Forza Italia, i ribelli di Serrone e la carta bianca di Piacentini e Ottaviani

Iannarilli o Ciacciarelli: chiunque dei due dovesse essere eletto in regione non accelererà alcuna resa dei conti. Cambieranno gli assetti ma non ci saranno vittime. Piacentini hanno avuto carta bianca. Con una missione precisa. Ecco quale.

Un candidato sindaco competitivo alle comunali di Ferentino e una linea unitaria di Forza Italia nel momento cruciale di una campagna elettorale che si concluderà il 4 marzo con il voto delle politiche e delle regionali.

Adriano Piacentini, coordinatore e commissario degli “azzurri” in Ciociaria, sa perfettamente cosa lo attende. Sa bene che alcuni ribelli filo-Abbruzzese ieri lo hanno criticato in quel di Serrone, ma sa anche che non si torna indietro.

 

D’altronde basta vedere le manifestazioni che Forza Italia sta organizzando in questi giorni: da un lato Mario Abbruzzese, Beppe Incocciati e Pasquale Ciacciarelli, dall’altro Antonello Iannarilli, Maria Teresa Graziani ed altri. Finora nessuna kermesse realmente unitaria, tutti insieme, per spiegare che il simbolo è più importante e identitario dei candidati. Magari pure per mettere in evidenza che è importante ragionare anche in un’ottica di coalizione, con Lega e Fratelli d’Italia. Non soltanto per i collegi maggioritari. Forse qualcuno pensa che se alla Regione viene eletto Pasquale Ciacciarelli l’assetto attuale può cambiare. Oppure che se dovesse farcela Antonello Iannarilli, si può accelerare ulteriormente la resa dei conti.

 

Non sarà così e il coordinatore regionale Claudio Fazzone lo ha fatto capire benissimo nella lettera di incarico a Piacentini. Non è stato fissato un termine temporale, non è stata stabilita la data dei congressi.

 

Fra l’altro, subito dopo politiche e regionali, si voterà in alcuni Comuni, tra i quali Ferentino, il paese di Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo. Il sindaco Antonio Pompeo è strafavorito, ma Forza Italia deve perlomeno provarci. Con il centrodestra. Può darsi che Adriano Piacentini e Nicola Ottaviani propongano le primarie, per mobilitare la base. In ogni caso non sarà certo addebitata a loro la responsabilità di una eventuale sconfitta.

 

In Forza Italia le contrapposizioni ci sono sempre state, mai però è venuta meno la legittimazione di chi ricopriva il ruolo di segretario o coordinatore. Negli ultimi anni invece è successo e forse non è un caso che il partito sia sceso vorticosamente nelle percentuali delle comunali e di tutto il resto. Silvio Berlusconi stesso è tornato centrale nella politica italiana per il “suicidio” del Pd con il Rosatellum, non certo per le percentuali del partito, che restano abbondantemente sotto il 20%.

 

Piacentini e Ottaviani hanno avuto “carta bianca” da Fazzone: cercheranno di includere, ma chi continua a tramare nell’ombra sarà accompagnato alla porta. Non più girevole. Chiunque esso sia.

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