“Tu sei il male, io sono la multa”: il luogotenente Favoccia riporta ordine in strada (pure troppo)

Torna un po' di ordine sulle strade di Formia. Merito del luogotenente Favoccia, tornato a fischietto e contravvenzione dopo anni di noioso servizio come autista dei sindaci. Fuggi fuggi alla festa di Maranola quando si sa del suo arrivo. E, come sempre, la gente si divide

Est modus in rebus. (Esiste una misura nelle cose) – Orazio, Satire I, 1, 106-107

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Est modus in rebus. Questa richiesta Oraziana di equilibrio sembra andare di moda a Formia. Ma – quantunque possa apparire paradossale – la sollecita ad alta voce un Partito, la Lega, che ha nel suo Dna il rigore, l’ordine e la sicurezza.

Certo il Carroccio formiano è molto light, democristiano. Proviene dall’esperienza politica e amministrativa dell’ex senatore ed Udc Michele Forte. Ma ora ha detto basta.

Questa città da sempre ha un problema gestionale legato alla sosta e alla mobilità. Ma può tranquillamente vivere, anzi sopravvivere, senza le incursioni di un vigile urbano che tanto semplice non è.

 

L’hanno imparato a conoscere da anni i diversi Prefetti che si sono succeduti a Latina o i vertici della Questura o degli stessi comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza.

Il motivo? E’ stato l’autista degli ultimi due sindaci di Formia, Michele Forte e Sandro Bartolomeo. E poi dello stesso commissario prefettizio Maurizio Valiante di cui era diventato il capo gabinetto ombra o il confidente cui affidare le proprie considerazioni nei rari momenti di libertà durante le presenze nel palazzo municipale.

 

La vita professionale del luogotente Luigi Favoccia è cambiata improvvisamente a fine giugno quando è stata eletta Paola Villa sindaco della città.

«A me l’autista personale non serve. Se devo andare a presenziare a incontri istituzionali o manifestazioni pubbliche mi faccio accompagnare dal primo vigile urbano che trovo disponibile o vado con la mia auto personale» fu questo il definitivo commiato della professoressa Villa all’onnipresente (forse troppo) luogotenente Favoccia.

Da quel momento l’ex autista del comune di Formia è tornato alle sue mansioni originarie: il controllo della strada, la tutela di pedoni ed autisti disciplinati. Lunga esperienza, severo e inflessibile, in poco tempo è diventato il terrore di turisti indisciplinati o degli stessi formiani. Tanto di meritare il simpatico nomignolo di “Rudolph Giuliani” del Golfo.

 

Favoccia è tornato a fare il mestiere per il quale era stato assunto. Ma è diventato un argomento dolce e amaro allo stesso tempo per la sua dirigente di settore, la dottoressa Rosanna Picano. E pure per il suo datore di lavoro: il comune di Formia. Al quale ha deciso di “dare una mano” per rimpinguare le sue disastrate casse.

L’ufficiale soltanto quindici giorni fa aveva “scippato” agli agenti del commissariato di Polizia, placcando ed arrestandola, una prosperosa rumena di 24 anni che aveva prima chiesto in Largo Paone un passaggio ad un automobilista, poi gli aveva offerto carezze affettuose per il modico prezzo di 10 euro, infine lo aveva alleggerito di 180 euro nella sua auto.

 

La frazione collinare più importante della città, Maranola, giovedì festeggiava il suo santo patrono, San Luca e – come si conviene per ogni appuntamento religioso – gli stalli, già di per se insufficienti, non sono bastati mai per ospitare nella piazza del borgo, piazza Antonio Ricca, i tanti fedeli maranolesi e non che si erano dati appuntamento per partecipare alla processione in onore del medico ateniese conosciuto per essere il terzo evangelista, alla suggestiva sagra del “ciavarrotto” (è la carne di una capra selvatica), per passeggiare tra una bancarella ed un’altra e per ascoltare l’immancabile “cantante” .

L’arrivo di una pattuglia della Polizia Locale era stata sollecitata dal comitato dei festeggiamenti ma all’improvviso c’è stato un precipitoso fuggi fuggi generale: automobilisti più veloci di Usain Bolt per rimuovere le loro auto in (apparente) divieto di sosta.

Il motivo? Facile, era arrivato a Maranola …il luogotenente Luigi Favoccia con il suo immancabile amuleto: il blocchetto delle multe.

 

La situazione è stata interpretata, da alcuni, come una insperata ventata di legalità, indispensabile per riportare ordine e disciplina sulle strade. Per altri, invece, è stata una  esasperante ondata di giustizialismo, oltre misura.

Il dubbio è rimasto sino a quando è intervenuto chi, sulla carta, ha cercato a suo modo un equilibrio. È il consigliere comunale della Lega Nicola Riccardelli.

Invece l’esponente del Carroccio, in passato presidente della XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci, con una calma olimpica ha estratto il telefonino. Ha digitato il numero della dirigente della Polizia Locale Rosanna Picano.

Riferiscono che, più o meno, la conversazione sarebbe stata: “Rosanna, vedi che devi fare perché i cittadini sono stanchi. Se Maranola deve essere un esempio, poi quando arriverà il momento delle feste patronali di San Giovanni e Sant’Erasmo a giugno,  con tutte le auto in divieto di sosta il comune di Formia non avrebbe problemi di liquidità per i prossimi 50 anni”.

 

E mentre qualche automobilista contravvenzionato è stato sul punto di guadagnare una denuncia a piede libero per oltraggio a pubblico ufficiale, la dirigente Picano ringraziava e salutava il consigliere Riccardelli e, emulando il miglior Renzo Arbore della serie “Volante 1 a Volante 2” e candidandosi al prossimo Nobel per la pace , chiamava Favoccia proferendogli al telefono soltanto tre parole: “Luigi, scendì giù (Formia ndr)”.

A quel punto Favoccia si volatilizzava e la festa di San Luca poteva iniziare.

E meno male… O forse no…

 

SF/RedG

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