Ramoscello d’ulivo e mitra in spalla: così Gianluca Quadrini vuole prendersi Forza Italia

La strategia dell’inclusione del vicecoordinatore regionale degli “azzurri” per rilanciare il partito secondo le indicazioni di Claudio Fazzone. Ma bisognerà vedere come reagiranno Mario Abbruzzese, Pasquale Ciacciarelli, Tommaso Ciccone e Danilo Magliocchetti.

Non vuole dividere ma includere. Non vuole andare allo scontro ma al confronto. Gianluca Quadrini, vicecoordinatore regionale di Forza Italia, si rende conto che il momento è delicato, nel centrodestra ma anche negli “azzurri”. Le “guerre” non servono, specialmente quelle sante, perché alla fine lasciano sul campo soltanto morti e feriti. Forza Italia invece deve cercare di rilanciarsi.

Gianluca Quadrini è da poco rientrato su input diretto di Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale. Il quale ha un’idea precisa di riorganizzazione: spalancare le porte, far rientrare chi è uscito e favorire l’adesione di chi invece resta lontano. In Ciociaria la situazione è particolare.

La sconfitta di Mario Abbruzzese a Cassino rischia di far chiudere a riccio la classe dirigente, formata oltre che da Abbruzzese, dal consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, dal coordinatore provinciale Tommaso Ciccone e dal capogruppo al Comune capoluogo Danilo Magliocchetti. Potrebbe esserci la tentazione di delimitare ulteriormente i confini da parte della componente che fino ad oggi si è riconosciuta nelle posizioni dell’europarlamentare Antonio Tajani.

Fino ad oggi perché se da Silvio Berlusconi non arriveranno novità vere, in tanti si guarderanno intorno. Compresi Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli. L’unica ricetta è quella della condivisione, del fare davvero squadra dopo la lunghissima stagione della contrapposizione frontale e sotterranea,che ha portato ad uscite eccellenti come quelle del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e dell’ex coordinatore provinciale Adriano Piacentini.

Claudio Fazzone ha scelto Gianluca Quadrini come vicecoordinatore regionale con delega alla provincia di Frosinone proprio per le capacità di quest’ultimo, capace di prendere molte preferenze alle Regionali in una lista come Noi con l’Italia e di fare il pieno di voti ponderati alle Provinciali. Vuol dire che Quadrini ha sia il radicamento sul territorio che una serie di ottime relazioni con gli amministratori.

E se in una prima fase il suo ruolo poteva essere quello di fare da argine a chi volesse uscire, mantenendo quindi il malumore comunque all’interno del Partito, adesso si potrebbe aprire la fase due. Quella finalizzata a prendersi il Partito per allargarlo e farlo crescere.

È un’operazione che in molti ieri gli hanno sollecitato. Telefonandogli per commentare il risultato delle Comunali a Cassino e dicendo “Adesso tocca a te ricostruire“. La risposta di Quadrini è stata “No, c’è un coordinatore eletto da un Congresso e non si tocca. Ma il coordinamento dovrà tenere conto del nuovo quadro che si è determinato“. Certamente Tommaso Ciccone e Pasquale Ciacciarelli potrebbero reagire male e in questo caso uno scontro sarebbe inevitabile. Ma quali spazi ci sono oggi, fuori da Forza Italia, per chi comunque ha una vocazione di centrodestra? Nella Lega c’è una fila biblica, in Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini presidia i confini e già sono entrati Alfredo Pallone, Antonello Iannarilli e Alessia Savo.

Per Gianluca Quadrini la strategia sarà quella di Arafat: ramoscello d’ulivo. Con il mitra in spalla però.

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