La maggioranza non ha i numeri: solo 13 al Consiglio

Mancano i numeri al Consiglio convocato dalle minoranze unite. L'azione di logoramento della maggioranza è riuscita. Troppi assenti. E divisioni evidenti. Il campus si farà a Mola.

I due protagonisti più attesi hanno fatto fatica ad ignorarsi dopo le sciabolate dialettiche degli ultimi giorni. Nonostante la reciproca indifferenza tra la consigliera di maggioranza Emanuela “Manu” Sansivero ed il capogruppo del Pd Claudio Marciano oggi l’adrenalina è stata alta durante la seduta del consiglio comunale di Formia.

È quella chiesta dalle due famose “Pec” partite a mezzanotte e sottoscritte per la prima volta da tutti i nove i rappresentanti delle minoranze: dal Pd all’intero centrodestra. (leggi qui Due Pec per riunire il consiglio e far saltare il sindaco). Soprattutto è stata preceduta dalla serie di sciabolate dialettiche tra i due Consiglieri. (leggi qui gli affondi di Sansivero e qui le stoccate di Marciano). 

Il consiglio comunale di Formia

Una seduta convocata per tentare di logorare ai fianchi la maggioranza: portandola a discutere dei temi sui quali ci sono vedute differenti al suo interno. Sollecitando risposte sulla futura collocazione dell’istituto comprensivo Vitruvio Pollione e sull’impiego del maxi finanziamento da 10 milioni destinato alla scuola; sulla diversa gestione del servizio di riscossione dei tributi da parte del Comune, sull’orlo pre-dissesto finanziario.

Le scollature

L’opposizione, il suo compito politico lo ha portato a termine quasi alla perfezione. Il Pd, Forza Italia, la Lega, l’Udc e la lista Formia con te sapevano di dover pretendere una risposta dalla maggioranza. Qualsiasi risposta: perché avrebbe obbligato i gruppi che sostengono Paola Villa a confrontarsi al loro interno. E infatti la composita appartenenza politica alla distanza è emersa in tutte le sue sfaccettature.

La maggioranza ha rischiato di fare flop sin dall’appello iniziale. Non c’erano abbastanza Consiglieri per poter ritenere valida la seduta: mancavano ben quattro suoi consiglieri. La mancanza del ‘numero legale – è stata rimarcata dalle minoranze: non hanno chiesto la verifica formale dei presenti e così hanno permesso che il Consiglio iniziasse.

È stato questo il primo risultato messo in cascina dall’opposizione.

Il campus resta a Mola

Il sindaco di Formia Paola Villa

Forte di questo vantaggio psicologio la minoranza ha attuato un pressing sulla maggioranza. Fino a farsi rivelare dove l’amministrazione Villa intende realizzare un mini campus scolastico utilizzando il maxi finanziamento del Miur gestito dalla Regione Lazio.

L’istituto comprensivo Pollione rimarrà nel rione marinaro di Mola, previa la realizzazione di un piano di fattibilità da realizzarsi entro poche settimane.

Esultano la dirigente scolastica, esultano i docenti e le famiglie degli alunni. Ma questa scelta logistica rischia di creare una vittima illustre nella maggioranza Villa: il presidente della commissione Lavori Pubblici del comune Fabio Papa.

L’avvocato è stato uno degli assenti illustri ai lavori consiliari di oggi. Ufficialmente per impegni di lavoro precedentemente assunti ma la ragione vera è un’altra: capeggiava una componente della maggioranza che proponeva la delocalizzazione del nuovo istituto: ai piedi della frazione collinare di Maranola. Una posizione alla quale inizialmente aveva aderito anche il sindaco, che del’istituto Pollione è una dipendente anche se in aspettativa non retribuita.

Soccorso regionale

In estate era scattata la rivolta contro quel possibile trasferimento. L’aveva innescata la Lega, l’aveva condivisa la dirigente scolastica Annunziata Marciano, l’avevano appoggiata le famiglie. Una sollevazione che ha indotto oggi la maggioranza a percorrere sentieri meno tortuosi. Quelli percorsi fino ad ora hanno rischiato di far scadere i tempi entro i quali impiegare il finanziamento.

Il municipio di Formia

A soccorrere l’amministrazione formiana ci ha pensato la Regione che ha concesso una proroga di un anno per utilizzare e rendere cantierabile i dieci milioni.

Da qui la scelta politica del sindaco Paola Villa di non alzare inutili steccati con l’opposizione. Che, ottenuto il risultato che inseguiva, è stata prodiga di complimenti con l’assessore alle Opere pubbliche Pasqualino Forte per “l’ottimo lavoro fatto”.

Scontro sfiorato

Nella sala “Ribaud” è stato sfiorato lo scontro quando si è trattato di affrontare il secondo argomento: quello finanziario.

La maggioranza ha provato a far salto il banco chiedendo l’inversione dell’ordine del giorno. Il motivo? Oltre al già menzionato avvocato Papa non poteva fare affidamento su due consiglieri comunali, entrambi infermieri professionali ed impegnati nel turno di notte: Ida Brongo in una clinica privata a Formia e Antonio Capraro all’ospedale Maggiore di Bologna. Da dove ha fatto sapere che gli sarebbe stato “difficile scendere a Formia” sino a quando il sindaco Villa non attribuirà alla sua lista civica (Formia Vinci di cui è il solo consigliere comunale) una “giusta” rappresentanza in Giunta nell’ambito di un annunciato ma difficilissime rimpasto.

In pratica: niente assessorato, niente presenza garantita.

Poiché piove sempre sul bagnato, il capogruppo di “Un’altra città” e presidente della commissione Bilancio Christian Lombardi ha cercato di “impietosire” l’opposizione in quanto un consigliere comunale (Marco Bianchini) doveva andare via per via di una familiare al Pronto Soccorso del “Dono Svizzero”.

Ad alzare la voce contro quello che ha definito un atto di “furbizia e niente più” è stato il capogruppo dell’Udc Erasmo Picano. “Nulla contro il consigliere che ha un problema familiare ma se non avete i numeri per gestire questo consiglio comunale prendetene atto e andate veramente a casa”.

La mediazione Marciano

L’opposizione durante il Consiglio Comunale di Formia

A tentare di mediare è stato il capogruppo Dem Claudio Marciano. È stato lui in precedenza ad avere prestato “la manifestazione di orientamento” con cui aveva costretto la maggioranza a fare ‘outing” sul futuro della “Vitruvio Pollione”.

Ha provato a chiedere di rinviare l’intero Consiglio con il rimanente ordine del giorno. Era d’accordo anche il presidente del consiglio comunale Pasquale Di Gabriele quando si è ricordato che nella vita fa l’avvocato e giovedì una rappresentanza dell’ordine forense di Cassino avrà un incontro in via Arenula a Roma – sede del Ministero di Giustizia – per chiedere di aumentare la pianta organica del palazzo di Giustizia di piazza Labriola. E quindi? Era necessario un ordine del giorno con cui sollecitare più magistrati anche a nome di Formia.

Ma in aula, a quel punto, dell’opposizione era rimasto il solo Marciano. I consiglieri della Lega Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli, quelli di Forza Italia Tania Forte e Gianluca Taddeo, il capogruppo di Formia con te Gianfranco Conte avevano seguito in processione un’”indemoniato” (con il suo bomber nero) capogruppo centrista Erasmo Picano e avevano abbandonato per protesta l’aula.

Ma è valida?

Per non soffrire di solitudine faceva altrettanto anche il Dem Marciano sulla ratifica di alcuni debiti fuori bilancio mentre la maggioranza ha avuto improvvisamente un dubbio: “Ma con 13 consiglieri presenti la seduta è valida?

Nei banchi riservati al pubblico erano presenti il dimissionario assessore al bilancio Fulvio Spertini e il “sindaco ombra” di Formia, il potente assessore al turismo Kristian Franzini che sino a 18 mesi fa coltivava un hobby particolare, quello dell’attore in film autofinanziati: “Tranquilli ragazzi – ha alzato la voce – con  13 consiglieri Bartolomeo ha governato Formia per cinque anni”.

Ma di figure come quella dell’ex sindaco Sandro Bartolomeo in  circolazione ce n’è solo una. A ragione o a torto.

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