Forza Italia si smarca dal tavolo: Caschera non piace

Forza Italia dice che "il re è nudo". E che il Tavolo per trovare il sindaco unitario è ormai superato. La Lega o rompe l'asse o rompe al suo interno. Da quando Fratelli d’Italia ha fatto il nome di Ruggeri si guarda intorno anche Marco Mollicone. Che incontra Luca di Stefano. Mentre Vinciguerra dice ciao (ma non ciaone) al Pd

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Il Tavolo Provinciale per individuare il candidato unitario del centrodestra a Sora? E chi se ne importa! Forza Italia si sfila: «Quel tavolo non lo riteniamo necessario». Perché «è la classe dirigente locale che deve trovare la sintesi». Parole del commissario cittadino di Forza Italia Vittorio Di Carlo dette all’interno del Partito. Mettendo ulteriori bastoni fra le ruote di Fratelli d’Italia.

Non è l’unico problema per il Partito di Giorgia Meloni. Nelle ultime ore ha perso non solo il suo alleato azzurro ma anche un pezzo di formazione: si è sfilato il suo candidato in pectore di qualche mese fa Marco Mollicone. Il professionista ha incontrato l’altro candidato, Luca Di Stefano.

Di Carlo dove va

Vittorio Di Carlo

A convincere Forza Italia che il Tavolo del centrodestra ormai sia superato è stata la posizione presa nei giorni scorsi da Lino Caschera. Il consigliere delegato alle Manutenzioni nei mesi scorsi si è tesserato con la Lega, traghettandola in maggioranza e bruciando così il progetto di candidatura del capogruppo Luca Di Stefano che puntava a un cartello dell’opposizione contro l’amministrazione civica uscente. E dopo avere incendiato il campo ha svelato il vero progetto: la sua candidatura a sindaco. (leggi qui Caschera pronto a spaccare: “Mi candido sindaco, anche senza FdI e Forza Italia”).

A Vittorio Di Carlo la posizione assunta da Lino Caschera a nome della Lega è sufficiente per mettere in discussione il Tavolo provinciale. Perché né lui né Fratelli d’Italia intendono appoggiarne la candidatura. Pertanto, il rischio è che non ci sarà un centrodestra unito alle prossime Comunali. Di Carlo nei giorni scorsi era stato chiaro: «Se uno dei Partiti del Centrodestra si smarca Forza Italia avrà le mani libere».

Un contenitore vuoto

Prima del rompete le righe un chiarimento fra Lega e Fratelli d’Italia ci sarà. Ne parleranno i coordinatori provinciali della Lega Nicola Ottaviani e di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini. Servirà a comprendere cosa vuole fare la Lega: se rompere il centrodestra a Sora appoggiando Caschera oppure sconfessare Caschera ed aprire un fronte interno. Perché il delegato alle Manutenzioni è espressione diretta del consigliere regionale leghista Pasquale Ciacciarelli. C’è il rischio che si rompano equilibri e accordi interni alla Lega. Oltre a quelli già raggiunti in generale a livello provinciale.

Lino Caschera, Luca Di Stefano, Pasquale Ciacciarelli

Due le strade possibili. Prima: la Lega provinciale deciderà di continuare a stare nella coalizione di centrodestra. E questo significa sconfessare Lino Caschera: mettendo in discussione il suo sostanzioso e personale pacchetto di voti. Che alle prossime Regionali valgono oro. Caschera proseguirebbe senza simbolo lungo la linea tracciata: candidarsi a sindaco a ogni costo. Questa scelta salverebbe il progetto di centrodestra. Ma solo formalmente. Perché la Lega senza Lino Caschera a Sora è un contenitore vuoto. Potrebbe raccattare qualche centinaio di voti, salvo complicazioni.

Seconda strada. La Lega sposerà in pieno la candidatura di Caschera facendo saltare il banco del centrodestra. A questo punto anche Forza Italia si riterrà libera di guardarsi intorno. Perché «la Lega senza Lino Caschera è solo un marchio senza nulla dietro. Sui territori, soprattutto per le elezioni comunali, la differenza la fanno le persone».

L’avvocato Mollicone molla Bruni?

Era stato proposto come candidato di bandiera da parte di Fratelli d’Italia, l’avvocato Marco Mollicone. Col passare del tempo la sua era diventata la lista civica da affiancare a quella del Partito, sia in una eventuale corsa solitaria che in coalizione.

Marco Mollicone

Consapevole del fatto che i ritardi nella definizione delle coalizioni non portano mai cose positive, nei mesi scorsi Mollicone aveva rotto gli indugi. E tastato il polso. Ufficializzando un suo progetto. (Leggi qui). Anche all’inaugurazione del circolo di Fratelli d’Italia si era fatto vedere ma di sfuggita. Una toccata e fuga, lontano dalle telecamere e dai flash di giornalisti e fotografi. (Leggi qui)

E ora, da quando Fratelli d’Italia si è focalizzato sul nome dell’oculista Giuseppe Ruggeri lui ha cominciato a guardarsi intorno e a dialogare. Senza però chiudere definitivamente la porta in faccia all’ex alleato. Sabato scorso, infatti, Mollicone ha incontrato anche il consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Bruni. Si racconta di un incontro cordiale e dai toni delicati. Nulla trapela sul contenuto. Ma, evidentemente, Bruni non deve essere stato troppo convincente. Visto che martedì pomeriggio l’avvocato di Adesso tocca a noi ha incontrato Luca Di Stefano.

L’incontro segreto con Di Stefano

Doveva essere una conversazione segreta e riservata. Per questo si sono dati appuntamento a casa del consigliere Francesco De Gasperis. Una location diversa da quella che qualche mese fa fu invece scelta per annunciare al primo cittadino uscente che ormai era fuori gioco e non lo avrebbero sostenuto per un bis. (leggi qui Una cena da Baratta per giocare al “tromba-sindaco”) .

Erano circa le 17, minuto più minuto meno. A ricevere Mollicone e altri componenti della sua associazione, in un locale al piano terra a casa di De Gasperis c’erano soltanto i fedelissimi. Cioè Luca di Stefano, il vice sindaco Fausto Baratta, il consigliere di Reset Alessandro Mosticone ed Elisa Castellucci. Grandi assenti Umberto Geremia e Gianni Iacobelli.

Luca Di Stefano

Non si è trattato di una riunione, bensì di un incontro da tenersi lontano da occhi indiscreti e con il minor clamore possibile. Sui contenuti nessuno si sbilancia: «L’incontro è andato bene. Ma non si è ancora deciso nulla. L’associazione sta dialogando con tutti». Così riferisce qualcuno che preferisce rimanere anonimo. Eppure c’è chi giura che si sia trattato di qualcosa di più che un semplice dialogo interlocutorio. Di sicuro certifica la rottura con Fratelli d’Italia.

Poi Luca raggiunge Vittorio     

L’incontro in via Vicenne è durato un’ora e mezza abbondante. Poi Di Stefano è salito sulla sua automobile, ha attraversato il centro di Sora e si è recato in via Cattaneo. Cioè a poche centinaia di metri dal ponte Vaughan. Ci è arrivato qualche minuto dopo le 19. È proprio lì che da qualche settimana ha trasferito il proprio quartier generale Vittorio Di Carlo, il coordinatore di Forza Italia sempre meno convinto del progetto di centrodestra unito.

Si sono fatte ipotesi. Studiate strategie. Ma su una cosa Di Carlo già nei giorni scorsi era stato chiaro: «Anche in caso di sviluppi diversi (rispetto al progetto del centrodestra unito – ndr) noi corriamo col simbolo di Forza Italia. Il simbolo non lo vuole soltanto chi non ha un Partito. L’esperimento lo abbiamo già fatto nel 2016 e i fatti ci dicono che è andato male».

Il sindaco tradito

Roberto De Donatis

Evidente, a proposito di simboli, il riferimento di Vittorio Di Carlo è all’amministrazione di Roberto De Donatis, l’attuale sindaco uscente che nel 2016 centrò l’elezione grazie ad una piattaforma civica. Che di civico aveva soltanto il nome: era formata da Forza Italia, Fratelli d’Italia e un pezzo del Partito democratico. E nata con un accordo abilmente proposto proprio da De Donatis che allora convinse i Partiti a correre al suo fianco in un progetto civico, ammainando i propri simboli.

Proprio De Donatis, riferiscono fonti interne al Palazzo comunale, non ha accolto affatto bene il tradimento di Lino Caschera. Lo considerava il suo uomo di fiducia, a cui negli ultimi mesi ha dato anche carta bianca nella delega alle Manutenzioni. Questo perché sicuro che Caschera stesse remando nella sua stessa direzione, a sostegno della sua ricandidatura. Sicurezza che in De Donatis avevano suscitato le numerose esternazioni e dichiarazioni pubbliche del capogruppo di Forza Civica.

Toni per cui «al momento De Donatis è l’unico candidato possibile del centrodestra». Ma è proprio l’espressione “al momento” che avrebbe dovuto far prevedere quello che poi è accaduto.  

Il Vinciguerra in bilico

Sul fronte del Centrosinistra prosegue il lavoro di ricucitura avviato dal commissario provinciale Stefania Martini e dal sub commissario Adamo Pantano che sta portando verso la formazione di tre liste (Leggi qui Spunta un altro candidato. Lega a rischio implosione).

Augusto Vinciguerra

L’ex segretario del circolo Pd e già candidato sindaco Augusto Vinciguerra in queste ore ha detto a Ciociaria Oggi che non sarà candidato sindaco.

«Forse starò in qualche realtà molto vicina al Pd. Sicuramente darò una mano nel comporre una lista sempre legata alla mia storia, al mondo del centrosinistra. Se il Pd mi chiederà aiuto non mi tirerò indietro e favorirò il fatto che in campo scenda una lista forte. Non è certo che mi candiderò, ma in ogni caso non me ne starò alla finestra, mi impegnerò nella campagna elettorale, sarò parte attiva, ma non so ancora in che ruolo».

È nella frase “Se il Pd mi chiederà aiuto” che sta tutto il nodo della fatica che si sta incontrando per arrivare ad uno schieramento compatto.