Di Gabriele fa il miracolo: accordo sulle commissioni

Il nodo delle commissioni consiliari di Formia viene sciolto con la mediazione del presidente del Consiglio comunale. Che però ora ha un'altra grana: è la maggioranza a scalciare. Verso un'assise cruciale sul bilancio e un numero legale in bilico. Appeso ai costiani.

Eppur si muove. Dopo mesi di tira e molla le minoranze ed il presidente del Consiglio comunale di Formia Pasquale Di Gabriele hanno raggiunto un accordo. In base al quale rinnovare le dieci commissioni consiliari permanenti. È la fine dello stallo che si trascinava da quando all’inizio di settembre è esplosa la crisi nell’amministrazione guidata dal sindaco Paola Villa.

Fondamentale è stata la capacità di mediazione del presidente d’Aula Pasquale Di Gabriele. Ha costruito lui la soluzione che rimette in moto l’amministrazione cittadina. E che ora è stata accolta dalle minoranze, sia di centrodestra che dal Pd.

Lodo Di Gabriele sulle Commissioni

Pasquale Di Gabriele ed il sindaco Villa

Sette Commissioni avranno una composizione numerica “ridotta rispetto a quando vennero varate nell’estate 2018. Cioè subito dopo il voto amministrativo. Avranno quattro rappresentanti per la maggioranza civica e tre per le minoranze.

L’opzione Di Gabriele prevede che tre commissioni abbiano una formazione più “large” con il modulo 5-4. (Leggi qui Commissioni, non c’è la quadra: la minoranza saluta).

Il Presidente del Consiglio comunale voleva togliersi questo cerino che rischiava di bruciare i polpastrelli dell’amministrazione. È riuscito nell’intento? Forse sì, forse ancora… no. Perché?

L’opposizione ha detto che per lei va bene ma adesso è la maggioranza a scalciare. Al momento la soluzione Di Gabriele ha trovato l’assenso di una sola delle quattro forze che facevano parte della maggioranza al comune.

Commissioni si, ma Colella dov’è?

Il sindaco Paola Villa ed il consigliere Dario Colella

La civica Formia città in comune ha detto di sì, mentre Un’altra città farà sapere. Perché – a dire del capogruppo Christian Lombardi – ancora non si comprende quali saranno le Commissioni che avranno un plenum allargato.

Se Formia Vinci, la gamba più corta della maggioranza, dalla scorsa estate è diventata parte integrante del tavolo di “tutte le minoranze“, qualcuno sta pensando di chiedere l’intervento di Chi l’ha Visto? per capire dov’è finito invece il capogruppo di Ricominciano con voi Dario Colella. Il chirurgo non partecipa più alle sedute delle conferenze dei capigruppo. E mentre sono diventate incontrollate le voci delle sue possibili dimissioni dall’incarico di consigliere comunale, non ricorre neppure all’istituto della delega.

Non lo fa eppure potrebbe inviare in Comune un suo sostituto: ad esempio Lino Martellucci o Ida Brongo. Colella si è ecclissato e questo atteggiamento politico non sta facendo dormire sonni tranquilli alla maggioranza. Non in prospettiva del consiglio comunale convocato per il 27 novembre, alle ore 15. Che potrebbe risultare con il suo chilometrico ordine del giorno – 32 punti dello scibile formiano, neanche fossero i libri dell’Antico Testamento – un punto di svolta per il futuro della consiliatura.

Di Rocco in tackle sul bilancio

Il presidente del Consiglio comunale pensava che la sua mediazione fosse finita lì con la soluzione al caso delle Commissioni. Invece il peggio gli è arrivato dalla richiesta formulata dal capogruppo della Lega, Antonio Di Rocco.

Riguarda i punti 3) e 21) dell’Ordine del Giorno. Toccano due argomenti che definire sensibili è riduttivo. Il primo è il Bilancio consolidato per l’esercizio 2019. Vale a dire la “summa” dei documenti contabili degli enti di cui il Comune fa parte o è socio di maggioranza (si va dal Consorzio industriale alla Formia Rifiuti zero). Il secondo è l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio.

Il senatore Michele Forte, scomparso nel 2016

Quello che un tempo, prima dell’entrata del decreto legislativo 267/2000, si chiamava più prosaicamente assestamento di bilancio.

Di Rocco ha chiesto all’avvocato Di Gabriele di avere dal segretario generale Alessandro Izzi un parere sulle modalità di votazione. Cioè se per approvare i due argomenti servirà una maggioranza degli eletti (tecnicamente dei voti assegnati) o dei presenti.

Il capogruppo del Carroccio, che del comune è stato Capo di Gabinetto durante l’ultima sindacatura di Michele Forte, la verità la sa. Cioè la maggioranza dei presenti. Tuttavia la vuole per iscritto per evitare “facili giochetti”.

Ed un motivo c’è. Se dovesse svolgersi il consiglio comunale il 27 novembre le delibere da votare per essere valide avranno bisogno di almeno 13 voti. Attenzione: non è la prima volta che la maggioranza Villa ricorre alla seconda convocazione (la prossima è stata fissata per il 30, alla stessa ora). Questo perché moltissimi dei suoi componenti erano fuori sede. Tutto nella norma se non fosse per un orientamento che starebbe prendendo la civica Ricominciamo con voi. Cioè la lista che all’inizio di settembre ha ritirato i suoi due assessori dando il via alla crisi.

I costiani in odor di ‘diserzione’

Il sindaco Paola Villa in Aula

La componente Costiana della maggioranza, al termine di un briefing interno, avrebbe deciso di stare lontana dall’aula consiliare del 27 novembre. Un segnale politicamente di sfida al primo cittadino?

E’ presto per dirlo ma il parere chiesto dalla Lega va in questa direzione. Senza l’apporto dei consiglieri Dario Colella, Ida Brongo e Lino Martellucci, la maggioranza avrebbe gli stessi rappresentanti delle minoranze o opposizioni: 11. Davanti a questa ipotesi numerica la delibera riguardante la salvaguardia degli equilibri di bilancio si considererebbe approvata? Certo che no. Ma a dirlo dovrà essere il puntiglioso avvocato Izzi. Dirlo e metterlo per iscritto.

Il futuro della consiliatura ruota attorno, dunque, alla presenza o meno dei tre consiglieri di Ricominciamo con voi nella prossima seduta consiliare.

La situazione politicamente potrebbe risultare ancora più rischiosa se ci dovesse essere ricorso alla seconda convocazione. Dove il quorum dei presenti si abbassa a quota nove per rendere valida la seduta. Ma il discorso non cambia in relazione alla validità delle delibere da approvare. Quindi serve sempre la maggioranza dei presenti. Insomma, modificando l’ordine degli addendi, – secondo la regola basilare dell’aritmetica – la somma non deve mai cambiare.

Sabotatori ad hoc cercansi?

La maggioranza ostenta tranquillità ed è il minimo che possa fare. Sono in corso tentativi sotterranei per chiedere il conforto a qualche consigliere comunale di minoranza. Conforto per disertare il consiglio e pareggiare le probabili assenze del trio Colella-Brongo e Martellucci? La convocazione del prossimo consiglio comunale è stata ratificata con un monito. La seduta si svolgerà a porte chiuse a causa delle restrizioni dettate dal Covid. Ma ma chi non potrà parteciparvi in presenza potrà farlo a casa con il proprio pc, tablet o telefonico.

Non si rincorra Moliere e non si dica che la linea è carente. A Formia la fibra è arrivata ed è operativa. Basta volerlo.

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