Fratelli, coltelli, documenti e bistecche: i rampelliani ora fanno quadrato su Pulciani

Finisce con fettuccine, bistecca ed un documento per tentare una mediazione. Lo ha deciso il Direttivo provinciale di FdI a cui non hanno partecipato tutti gli uomini di Ruspandini. Il segretario Pulciani è deciso a non mollare. Ora che a difenderlo ci sono quelli che fino a pochi giorni fa lo attaccavano.

Prima hanno acceso la miccia con la quale far esplodere il fortino dove si era asserragliato in un’ultima disperata difesa Paolo Pulciani, malfermo Coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia. Poi sono corsi intorno al fortalizio per difenderlo in ogni modo e proteggere il suo assediato, gridando All’incendiario.

I Rampelliani di Fratelli d’Italia hanno ripreso un’antica tattica di guerra politica: appiccare un incendio per poi correre a spegnerlo. Ma ottenendo, in cambio, che gli avversari ne spegnessero uno ostile alla componente del vice presidente della Camera.

La riunione del Direttivo

Paolo Pulciani © A.S.Photo / Andrea Sellari

Tutto è accaduto lunedì sera durante la riunione del Direttivo provinciale di Frosinone: Il Coordinatore Pulciani è stato difeso dai Rampelliani che fino a qualche giorno prima invece chiedevano un Coordinatore più rappresentativo delle nuove sensibilità.

Grandi assenti alla riunione i sostenitori della componente maggioritaria: quella che fa riferimento al senatore Massimo Ruspandini.

Fermare la miccia accesa sarà molto complicato. In questi giorni sono state raccolte oltre cento firme a sostegno di un documento composto da tre pagine. Il testo ribadisce la fiducia nel senatore ed in alcuni passaggi evidenzia il limite del Coordinatore in carica: è frutto di una nomina fatta in un perido ormai superato. In soldoni: il Segretario politico d’un Partito che aveva il 2% scarso non risponde alle nuove logiche di un Partito che veleggia oltre il 15%.

Per questo c’è la richiesta di avvicendamento.

Il cambio di fronte

Cosa ha spinto i Rampelliani a passare dall’altra parte della miccia che loro stessi avevano acceso, rimproverando una scarsa collegialità nelle scelte ed una emarginazione nel loro nuovo Partito?

Il timore è che una Federazione affidata ad un Commissario fosse pure autorevole e riconosciuto come Massimo Ruspandini rappresenti un pericolo per tutti.

Perché? Il Commissario avrebbe il controllo del Partito in vista delle scelte da fare sulle candidature. Soprattutto per le Regionali.

Via ai lavori

Il presidente del Consiglio Provinciale Daniele Maura (FdI)

L’incontro era fissato per lunedì pomeriggio alle ore 18 presso l’Hotel Ristorante Memmina. Poco prima dell’apertura dei lavori, verso le 16.30, una delegazione dell’area maggioritaria è andata ad incontrare Pulciani. La componevano il presidente del Consiglio provinciale Daniele Maura ed il consigliere Samuel Battaglini.

Cosa si siano detti non è dato sapere. Nulla è emerso durante i lavori, iniziati in perfetto orario.

Toni pacati e linguaggio diplomatico nell’atteggiamento del segretario Pulciani. Ha aperto i lavori parlando delle prossime elezioni comunali. Ha tracciato il quadro delle candidature e delle alleanze nei singoli Comuni chiamati al voto in Ciociaria a settembre. Pulciani ha evidenziato che le elezioni coinvolgeranno soprattutto Comuni sotto i 15mila abitanti, nei quali vengono schierate soprattutto liste civiche. E questo rischia di determinare una frammentazione dei candidati e dei voti riconducibili a FdI.

Il Coordinatore ha chiesto al Direttivo di indicare una linea di condotta. Tutti liberi se non c’è il simbolo? Oppure il Partito intende dare un’indicazione di voto in ogni caso?

La richiesta di dimissioni

PAOLO PULCIANI

Poi, senza troppi giri di parole, è arrivato al dunque. Paolo Pulciani ha spiegato che nei giorni scorsi gli è stato chiesto di fare un passo indietro in cambio di un prestigioso incarico a livello regionale: il ruolo di vice coordinatore nel Lazio. Ma ha detto no.

E soprattutto ha spiegato il perché del suo rifiuto. «Se chiedono il commissariamento di Frosinone che ha avuto un risultato ben oltre la media nazionale, in altri posti cosa dovrebbero fare?».

Poi ha citato anche i sondaggi, quelli Regionali che non vengono diffusi: nella provincia di Frosinone darebbero Fratelli d’Italia addirittura avanti alla Lega. Quindi ha parlato della necessità di strutturare un Partito «che cresce, che vedrà l’ingresso di tante altre persone. E che quindi ha bisogno di regole certe per evitare che chiunque sia autorizzato a dire la propria».  

Stefania è tutt’altro che furtiva

STEFANIA FURTIVO

In sostanza c’è bisogno che vengano rispettati i ruoli.  Lo ha ribadito Stefania Furtivo, seduta sulla pedana rialzata insieme a Pulciani e a Foglietta.

«Sono in questo Partito da un anno soltanto ma una cosa l’ho notata chiaramente: qui non si rispettano i ruoli. Chiunque si sente autorizzato ad andare a Roma scavalcando i livelli locali».

La cosa non era sfuggita nemmeno al già deputato regionale ed europeo e più volte sindaco di Supino, Alessandro Foglietta. È una delle teste d’ariete nel fronte dei colonnelli che si contrappone all’ala maggioritaria di Ruspandini. Foglietta ha evidenziato “la gravità dell’assenza di una parte del direttivo provinciale e del senatore Ruspandini“.

Con una nota di reducismo ha ricordato che quando a gestire il Partito erano lui ed il compianto senatore Oreste Tofani «le decisioni non si prendevano a Roma. Ma a Frosinone e nessuno poteva metterci bocca».

Iannarilli: a congresso e chiariamo

ANTONELLO IANNARILLI

Vogliono la conta ed un riequilibrio l’ex deputato, ex assessore regionale, ex presidente della Provincia Antonello Iannarilli con l’ex sindaco di Torrice Alessia Savo.

«Questa guerriglia urbana non serve a nessuno – ha detto Iannarilli – anzi indebolisce il Partito».

Quindi ha fatto notare come anche loro nelle scorse settimane avevano avuto da ridire sulla gestione di Paolo Pulciani. «Ma abbiamo espresso i nostri dubbi in pubblica assemblea durante un direttivo. E ci sono stati i chiarimenti».

Quindi ha proposto il congresso come via maestra per dirimere la questione. “Siamo pronti alla battaglia. Ci siamo riusciti in Forza Italia, dove le tessere costavano 50 euro, figurarsi se non ci riusciamo ora a 10 euro».

«Quello che si sta svolgendo qui stasera è il direttivo ufficiale di Fratelli d’Italia» ha detto invece Alessia Savo, auspicando comunque un dialogo che porti a una soluzione senza spaccature.

Ruspandini evita incendi

Foto: © Imagoeconomica

Ma non sono mancate le critiche sul metodo utilizzato per raccogliere le firme sotto il documento di sfiducia a Paolo Pulciani da presentare a Roma. «Molti hanno firmato senza leggerlo» hanno sostenuto i difensori del Coordinatore. Se è così, figurarsi cosa firmano i dirigenti FdI quando gli si sottopone un Referendum o qualcosa di più importante per le sorti del Paese.

Poi è arrivato l’attacco frontale al senatore Massimo Ruspandini. È stata rimarcata la sua assenza e definita come «una scelta sbagliata. Ha bisogno del voto di tutti. Non doveva schierarsi con una parte. Ammesso che non ci sia lui dietro questa manovra». .

Perché il senatore non c’era? Avrebbe potuto giustificare con una riunione improvvisa a Palazzo Madama. O con un dibattito durato troppo tra i quadri del Partito. Invece non ha messo scuse: Ruspandini non è andato al Direttivo perché non vuole alimentare in alcun modo un dibattito nel quale non vuole entrare. Ma vuole che invece si sviluppi liberamente, senza che a condizionarlo sia lui con la sua figura ed il peso della sua componente.

La posizione di Ruspandini è chiara: diversi big, espressione di diverse sensibilità politiche, gli hanno sollevato il problema della collegialità, delle poche riunioni, dello scarso coinvolgimento; sollecitando un cambio al vertice del Coordinamento. Ed il senatore se n’è fatto interprete.

Battaglini lanciato e Cortina sotto attacco

SEMENTILLI CON I SENATORI RUSPANDINI E LOLLOBRIGIDA © GIORNALISTI INDIPENDENTI

C’è spazio per un altro fronte di polemica. Legato a Samuel Battaglini e le sue riserve sul coordinatore del circolo comunale di Ripi Giorgio Cortina, per la caduta del sindaco Piero Sementilli. (leggi qui La cena al Vicoletto avvelena il sindaco di Ripi: cade l’amministrazione).

Sementilli di recente aveva aderito a Fratelli d’Italia con un’operazione di cui si era assunto la paternità politica lo stesso Battaglini. Dimissioni la cui responsabilità ora viene attribuita da Fratelli d’Italia al consigliere comunale di Forza Italia Luca D’Arpino. Ed al suo vice coordinatore regionale Gianluca Quadrini.

«Le cause delle dimissioni di Piero Sementilli – ha sbottato Cortina – sono da ricercare nello stesso Sementilli. Non ha acconsentito al rimpasto che gli era stato chiesto. E ora si getta anche fango su quelli che dovrebbero essere nostri alleati». Riferendosi chiaramente a D’Arpino e Quadrini.

Il documento e la carbonara

Il direttivo si è concluso con la stesura di un documento interno il cui contenuto rimane ovviamente top secret, almeno per il momento.

È seguita una cena all’aperto. Pochissimi presenti: insieme al Coordinatore sono rimasti Alessandro Foglietta e Antonello Iannarilli.

Menu ricco: fettuccine alla carbonara, bistecca di manzo nostrano, insalata e patate al forno. Il tutto innaffiato da buon vino bianco. E a chiudere frutta di stagione, melone e cocomero. In attesa di comprendere chi vincerà il braccio di ferro.                   

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