Brogli elettorali? Fonte non c’entra: assoluzione piena

Assoluzione con formula piena per l'ex assessore Igor Fonte. Se ci furono brogli elettorali a Cassino lo stabilirà un processo. ma già oggi è stato accertato che lui non c'entra. “La merda che avete gettato sulla mia figura, io posso lavarla... Voi ci state affogando dentro”

I brogli elettorali a Cassino? Forse ci sono stati: sarà un processo a stabilirlo. Ma con certezza, se qualcuno ha barato, non è stato l’allora assessore Igor Fonte né a chiederlo, né a suggerirlo, né a sollecitarlo. Lo ha stabilito oggi il Giudice delle Udienze Preliminari del tribunale di Cassino Domenico Croce. Ha assolto l’ex assessore: con formula piena.

I voti fantasma

Il caso era esploso nel 2016. Era la tornata nella quale si sfidavano il sindaco uscente Giuseppe Golini Petrarcone (appoggiato da mezzo Pd), l’imprenditore Francesco Mosillo (appoggiato dall’altra metà dei Dem), il centrodestra unito nel nome di Carlo Maria D’Alessandro. Che vinse grazie anche alla divisione tra i suoi avversari.

L’avvocato Igor Fonte era candidato in una delle liste a sostegno di Petrarcone.

Durante le operazioni di voto c’era stata maretta nel seggio 30: uno dei due nella località Sant’Angelo in Theodice, quello nella frazione Antridonati. Si era acceso un diverbio tra un rappresentante di lista ed i responsabili del Seggio. Così acceso che erano intervenuti i carabinieri a verificare.

Nei giorni successivi allo spoglio i carabinieri avevano maturato un dubbio: risultavano avere votato anche alcuni residenti all’estero che però nessuno aveva visto rientrare. La procura della Repubblica allora aveva disposto una verifica: alcuni dei residenti all’estero confermarono di non avere votato, nonostante dai verbali risultasse il contrario.

Il magistrato dispose allora una perizia sulle schede ed emerse che una ventina di loro riportavano la preferenza per l’assessore alla Polizia Locale Igor Fonte, scritta dalla stessa mano.

Da qui le accuse ad Igor Fonte, al presidente del Seggio ed alla sua segretaria. (Leggi qui Brogli elettorali, indagato l’ex assessore Igor Fonte).

Rito abbreviato

Il Palazzo di Giustizia

Una macchia ancora più grave per un uomo che della legalità aveva fatto la sua cifra principale: Igor Fonte era presidente dell’associazione Peppino Impastato. Appena ricevuto l’avviso di apertura delle indagini si era subito dimesso.

Per lui era stata ipotizzato il reato di ‘concorso morale in violazione della Legge Elettorale. Cioè? Non avrebbe compiuto azioni dirette ad ottenere quei voti in più. Ma avrebbe ispirato in qualche modo l’azione del presidente e della segretaria del Seggio.

La pubblica accusa oggi ha chiesto l’assoluzione dell’indagato: perché gli indizi raccolti non hanno raggiunto la consistenza di prova.

Invece no. L’udienza di oggi, nella quale Fonte è stato assistito dagli avvocati Alessandro Marcucci e Gianluca Ciaraldi, ha dimostrato il contrario. Non è che non ci fossero abbastanza prove: c’erano le prove del contrario. Il giudice lo ha assolto con formula piena, senza dubbi, senza incertezze.

Per il Presidente e la Segretaria, sarà il tribunale ordinario ad esaminare il caso e stabilire se ci siano stati brogli.

Fonte: Fine di un incubo

Assolto con formula piena!!! Giustizia!!! Ringrazio Dio, la mia famiglia, i miei avvocati, gli amici che mi sono sempre stati vicini, Fabio Leone, che mi è stato vicino in tutte le udienze. Dedico a tutti i miei detrattori questa vittoria!!! ” ha scritto Igor Fonte sulla sua bacheca facebook.

E poi, rivolto ai detrattori ha aggiunto: “La merda che avete gettato sulla mia figura, io posso lavarla… Voi ci state affogando dentro… Saluti”.

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