Forza Italia fa all’antica: poche sedie ma tutte piene alla festa provinciale

Tre file di sedie da quindici posti ognuna. Nessuno si aspettava la folla oceanica che caratterizzava i tempi di Silvio Berlusconi «la politica oggi si vive ogni giorno, sui social e sui media, le piazze sono solo un’occasione per incontrarsi di persona, come lo scambio di auguri a Natale» dice un realista Danilo Magliocchetti di fronte alla piazza di San Giorgio a Liri addobbata per la festa provinciale di Forza Italia.

Se togli i ragazzi del movimento giovanile e qualche amministratore di lungo corso resta ben poco. «L’importante è che ci siano i voti e quelli ogni volta pare che arrivino» chiude un caustico Magliocchetti prima di salire sul palco per quello che il programma annuncia come “Confronto con il consigliere provinciale Vittorio Di Carlo“. Cosa abbiano da confrontarsi è un mistero: entrambi esperti di camiceria sono arrampicati sulla stessa posizione amministrativa: il loro non è un confronto ma un monologo; almeno ci fosse qualcuno del Pd a dire perché non li vogliono in maggioranza il dibattito si animerebbe.

Era andata meglio in mattinata con il dibattito tra gli imprenditori, che ha visto uno scoppiettante Marcello Pigliacelli (presidente della Camera di Commercio) denunciare le assenze ed i ritardi di una parte del sistema delle imprese nel processo di rilancio del territorio; un ecumenico Guido D’Amico (presidente di Confimpreseitalia) che democristianamente ha attaccato e difeso; un compassato Silvio Ferraguti (responsabile nazionale Lavori Pubblici di Forza Italia in un cerchio sempre meno magico intorno a Berlusconi) che ha volato alto. Tanto scoppiettante Pigliacelli quanto in cerca di una rotta gli altri due: D’Amico deve capire se potrà giocarsi le carte per guidare la Camera di Commercio di cui ora è il vice; Ferraguti deve comprendere se avrà qualche speranza per raccogliere i voti che non andranno a Mario Abbruzzese alle Regionali e sperare di entrare alla Pisana se scatterà il secondo seggio.

Entrambi sanno che è più facile il passaggio di un cammello nella cruna dell’ago. Per D’Amico, perché forse la Camera di Commercio ciociara verrà fusa a breve con quella di Latina; per Ferraguti perché non si è visto alla festa Gianluca Quadrini: l’eroico presidente della Comunità Montana di Arce (in liquidazione) non c’era; ufficialmente è a letto indisposto per un’indigestione, in realtà sta lavorando per essere quello che prenderà più voti dopo Mario Abbruzzese alle Regionali, vuoi con una lista di Forza Italia e se non vuoi con la Lista del Presidente. E’ per questo che si sta dando da fare con tutti i Comuni della Comunità, tagliando erba, sistemando strade, facendo lavori, mettendo a disposizione fondi e risorse.

Altre assenze evidenti: Adriano Roma già coordinatore provinciale di Forza Italia non è andato, ufficialmente sta ad Amatrice, ma pare che sia vero: era con una quindicina di arnaresi per fare sagne e fagioli in una tenda con 250 persone. Non aveva un altro giorno dell’anno per andare a visitare le macerie del sindaco Pirozzi.

Mancava pure Antonello Iannarilli ex deputato, ex assessore regionale, ex presidente della Provincia: assente giustificato perché convalescente, è stato sottoposto ad intervento chirurgico dieci giorni fa. «Ma non sarei andato lo stesso, non mi sembra che ci sia un dibattito al quale si debba portare un contributo» taglia corto.

Assente pure la vice coordinatrice Alessia Savo tra i massimi esperti in tema di acqua e bollette.

A sollevare il tono ci ha pensato Alessandra Mussolini in mattinata «Aò, ner dubbio me so aperta una pizzeria a Roma». Manco il vice presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, atteso in serata per parlare di referendum, si è presentato. Ma non c’era molta gente da convincere. Non quest’anno, almeno.

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