Fondi e Terracina, il centrodestra diviso cerca credibilità

Quello del 21 e 22 settembre è un test elettorale fondamentale per il centrodestra pontino. In gioco ci sono equilibri, assetti locali e credibilità nazionali. Fra accordi mancati e civiche non sempre gradite. Test che sarà anche cartina tornasole del voto a Latina.

Credibilità cercasi. È l’imperativo d’obbligo per il centrodestra pontino impegnato nelle elezioni comunali a Fondi e Terracina. Quello in programma tra un mese è un test importante, forse vitale, per il futuro politico dello schieramento conservatore nella provincia pontina.

La posta in palio

Nicola Procaccini, Francesco Zicchieri, Claudio Fazzone

Ci sono in gioco equilibri e alleanze, assetti locali e nazionali. Perché Fondi è il feudo politico del senatore Claudio Fazzone, potentissimo di Forza Italia dove ricopre il ruolo di Coordinatore nel Lazio; ed alla quale garantisce quella linfa elettorale con cui personalmente elegge il sindaco di Fondi con percentuali bulgare, mezzo consiglio provinciale di Latina, un consigliere regionale del Lazio, un parlamentare Europeo.

Poi, Terracina è il feudo politico di Nicola Procaccini, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia ed ascoltato interlocutore della leader Giorgia Meloni di cui è stato portavoce ai tempi del Governo. Al Partito ha garantito fino ad oggi un’espansione esponenziale, l’elezione di mezzo consiglio Provinciale di Latina, di un parlamentare europeo, la pacificazione ed il dialogo equilibrato sulla provincia di Latina.

Terracina è anche la città di Francesco Zicchieri, coordinatore della Lega nel Lazio e deputato a Montecitorio. Che in queste elezioni deve dimostrare la capacità di radicamento della Lega nel suo territorio. È ciò che Matteo Salvini ha chiesto a tutti i suoi quadri in tutta l’Italia: perché i numeri fino ad oggi hanno parlato in modo chiaro, tranne in qualche regione del Nord Est è Salvini a trainare il Carroccio mentre dai territori arriva poco o nulla.

È chiaro allora come non ci siano in gioco solo i risultati elettorali. Ma soprattutto la credibilità dei dirigenti locali. Territoriale e nazionale. E in prospettiva ci sia anche l’approccio all’appuntamento elettorale del prossimo anno a Latina.

L’unità sconosciuta

Claudio Durigon. Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Nei due Comuni il Centrodestra si presenta alle urne diviso. Nonostante gli sterili approcci, nessun accordo unitario si è raggiunto fra Fratelli d’Italia e Forza Italia: nessuna delle due aveva interesse a dividere il proprio feudo con l’altro. La Lega ha poco da portare in dote ed in questa partita ha solo potuto scegliere la parte elettoralmente più conveniente.

A smussare gli angoli ci ha provato il senatore Claudio Durigon di Latina, il papà di Quota 100. Per chiudere l’intesa a Terracina ha rinunciato alla rivendicazione di indicare il candidato sindaco chiedendo invece di escludere dalla coalizione i civici che vengono dal Pd. Proprio quelli che hanno governato in questi anni con FdI, garantendogli di tenere in piedi l’amministrazione anche quando la Lega di Zicchieri gli ha revocato l’appoggio.

La risposta della candidata sindaco Roberta Tintari è stata “È risultato più facile parlare con loro che con chi doveva esserci politicamente più vicino”. La risposta politica di FdI è stata:Ok, vi facciamo entrare a Terracina, ma voi ci fate entrare su Fondi?”.

Inutile anche il tentativo di mediazione avviato da Matteo Salvini che il mese scorso ne aveva parlato con Giorgia Meloni dopo una tappa a Terracina. La leader di FdI allora aveva sollecitato un nuovo tentativo e così Nicola Procaccini aveva provato a cucire una faticosissima tela diplomatica: ribadendo che se unità doveva essere andava costruita a Terracina ma anche a Fondi. (Leggi qui Salvini ed il ‘caso Terracina’: “Ne parlo con Giorgia. Zingaretti via a settembre”).

Il Nein di Claudio Fazzone si è sentito con chiarezza da Fondi fino a Terracina.

L’esercito di Maschietto

BENIAMINO MASCHIETTO

A Fondi Claudio Fazzone ha costruito un autentico esercito a sostegno della candidatura di Beniamino Maschietto. È lui l’erede designato del sindaco Salvatore De Meo eletto nelle scorse tornate con percentuali da fare invidia alla Bulgaria ed ora diventato parlamentare Ue.

A comporre le fila sono 136 candidati al Consiglio Comunale. Arruolati tutti gli assessori in carica. Onorato Di Manno, Dante Mastromanno, Claudio Spagnardi. Poi Giorgia Ida Salemme e Roberta Muccitelli di Forza Italia. In più Daniela De Bonis di “IoSi”.

Hanno tutti un imperativo categorico: tentare di vincere le amministrative al primo turno. In caso contrario il ballottaggio diventerebbe una forca caudina per Maschietto

A tentare di strappare la bandiera di Claudio Fazzone dal municipio di Fondi ci provano altri 5 candidati a sindaco, sostenuti da 16 tra forze politiche e liste civiche.

Fratelli d’Italia ha schierato il penalista Giulio Mastrobattista sostenuto da tre liste. (leggi qui Si va divisi. E la via la indica Giorgia: a Fondi FdI candida a sindaco Mastrobattista).

Torna in scena Luigi Parisella: primo cittadino sino a dieci anni fa, anche lui tra i pupilli politici di fazzone. Non ha mai condiviso la gestione politica del “Caso Fondi”. Comune che l’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni voleva sciogliere per presunte infiltrazioni malavitose: fu costretto a subire le dimissioni pretese dall’allora maggioranza di centrodestra. Imposte per evitare l’onta dell’arrivo del commissario prefettizio.

Claudio Fazzone fece di tutto per difendere l’immagine e la reputazione della sua Fondi: il caso diventò nazionale.

Ma nonostante l’impegno, ad un certo punto le dimissioni furono una questione di opportunità. Da quel momento i rapporti tra Luigi Parisella ed il senatore Claudio Fazzone sono diventati glaciali.

Le tre civiche allestite da Parisella potrebbero drenare consenso allo schieramento di Maschietto. A Forza Italia in particolare.

L’assessore ed il funzionario

Raniero De Filippis

Il Pd si affida, invece, all’ex dirigente della Regione Lazio Raniero De Filippis, attuale funzionario del Parco dei Monti Ausoni. Ha varato la civica di centrosinistra “Camminare Insieme”.

Tra i 46 aspiranti consiglieri comunali di Fondi c’è un ex assessore regionale con cui De Filippis ha avuto a che fare. Quando? Durante la Giunta Badaloni nel quinquennio 1995-2000. Si tratta di Giovanni Hermanin, storico dirigente nazionale di Legambiente e “papà” del parco regionale dei Monti Aurunci.

Completano il quadro elettorale fondano il fotografo Giuseppe Manzo per il M5S e di Francesco Ciccone, ex dirigente locale de La Destra. Ora è candidato per la civica “Fondi Vera”.

Il peso politico di ciascuna forza in campo è verificabile in occasione del tradizionale ed estenuante rito della presentazione delle candidature. Al Comune di Fondi molti addetti ai lavori non hanno voluto credere ai loro occhi quando hanno avuto in mano il brogliaccio della Lega. Lista incompleta ma valida, solo 18 aspiranti consiglieri.

Una conferma che qualcosa si è inceppato, sul piano politico-gestionale, negli ingranaggi del carroccio fondano. Che ha dovuto chiedere un “aiutino” agli altri alleati e presentare candidati da “fuori città”.

Capita.

I due Zicchieri

FRANCESCO ZICCHIERI E ROBERTA TINTARI

A Terracina l’amministrazione uscente si affida a Roberta Tintari. La Lega schiera il funzionario regionale Valentino Giuliani.

Qui, a differenza di Fondi, la lista della Lega a sostegno di Giuliani è stata completata. (Leggi qui Giuliani lancia il dado: la sfida di Terracina è iniziata).

In lista per il consiglio c’è uno Zicchieri: non è l’onorevole Francesco, non è un suo parente, non è un suo uomo. Per scelta politica, lo Zicchieri coordinatore regionale ha scelto di non puntare i suoi voti su un candidato in particolare ma di sostenere tutti in maniera equa.

A scanso di equivoci assicura: «Il Partito non mi ha chiesto nessuno. Tantomeno di candidare qualche mio conoscente. La lista è concepita in maniera sinergica dall’intera Lega di Terracina. Che, grazie a tante personalità e professionalità esistenti a Terracina, vuole mandare a casa Roberta Tintari e i transfughi del Pd. Io sono a disposizione – ha concluso Zicchieri – di tutti i nostri candidati per sostenere questo disegno politico».

In conclusione gli aspiranti sindaco al comune di Terracina sono 7. Si aggiungono il presidente del Consiglio Comunale uscente ed imprenditore televisivo Gianfranco Sciscione (Leggi qui Lega-FdI, scontro frontale. E Sciscione annuncia il suo 4 luglio). Poi Andrea Bennato, Piero Vanni, Armando Cittarelli (leggi qui Il Pd presenta il candidato sindaco rimasto senza Pd). E Gabriele Subiaco.

Sono espressione di 14 formazioni – in numero inferiore rispetto al 2016 – che competono per il rinnovo del consiglio comunale.

L’estate ed il Covid non possono essere due alibi.

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