Forza Italia, una storia di successi e di feroci contrapposizioni

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Oggi che il Partito di Berlusconi è all’ennesima svolta storica annunciata, in provincia di Frosinone si cerca di capire quali saranno i futuri assetti. Ma intanto tornano alla mente le rivalità di questo ultimo quarto di secolo: Iannarilli-Pallone, Pallone-Abbruzzese, Iannarilli-Abbruzzese. Con Antonio Tajani che le gestiva.

Sicuramente le responsabilità del cerchio magico nazionale, sicuramente l’assoluta noncuranza di Silvio Berlusconi ad immaginare una Forza Italia dopo e perfino senza di lui. Ma anche il profilo locale, fatto di contrapposizioni forti. Per spiegare quello che sta succedendo e quello che succederà in Forza Italia a livello provinciale è assolutamente necessario ricordare la storia del partito in provincia di Frosinone. 

Il periodo più importante, quello caratterizzato da percentuali mai al di sotto del 32%, è stata scandito dalla rivalità tra Antonello Iannarilli e Alfredo Pallone. Sempre capaci però di fare squadra e di arrivare a sintesi quando c’erano degli appuntamenti importanti, cruciali.

In quegli anni gli “azzurri” stravincevano alle Politiche, alle Europee, alle Regionali, mentre faticavano alle Comunali. Per divisioni interne, come quando nel 1995 al Comune di Frosinone vinse Paolo Fanelli. L’anno prima c’era stata l’elezione di Riccardo Mastrangeli alla Camera. Mastrangeli, insieme ad Antonello Iannarilli, è tra i pionieri del partito di Berlusconi in Ciociaria. Fu proprio lui ad entrare in contrasto con Fanelli.

Poi ci sono state altre contrapposizioni durissime nel Partito: tra Antonello Iannarilli e Benito Savo per esempio. Per non parlare di quella, molto più recente tra lo stesso Iannarilli (e Alessia Savo) e Mario Abbruzzese, il quale ha scalato il Partito progressivamente.

Prima ancora c’era stata la divisione probabilmente più dura anche se meno eclatante e rumorosa. Da una parte Mario Abbruzzese, dall’altra Alfredo Pallone. Quest’ultimo fece poi la scelta di seguire Angelino Alfano nel Nuovo Centrodestra. Per non parlare, negli anni del Popolo delle Libertà, quando ci fu la fusione a freddo tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, dello scontro totale alla Provincia. Quando Antonello Iannarilli era il presidente e quando Mario Abbruzzese e Franco Fiorito si facevano la guerra sul ruolo di capogruppo. Entrambi poi vennero eletti al consiglio regionale.

Più recentemente le contrapposizioni sono state di retroguardia, a parte una. Quella tra il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e Mario Abbruzzese. Adesso Ottaviani sta nella Lega, ma i due hanno avuto posizioni diverse su tutto: dalla gestione delle risorse idriche alla presidenza della Saf.

Più sanguinosa quella che ha contrapposto Abbruzzese a Gianluca Quadrini, al tempo capogruppo di Forza Italia in provincia e presidente della Comunità Montana di Arce; soprattutto portatore di preferenze a migliaia. Abbruzzese riuscì ad impedirne la candidatura dovunque, lui uscì e sfiorò l’elezione in Regione grazie ad Alfredo Pallone che lo ospitò nella Quarta Gamba del Centrodestra: la vendetta fu quella di far mancare ad Abbruzzese i voti con i quali mancò l’elezione a Montecitorio.

Il fatto singolare è che in Ciociaria il punto di riferimento è sempre stato l’europarlamentare Antonio Tajani. Per decenni è riuscito a tenere la situazione sotto controllo nonostante le lotte intestine. Chissà se c’è riuscito proprio grazie a loro.

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