Francesco Scalia, la solitudine dei numeri primi

Un anno fa era l’imperatore del Pd: preparava il trionfo alla Provincia di Antonio Pompeo, “salvava” la giunta di Ernesto Tersigni a Sora, furoreggiava alla Saf con Cesare Fardelli e al Cosilam con Nino Gargano. Controllava la situazione all’Asi con Marco Di Torrice. Adesso invece il senatore Francesco Scalia si sta leccando le ferite, conscio che le tre batoste rimediate mettono a rischio la candidatura nel listino alla Camera.

Il suo grande nemico interno ha piazzato uppercut e montanti da ko. Tipo Toro Scatenato. Francesco De Angelis ha vinto alla Saf, spodestando Cesare Fardelli e piazzando Mauro Vicano.

Poi si è preso l’Asi, direttamente. Andandoci lui. Quindi è andato avanti con l’annessione del Cosilam. L’elezione di Pietro Zola (ottenuta anche grazie al gioco di squadra con Camera di Commercio e Unindustria ed anche con Mario Abruzzese, copiando la formula che Scalia stesso aveva applicato per conquistare la Provincia per Antonio Pompeo) mette fine ad un’epoca.

Francesco Scalia ha perso tutto e gli accordi trasversali gli si sono rigirati contro. Mario Abbruzzese, infatti, ha portato Forza Italia sulle sponde di Francesco De Angelis.

Saf, Asi e Cosilam: tre enti che hanno un valore maggiore rispetto alla Provincia. De Angelis ci ha preso gusto: ora vuole anche il direttore generale della Asl. Poi potrebbe perfino fare l’assessore regionale. Aspettando la candidatura alla Camera come capolista.

Nelle ultime settimane ha capito di non potersi fidare di molti degli sherpa sui quali contava. L’ultimo voltafaccia che ha dovuto registrare è stato quello del sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone. A lui sono dedicati i pensieri del giorno dopo firmati dal senatore: “Il Consorzio Industriale del Lazio Meridionale è un organo di programmazione economica e pianificazione territoriale e per questo considero indispensabile che la sua governance sia espressa soprattutto dai Comuni che ne fanno parte. A questo principio di base mi sono attenuto in tutta questa vicenda di rinnovamento del Cda, sostenendo l’iniziativa del sindaco di Cassino, tesa a coinvolgere in un progetto di territorio gli altri sindaci ed in particolare quelli di Pontecorvo e Piedimonte San Germano, sede dello stabilimento FCA. Ora che il Sindaco Petrarcone e suoi colleghi, insieme al resto dell’azionariato hanno espresso all’unanimità un voto favorevole per il nuovo Presidente, Zola, e per il nuovo Cda non posso che rallegrarmene e rivolgere a tutti loro un sincero augurio di buon lavoro”.

Francesco Scalia è solo. Ma la sua è la solitudine dei numeri primi.

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