Sedie vuote e niente Cav, chiude la convention di Forza Italia a Viterbo

Cala il sipario sulla convention annuale di Antonio Tajani. Alla fine Silvio Berlusconi non è andato. Lasciando il dubbio che non volesse parlare della cena con Gelmini. Il clima di smobilitazione. La Vuitton di Sperduti. Ed il tacco rotto di Chiusaroli

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Non è più la passerella degli irriducibili in doppio petto. Nessuna fila nei corridoi: né per entrare in sala e neppure per il bagno. Il Salus Terme non è il Palazzo della Fonte e la convention di Antonio Tajani a Viterbo non è come quella che per anni ha reso Fiuggi il crocevia della politica di Forza Italia.

C’è un clima di smobilitazione a Viterbo. Ormai non bastano più le rassicurazioni di Silvio Berlusconi sull’unità del Partito ed il fallimento di ogni possibile fuga verso altri lidi. La pancia del movimento azzurro resta disorientata, preoccupata… Soprattutto resta sempre più divisa tra filo salviniani e chi non vuole morire salviniano. Altri varchi nella rete attraverso i quali fuggire li ha aperti la scissione di Matteo Renzi: altre voci di nuove defezioni verso ‘Italia Viva‘…

Sedie vuote e niente Cav

La sala del Salus di Viterbo

C’è confusione nel Partito che si è riunito a Viterbo. Il termometro sono le sedie vuote in sala nel giorno clou. Sono quegli spazi in velluto rosso nel giorno in cui è atteso l’intervento di Silvio Berlusconi… anche se solo dopo si saprà che non verrà. per la conclusione di ‘L’Europa che vogliamo‘, la ‘tre giorni’ di Antonio Tajani in cui nulla ha contribuito a creare un clima di rilancio. Ma solo di smobilitazione, quasi un raduno di reduci sopravvissuti a 25 anni di politica e ora finiti in retrovia.

Il Cav non è andato. All’ultimo momento ha dato forfait, causa maltempo che ha bloccato all’aeroporto il suo elicottero. “Era pronto a partire” giura la fedelissima Licia Ronzulli. Silvio non c’è, ancora una volta la sua voce arriva in sala attraverso un collegamento telefonico. Ma non fa l’effetto di prima.

La cena con Mara

Mara Carfagna

In sala, tra le sedie vuote c’è chi scommette che alla fine il leader azzurro ha scelto di disertare l’appuntamento perché sarebbe stato costretto a parlare con la stampa delle beghe interne. Soprattutto gli avrebbero chiesto se fosse vera la storia della cena con Mara Carfagna, raccontata oggi da Repubblica.

Non ne so niente… non sono queste le cose che interessano gli italiani…” tagliava corto in mattinata Antonio Tajani mentre prendeva il caffè. Le cronache raccontano che Mara abbia dato un ultimatum al Cav. Fermo ma garbato. Vuole garanzie sulla leadership, sulla linea meno salviniania e più centrista, oppure fa i bagagli e se ne va. Un’altra cena, quella di martedì sera ai Parioli a Roma con una cinquantina di parlamentari azzurri è stata la chiamata a raccolta delle truppe: l’uscita di Mara svuoterebbe Forza Italia. (leggi qui Top & Flop * Martedì 17 settembre 2019).

Non alimento Divisioni

Ai suoi fedelissimi, Mara Carfagna avrebbe confessato il suo stupore per il clamore suscitato dalle cene di martedì e di ieri sera. «Sanno tutti che il mio confronto con il presidente è costante“, sostengono abbia detto. Chi le sta vicino giura che in effetti non hanno mai smesso di sentirsi nemmeno nelle fasi più acute delle polemiche interne: i colloqui durante l’estate, prima e dopo la crisi di governo, sono stati numerosi.

Il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani conclude la convention di Viterbo

«Non voglio alimentare divisioni interne, tant’è che non ho mai polemizzato sull’assenza del mio nome nel programma di Viterbo» avrebbe detto l’ex ministro delle Pari opportunità a chi ha avuto modo di sentirla nelle ultime ore. Raccontano che Mara Carfagna continua a credere in Forza Italia e proprio per questo vuole convincere il presidente Berlusconi di quanto sia grave la concorrenza al centro costituita dal Partito di Renzi; il rischio che le destre italiane impediscano al centrodestra di vincere consegnandolo all’irrilevanza per inseguire gli estremismi sovranisti. E ancora: la necessità di un’opposizione parlamentare che punti a battere il ‘partito delle tasse’.

La telefonata di Silvio

Al telefono, Silvio Berlusconi rassicura le truppe smarrite. Lui assicura che «è fallita l’Opa lanciata da Salvini su Forza Italia». Qualcuno a mezza bocca commenta “purtroppo”. Silvio stigmatizza ancora una volta chi rema contro: «Chi guarda a Renzi o al Conte bis è fuori dal Partito».

Ma il suo monito per serrare i ranghi non rasserena più di tanto gli animi. Soprattutto perché la vicepresidente della Camera Mara Carfagna non è andata alla festa di Tajani. E nemmeno lui l’ha inserita nei manifesti o sui flyer con il programma della convention.

Le parole di Berlusconi vengono commentate subito da Maria Stella Gelmini. Secondo la capogruppo a Montecitorio sono frasi che «hanno confermato in maniera inequivocabile la collocazione di Forza Italia nell’alveo di un centrodestra liberale, alternativo alla sinistra, all’opposizione del Governo Conte bis e lontano dalle sirene renziane».

Silvio Berlusconi

Sottolinea che non è con le piazze e con gli strilli che si risolvono i problemi: punta su quella parte di Paese che non è di sinistra ma allo stesso tempo non vuole affidarsi «ad una proposta politica che si esaurisca nel populismo e nel sovranismo. Siamo distinti da Lega e da Fratelli d’Italia e questa distinzione sarà la forza del nostro movimento ma anche di una coalizione plurale e vincente».

Sbirciando in sala

Dalla provincia di Frosinone arriva un sindaco: Anselmo Rotondo di Pontecorvo ha giurato eterna fedeltà alla causa di Forza Italia. In altri tempi nemmeno lo avrebbero notato. Ora, soltanto lui ed il suo collega di Anagni Daniele Natalia si sono messi in evidenza.

In prima fila sta seduta la dirigente sorana Martina Sperduti che sfoggia la terza mise in tre giorni: oggi è il turno di tacco e pantalone bianco con borsa Louis Vuitton, “originale” assicurano con una punta d’invidia le altre signore in sala.

A Fiuggi un anno fa non l’avrebbero fatta accomodare in prima fila e la borsa nemmeno l’avrebbero notata. Solo i prossimi mesi diranno se è un segnale di smobilitazione oppure di ricostruzione, affidando alla dirigente un incarico nel nuovo Coordinamento.

L’importante è averci la struttura. In politica, come sui tacchi. Sabato sera l’ex capogruppo di Cassino Rossella Chiusaroli, per leggere su AlessioPorcu.it l’articolo che la riguardava è inciampata dal tacco 12 e la scarpa si è rotta. Dalle stelle alla polvere, in politica, come sui tacchi, può essere un attimo.

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