Serrare le fila: la via maestra per battere una sconfitta (di G. Lanzi)

Il punto di equilibrio. Il Frosinone Calcio quando mancano dodici giornate alla fine del Campionato di Serie B. Le crisi che si battono con l'equilibrio. L'avversaria che verrà

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Cinquantatre punti in classifica, come un anno fa, a -12 giornate dalla fine della stagione regolare. Con 36 punti ancora da assegnare. Frosinone ora secondo in classifica, scavalcato dall’Empoli che ha battuto l’Entella 2-1. E con il Palermo che deve recuperare in casa di un Parma che però è dato in risalita. Canarini reduci da una sconfitta, la quinta della stagione. Sembra tutto buio per gli sfascisti. Ma non ci sono psicodrammi da analizzare né processi da organizzare. La sconfitta si può prendere sempre da due prospettive differenti: facendo quadrato (a questo punto della stagione è un obbligo) o sparando nel mucchio per il gusto di farlo. Nel primo caso c’è la concreta possibilità di ritrovare la strada maestra, nel secondo la possibilità altrettanto concreta è di ‘gettare il bambino con l’acqua sporca’.

Chi perde non ha mai ragione e questo è un dato di fatto. Ed è già un buon motivo per riprendere a pensare positivo perché, ad esempio, il Frosinone quest’anno due partite di fila non le ha mai sbagliate. Sarà un caso? O forse non lo è per la qualità di questo gruppo. Ammesso che a Palermo si sia davvero sbagliato partita. Di certo qualche errore c’è stato ma la testa non se l’è rotta nessuno e quindi perché fasciarsela in maniera preventiva? Non serve evocare fantasmi e profezie: le fattucchiere lasciamole lontano dal calcio. Ah, un particolare: di fronte al Frosinone c’era il Palermo. E non il Lercarafriddi.

 

LE CRISI SI BATTONO CON L’EQUILIBRIO

Il Palermo dei milioni di euro di paracadute dalla serie A, il Palermo squadra da battere senza ‘se’ e senza ‘ma’, il Palermo dei nazionali sparsi qua e là. Un Palermo che ha avuto la sua crisi lunga tre sconfitte e l’ha risolta tenendo la barra a dritta sull’allenatore, ad esempio. Come lo ha fatto il Parma. E il Bari. E pure il Perugia dove Breda (che fa il verso a Napoleone e dice “meglio fortunati che bravi”) nel ritorno viaggia ad una media impressionante.

E se si allinea anche uno come Zamparini, primatista assoluto nella speciale classifica ‘mangiallenatori’, allora vuol dire che c’è sempre un tempo per redimersi sulla via di Damasco, pardon degli esoneri. Sintonizzato su quell’onda lunga delle panchine rotabili c’è rimasto solo il buon Cellino che a Brescia nel frattempo si tiene allenato dopo il triangolo Boscaglia-Marino-Boscaglia, mandando a casa direttori sportivi e collaboratori perché, ha detto, non li “vedo autoritari”. Amen. Intanto domani sera al ‘Piola’ di Novara, tra Di Carlo e il tecnico gelese (che torna sul ‘luogo del delitto’ dove non è mai stato amato) uno dei due – sarà anche sbagliato – ma rischia grosso.

Ultimo dato sulle panchine: solo l’Empoli (decisamente) e il Perugia (nel girone di ritorno) hanno cambiato marcia dopo gli avvicendamenti.

 

VAR IN SERIE B, INTANTO IN SERIE A NON… VAR

La 9.a di ritorno ha scontentato tanti. Il presidente della B, avvocato Balata, si batte per la introduzione del Var (che costa 400-500 mila euro, su un bilancio di B pesa…). Juve-Lazio o Cagliari-Lazio (sono solo le ultime…) forse, chissà, lo faranno ricredere. Sgombriamo il campo alle illazioni: al ‘Barbera’ ha diretto un signor ‘fischietto’, Pinzani di Empoli. Chi aveva gridato ‘al lupo al lupo’ è stato servito. Pescara, Foggia, Cittadella e Pro Vercelli hanno invece qualcosa da ridire, per raccontarla in maniera elegante.

 

VIOLENZA DA ESTIRPARE

Nessuna sconfitta può generare violenza. Il calcio è uno sport. Dicono da decenni che sia anche lo sport più bello ed anche il più amato, di sicuro è il più popolare. E la violenza non può rovinare qualcosa di popolare proprio perché è un bene di tutti. Come è accaduto la scorsa notte ad Ascoli dove due calciatori bianconeri sono stati aggrediti al rientro dalla trasferta di Venezia. O sull’aereo che ha visto rientrare la Lazio da Cagliari, dove un presunto tifoso se l’è presa con Nani. In questa stagione ci sono stati altri episodi brutti, coincisi con momenti difficili delle squadre. Bisogna crescere. E un ruolo importante dovranno svolgerlo non solo le forze dell’ordine ma anche la parte migliore delle tifoserie ma soprattutto i ‘media’. Un messaggio sbagliato, nel mondo dei social, può avere effetti devastanti.

 

L’AVVERSARIA CHE VERRA’

Miracolo di un derby vinto, la Salernitana ha cancellato di botto paure e fantasmi attorno alla panchina di Colantuono. Il Frosinone dovrà affrontarlo con le carte che Longo ha a disposizione e che, nonostante le assenze per squalifica (M. Ciofani, Terranova e Chibsah) propongono alternative di prim’ordine. L’unica cosa che non dovrà fare il Frosinone è guardarsi alle spalle, l’unica cosa che non dovranno fare i tifosi è… la stessa cosa. Perché 53 punti non sono arrivati a caso.

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