“Stressiamo Villa in consiglio e spingiamola a mollare”

A Formia summit allargato fra dissidenti e cecchini della maggioranza Villa in crisi. La strategia è quella di logorare il sindaco

Trovare un posto per parcheggiare è stato complicato. Tutto pieno. Tutti a distanza per non correre rischi di contagio. Si sono visti sul lungomare “Città di Ferrara” a Formia. Appuntamento davanti ad un albergo, il Bajamar, che, grazie all’audacia del suo patron, l’imprenditore castelfortese Paolo Migliorato, ha deciso di sfidare l’insidiosa forca caudina della “bassa stagione”. E della pandemia. Rimanendo aperto sulla spiaggia di Santo Janni. In questa struttura è stato scritto un importante capitolo della tribolata consiliatura di Formia iniziata nel giugno 2018 con le elezioni vinte dal sindaco Paola Villa.

L’ingresso del Bajamar

Per la prima volta c’erano quasi tutti gli attori delle forze politiche di opposizione: pronte a «costruire una vera alternativa» al governo della professoressa Paola Villa. Un governo che è bloccato dall’inizio di settembre: da quando due Gruppi consiliari le hanno tolto la fiducia, aggiungendosi al terzo che lo aveva fatto in piena estate. Un governo tenuto in piedi proprio da uno di quei gruppi: ha tenuto aperto l’ossigeno con la formula dell’appoggio esterno. Che subito si è tradotto in un lento logoramento per la maggioranza. (Leggi qui Giunta zoppa e malumori, il team Villa resta in alto mare).

Una strategia micidiale. Perché nessuno potrà gridare al golpe, denunciare il sovvertimento del risultato elettorale del 2018. Stanno lasciando Paola Villa al timone: ma glielo hanno bloccato e le hanno spento i motori principali mentre la prua dell’amministrazione viaggia verso gli scogli. La Giunta è ancora monca e la maggioranza litiga per ottenere il posto degli assessori andati via, le Commissioni sono incomplete e quindi non possono lavorare. (Leggi qui “Giovà, ma tu con chi stai?” Le commissioni vanno in tilt).

Special guest e nuovi aventiniani

La riunione del Bajamar è stato il primo vero “faccia a faccia” tra il frastagliato mondo del centrodestra formiano. Lo stesso che, dopo la sconfitta al ballottaggio per l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, non ebbe la capacità (o il tempo) di capire le ragioni di quella sconfitta annunciata… in partenza.

Pasquale Cardillo Cupo, Paola Villa, Nicola Riccardelli

Questa volta, attorno ad un unico tavolo c’erano i leghisti Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli. Poi il capogruppo dell’Udc Erasmo Picano, l’intero gruppo consiliare di Forza Italia. Cioè Eleonora Zangrillo, Gianluca Taddeo e Tania Forte. Inoltre Gianfranco Conte e Pasquale Cardillo Cupo per il debuttante gruppo di ‘Fratelli d’Italia-Formia Con te’. (Leggi qui La strana coppia si presenta: i Fratelli sono molto scettici).

Un mini ingorgo si è creato davanti al Bajamar. Perché la lista degli invitati è stata completata da altri arrivi. Arrivi di cui era a conoscenza il solo “promoter” dell’incontro, il consigliere Nicola Riccardelli.

E così a far rientrare l’imbarazzo iniziale ci hanno pensato gli “special guest”. Gli stessi che sino a qualche settimana fa, pur muniti di dosi massicce di Maalox, erano parte integrante della maggioranza Villa. E poi ne sono usciti. A Santo Janni è arrivato dalla vicina Gianola Francesco Di Nitto, il coordinatore politico delle lista Formia Vinci. Quello che (attraverso la Pec del consigliere Antonio Capraro) aveva abbandonato la coalizione di governo. E, a seguire, il primo vero aventiniano della coalizione Villa. Cioè il consigliere di ‘Formia città in comune’ Giovanni Costa. Poi il responsabile politico della lista “Ripartiamo con Voi” Joseph Romano. (Leggi qui “Ripartiamo” non stacca la spina a Villa. In consiglio la crisi va in stand by).

Le ragioni di Joseph

Joseph Romano

Proprio Romano ha messo subito le cose in chiaro. Ha invocato a ripetizione il rispetto del Diritto umanitario internazionale. Perché? Ha rimproverato al resto delle opposizioni d’averlo messo nell’obiettivo del fuoco incrociato di tutto il centrodestra.

Un motivo c’è. E glielo hanno detto. «Joseph, facci capire una cosa. Avete ritirato due assessori dalla Giunta Villa. Però continuate a garantire un appoggio esterno alla sua maggioranza. Una risposta non dovete darla a noi, ma alla città che, come noi, non riesce più a capire». E’ stato questo in sintesi, l’intervento del duo Conte – Cardillo Cupo. (Leggi qui “Ripartiamo” non stacca la spina a Villa. In consiglio la crisi va in stand by).

Romano ha invocato clemenza a questo plotone d’esecuzione. Dicendo e chiarendo di essere lì soltanto come “auditore“.

Succede solo a Formia. Che cioè un rappresentante politico di una componente ufficialmente a sostegno della maggioranza (ma altrettanto ufficialmente al suo esterno), partecipi ad un vertice convocato per spodestare la sua stessa coalizione di governo (della quale non fa parte). Come se Matteo Renzi incontrasse Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini per “silurare” Giuseppe Conte.

Romano ha reclamato clemenza spiegando le ragioni della sua presenza sul lungomare di Santo Janni. «Se avete una progettualità, un’idea di governo migliore di quella in campo, siamo pronti. Pronti nell’esclusivo interesse di Formia e dei formiani a vagliarla e a condividerla. Noi siamo rimasti in maggioranza per migliorare l’esistente. Qualcosa che abbiamo proposto, seppur timidamente, comincia ad essere accolta e realizzata. Le verifiche che attendiamo sono ben altre».

Tradotto dal politichese? Le elezioni potrebbero essere dietro l’angolo. Romano e la componente costiana della maggioranza ha cerchiato in rosso due appuntamenti. Una volta superati quegli appuntamenti, porterebbero dritto dritto i formiani in primavera ad elezioni amministrative anticipate. E quali sono i due appuntamenti? Sono gli equilibri di Bilancio, in programma per legge entro la fine di novembre. Poi e quello previsionale 2021. Quest’ultimo da approvare – salvo probabile proroghe – entro il prossimo 31 dicembre.

Due risultati e due letture

Un’immagine dell’assise formiana

Il vertice del Bajamar due risultati li ha ottenuti. Cioè la voglia di dialogare. Tra chi? Tra il centrodestra apparentemente unito da una parte e “pezzi” reduci dalla maggioranza civica dall’altra. Ma anche la mancanza, al momento, di un progetto alternativo o surrogatorio a quello del primo sindaco donna di Formia. Paola Villa può dormire sonni tranquilli. Per ora.

Perché solo per ora? Perché quel progetto alternativo le opposizioni hanno deciso di crearlo. E nel frattempo di stringere d’assedio l’attuale esecutivo Come? Promuovendo ora e subito una fase di logoramento della maggioranza consiliare. E farlo contando sull’esiguità dei numeri a sua disposizione in consiglio comunale.

Il cronoprogramma è definito. Innanzitutto, la convocazione a giorni (restrizioni del Covid 19 permettendo) di una conferenza stampa. In alternativa la redazione di un documento politico comune. Documento che, censurando l’operato della governance di Formia, consideri il consiglio comunale l’epicentro di un’azione di sfiancamento muscolare. Chissà se “Ripariamo con voi” lo firmerà?

L’obiettivo è di convocare sedute consiliari su argomenti monotematici forti. Temi per i quali l’amministrazione Villa dovrà dimostrare di avere i numeri. Numeri e soluzioni politico-amministrative giuste per affrontarli e risolverli.

I garbati rifiuti a Villa

Pasquale Di Gabriele, presidente del Consiglio Comunale di Formia

Se non ci riuscisse lo spettro della conclusione anticipata della consiliatura sarebbe inevitabile.

Lo sanno in prima persona il sindaco di Formia ed il presidente d’aula Pasquale Di Gabriele. Che sono interessati subito a conoscere l’esito di questa riunione. Perché il primo cittadino nelle ore scorse ha dovuto incassare alcuni garbati rifiuti. Le forze politiche che aveva contattato hanno risposto picche alle sue proposte di entrar a farte della Giunta.

Marciano manca, e spiega perché

Ma per questo vasto schieramento delle minoranze non sono tutte rose e fiori. Al Bajamar un’assenza (molto pesante) si è dovuta lamentare. E’ stata quella del capogruppo consiliare del Partito Democratico Claudio Marciano.

Che non partecipasse per i suoi impegni accademici a Torino tutti lo sapevano. Ma nessuno avrebbe immaginato che il Partito dell’ex sindaco di Formia Sandro Bartolomeo desse completamente forfait. Marciano e i vertici del Pd locale sono come il Sole e Plutone. L’hanno verificato gli stessi organizzatori dell’incontro. Organizzatori che “per capire” hanno contattato, poi, il presidente moscardelliano dell’Assemblea Dem. Cioè Gennaro Ciaramella.

«Non sapevo dell’incontro. Tantomeno Claudio mi ha detto nulla, di partecipare o meno». Marciano in un post ha spiegato di non aver voluto appositamente prendere parte a questa riunione. Arrivando ad una estremizzazione. «Se si tratta di firmare per le dimissioni in blocco e sciogliere il consiglio comunale qualcuno me lo faccia sapere. Così vado alla stazione di Porta Nuova. Poi prendo il primo treno utile e arrivo a Formia dal notaio. Non mi si chieda, però, di partecipare a queste ‘ammucchiate’ . Perché alla mia dignità e coerenza politica ancora tengo molto».

No a Villa, no alla destra

Claudio Marciano

E ancora: «La nostra posizione sul governo di Paola Villa è chiara. Siamo all’opposizione e riteniamo l’esperienza amministrativa della sua maggioranza fallimentare. Il tentativo di costruire una coalizione fondata sul “buon senso” e sul carisma di una singola persona è naufragato. Di fronte alla carenza di competenze e soprattutto di idee sui problemi della città. Due consiglieri sono già andati via. Altri tre sono sulla porta: continuare a che serve? Sicuramente non serve a Formia, ai suoi cittadini, al suo futuro. Queste parole sono chiare per noi già da tempo. Le nostre proposte per superare i fallimenti del governo Villa sono già note. Che piacciano o meno».

Marciano incalza. «Invece, quello che è meno chiaro è proprio l’orientamento delle forze politiche di centro destra. Sono alternativi a Paola Villa, ma su cosa? La privatizzazione dei parcheggi l’hanno votata. Sul Multipiano non hanno proferito parola. La pessima gestione del finanziamento sulla media ‘Vitruvio Pollione’ l’hanno assecondata. Cioè votando un progetto orribile e, probabilmente, irrealizzabile. Sul Piano Regolatore, alla pari dell’attuale maggioranza, hanno solo un’idea. Cioè non approvarlo».

Poi la chiosa: «Sul Piano del Traffico idem con patate. Occhio non vede e cuore non duole. Sulla gestione pubblica dei servizi riescono solo a produrre strali contro l’unica cosa che funziona a Formia. E cioè la Formia Rifiuti zero. La mia disponibilità è massima, come lo era prima. Massima se si tratta pertanto di condividere ordini del giorno o altre attività. E di farlo nell’ambito delle dinamiche collaborative tra consiglieri di minoranza. Su altro, non vi sono semplicemente le condizioni».

Passo e chiudo.

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