Forza Italia già si divide su Toti (di C. Trento)

Oggi la manifestazione al Brancaccio di Roma: in prima fila ci saranno Abbruzzese, Ciacciarelli e Ciccone Lo strappo di Anselmo Rotondo: «Non ci facciamo dettare la linea e intendiamo sostenere Mara Carfagna»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

È il giorno di Giovanni Toti al teatro Brancaccio di Roma. Orario da “brivido caldo” considerando le temperature: 14.30. Il tema della manifestazione è L’Italia in Crescita, che è già il nome del progetto politico del presidente della Regione Liguria. Perché il futuro di Forza Italia è “tutto un quiz”, richiamando la sigla di un fortunato programma televisivo di molti anni fa. È il rapporto con Silvio Berlusconi a pesare come un macigno. Lo strappo è dietro l’angolo.

Ma intanto sarà importante capire chi sarà oggi a Roma con Toti. Sicuramente il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli e il viceresponsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia Mario Abbruzzese. Unitamente ad altri due consiglieri regionali, Antonello Aurigemma e Adriano Palozzi, saranno in rappresentanza di #LaboratorioLazioPerilCambiamento. Con Ciacciarelli e Abbruzzese ci sarà pure il coordinatore provinciale e sindaco di Pofi Tommaso Ciccone. Tutti e tre fino a qualche settimana fa erano considerati dei “pretoriani” di Antonio Tajani.

Mario Abbruzzese in un video ha chiamato alla partecipazione all’evento di oggi di Giovanni Toti. Consapevole anche del fatto che potrebbe arrivarsi ad una frattura all’interno di Forza Italia. E quindi con Silvio Berlusconi. D’altronde nei giorni scorsi proprio Mario Abbruzzese ha detto che a suo avviso Forza Italia deve cambiare tutto, perfino il nome, considerando che il “brand” non tira più. (leggi qui La rivolta di Abbruzzese: «Forza Italia ha fatto il suo tempo, via pure il nome»)

Non ci sarà invece Danilo Magliocchetti, capogruppo di FI al Comune di Frosinone e fedelissimo di Tajani. Non ci sarà neppure il sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo, che fa segnare un vero e proprio strappo. Dice Rotondo: «Mi sono confrontato con diversi esponenti di fiducia: noi non saremo al convegno di Giovanni Toti a Roma. Pur riconoscendo la necessità di una rivoluzione per cambiare Forza Italia, non siamo dei “cagnolini” e nessuno può “benedire” il nostro ingresso nell’area di Toti senza averci neppure interpellato. Noi non abbiamo partecipato alla conferenza stampa a Montecitorio, nel corso della quale Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi e Ciacciarelli hanno annunciato il sostegno a Toti. Così come non abbiamo partecipato alla riunione del senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone. Noi siamo schierati con Mara Carfagna, che intende sì ristrutturare il Partito, ma mantenendo i valori e i confini dettati dal fondatore e leader Silvio Berlusconi. Francamente penso che se l’area di Giovanni Toti è un “passaggio” intermedio per l’annessione della Lega nei nostri confronti, per il sottoscritto l’operazione non ha senso. Allora tanto varrebbe chiedere di aderire al Carroccio direttamente. Noi non ci facciamo dettare la linea da nessuno».

Al Brancaccio non ci sarà neppure Gianluca Quadrini, vicecoordinatore regionale e consigliere provinciale di Forza Italia, fedelissimo del senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone. Spiega Gianluca Quadrini: «L’operazione politica di Giovanni Toti mi sembra esclusiva e non inclusiva. Per quello che ci riguarda, invece, è fondamentale mettere al centro gli amministratori».

A meno di clamorosi colpi di scena dell’ultimo minuto non sarà presente neppure Claudio Fazzone, il quale però nota: «Le 14.30 rappresentano un orario complicato ho altri impegni, vediamo se magari riesco ad arrivare dopo. Ma Toti resta un dirigente di Forza Italia, anzi è il coordinatore. Non ci sono preclusioni di sorta». (leggi qui Fazzone lascia aperta la porta a Toti. Ma non va al Brancaccio) In realtà Fazzone sta osservando l’evoluzione della situazione. Con Toti si è confrontato spesso, ci sono diversi punti in comune. Ma c’è anche una prospettiva politica diversa.

Rileva Fazzone: «Le cose che Toti dice negli ultimi mesi il sottoscritto le afferma da anni. C’è bisogno di una rivoluzione, l’ho ribadito anche al presidente Silvio Berlusconi alla riunione di qualche giorno fa».

Sullo sfondo resta anche il ruolo di Antonio Tajani, che è in attesa di capire di quale commissione europea sarà presidente. Ma nel Partito un ruolo continuerà a recitarlo. Intanto una cosa è certa: chi oggi sarà al Brancaccio finirà nella lista nera di Tajani.

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