Forza Italia, via alla rivoluzione. Abbruzzese: «Resto concentrato sui territori»

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Silvio Berlusconi ha siglato il commiato con una dichiarazione: «La senatrice Mariarosaria Rossi ha svolto negli ultimi due anni con grande competenza, correttezza e lealtà un complesso e delicato incarico di commissario straordinario del partito. Prendo atto con rammarico delle sue dimissioni al termine dell’esercizio contabile e le sono davvero grato per l’ottimo lavoro svolto che ha consentito a Forza Italia di riordinare i conti e ottimizzare i costi». La senatrice continuerà a svolgere incarichi di rilievo nell’ambito del movimento. Ma intanto fa le valigie. Così come ha imposto Marina Berlusconi dando il via al nuovo corso. Tornano i fedelissimi della prima ora, soprattutto gli epurati dal cerchio magico. L’esempio è Marilena Brambilla, storica e discretissima segretaria personale che da sempre aveva tenuto l’agenda del Presidente prima di essere ‘pensionata’ dalla gestione Rossi & co.

Chi conosce le dinamiche di Forza Italia assicura che è solo questione di tempo. Poco. E poi si metterà mano all’organizzazione di Forza Italia sul territorio. Lì ci penseranno l’eminenza azzurrina Gianni Letta e l’eterno Fedele Confalonieri. Anche i Coordinamenti Regionali verranno rivisti, in base ai risultati ottenuti alle elezioni: il 4% di Forza Italia a Roma non viene mandato giù da nessuno.

C’è chi sostiene che l’ex presidente del Consiglio Regionale Mario Abbruzzese sia tra i papabili per il Coordinamento del Lazio al posto di Claudio Fazzone in caduta libera dopo il disastro elettorale in provincia di Latina.

«Io non sono interessato. E anche se qualcuno avesse pensato di affidarmi un incarico del genere ritengo sia più giusto che se ne occupi un parlamentare» taglia corto Abbruzzese.

Lo dice perché conosce le dinamiche romane e quindi chi entra già Papa nel conclave ne esce cardinale?
«In questo momento è opportuno che mi concentri sulla crescita del Partito: a Frosinone abbiamo costruito un modello, abbiamo di fronte a noi una sfida importantissima che vedrà sicuramente la riconferma di Nicola Ottaviani alla guida del Comune capoluogo. Non credo sarebbe giusto distogliersi dagli obiettivi sul territorio. Spero che il Presidente scelga, come finora è stato fatto, un Parlamentare per affidargli la guida del Partito nel Lazio. Io non sono ancora parlamentare».

Ma è sicuro che Nicola Ottaviani si candiderà? « La conferma di Ottaviani a Frosinone deve passare attraverso lo stesso processo di costruzione che abbiamo realizzato a Cassino e che ha portato alla vittoria di Carlo Maria D’Alessandro. Per questo ho già chiesto sia a ‘Noi con Salvini’ e sia a ‘Fratelli d’Italia’ di incontrarci ed avviare la costituzione dei gruppi consiliari a Frosinone evitando di ritrovarci a dicembre senza sapere chi sono gli interlocutori».

Non crede che il Coordinamento Regionale sarebbe un giusto riconoscimento dei risultati ottenuti in provincia di Frosinone alle scorse Comunali? «Abbiamo raggiunto dei buoni risultati è vero ma dobbiamo migliorare. Qui non è un problema di gratificazione personale: se così fosse sarebbe solo egoismi. E lo dobbiamo evitare in tutti i modi. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione per costruire un Partito forte. Chi pensa solo alle poltrone non penso che abbia un grande futuro politico».

E’ per questo che ieri ha detto di essere il responsabile della sconfitta di Alatri? «Dobbiamo finirla di parlare male di Forza Italia. Dobbiamo remare tutti insieme. Il dato elettorale è congiunturale, nessuno individualmente ha la responsabilità delle singole sconfitte ma siamo tutti responsabili. Il dato è congiunturale, il presidente non è stato bene in salute e non ha potuto darci quel contributo di immagine che sarebbe stato utilissimo nei giorni decisivi. Non dobbiamo buttare la croce né su Fazzone né su altri. Era un momento particolare e doveva andare così».

Il risultato di Cassino cosa insegna? «Che bisogna costruire prima le vittorie, tenendo bene in mente i problemi della gente. Alla quale interessa poco o nulla delle nostre beghe interne. La gente vuole essere amministrata e vuole che noi eletti lo facciamo bene. Dobbiamo dare risposte. E in questo senso è lungimirante Nicola Ottaviani che ha preteso le primarie. È così che si lavora. Se si ha paura delle primarie vuole dire che si teme il confronto con il cittadino: è quello che è accaduto a Petrarcone a Cassino. Se avesse fatto le primarie, probabilmente avrebbe rivinto le elezioni e noi non saremo qui oggi a festeggiare. Gli errori che si commettono devono servire a migliorare la qualità della politica in questa provincia e in questa regione».

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