la campagna elettorale per le politiche.

Accerchiato.

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