Frosinone cambia rotta, per una navigazione tranquilla

Il sistema calcio dal lockdown ha sofferenze per 1 miliardo di euro. Club come quello del presidente Stirpe devono proseguire nella strada di una rivoluzione nel modo di concepire l'attività generale. Mentre Grosso sta plasmando un gruppo nuovo ma molto interessante

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Cambiamento senza se e senza ma. E’ la direzione imboccata dal calcio che lo chiede. E il calcio non è solo quello delle ‘grandi’ della serie A per le quali le voragini di bilancio rappresentano a volte un plusvalore. Una delle tanti inchieste che si possono leggere sui quotidiani dal fatidico 6 marzo 2020, il giorno che ha cambiato il mondo, scrive che il calcio italiano ‘soffre’ per 1 miliardo di debiti. Un terzo del quanto basta per abbassare la saracinesca.

E allora il calcio vero è di quei club che vogliono starci, che vogliono sopravvivere e per farlo ogni stagione debbono fare i conti con i… conti veri: stipendi di tesserati e dipendenti, contributi, ripianamenti, rapporti costi-ricavi da tenere sul filo, fidejussioni, licenze e via discorrendo.

Ed è importante sapersi adeguare, soprattutto in un campionato come quello di serie B nel quale le risorse vanno centellinate perché i ‘Grandi’, al di là delle parole e delle aperture, considerano le serie inferiori ancora figlie di un Dio minore.

Virata necessaria ma le ambizioni restano

Il presidente Maurizio Stirpe

Nel rispetto dei princìpi che il Frosinone porta avanti da 20 anni, mese più meno, quel cambiamento impone una virata che, agli occhi dei tifosi, non vuol dire perdere quota. Ma solo assunzione di responsabilità.

Si cambia rotta, l’obiettivo è una navigazione tranquilla ma non verrà mai meno la voglia di vincere. Lo ha ribadito più volte il primo e unico azionista di questo club, il primo tifoso, il presidente Maurizio Stirpe. Cambia quindi il metodo per arrivare a vincere. Nel frattempo il club giallazzurro mantiene salda una credibilità assoluta fatta anche di tanto lavoro di assestamento delle fondamenta.

Lavoro lontano dai campi di gioco. E non sono un ottavo posto e una finalissima persa, una salvezza ottenuta col cuore in gola o un nono posto a far pensare diversamente. Il Frosinone ha iniziato e deve portare a compimento una rivoluzione che riguarda anche il modo di pensare il calcio.

Gli step di mercato secondo un filo logico

Giuseppe Caso

Entrate ed uscite a step ben precisi, giocatori funzionali ed allo stesso tempo anche complementari alla filosofia tecnica e societaria: la strategia di mercato viaggia secondo un filo logico.

In casa-Frosinone ci si muove esattamente come un anno fa, con opportuni correttivi: il primo passo ha visto la costruzione dell’impalcatura della squadra nel mese di luglio, quando solitamente si raccolgono i frutti del lavoro svolto dall’area tecnica fino a giugno (dall’esperienza di Lucioni a prospetti come Caso, Moro, Turati, Ciervo e via discorrendo); ai primi di agosto squadra pressoché pronta all’80% per il doppio impegno Coppa-campionato, con due-tre operazioni in entrata sui giovani (Oliveri, Kone, Bocic); dopo Ferragosto alla finestra e soprattutto senza il patema d’animo ma con la certezza di definire l’organico nei tempi ma soprattutto nei modi previsti, assestando 3-4 pedine ancora dentro lo scacchiere. (Leggi qui: Il Giudizio Universale di Modena- Frosinone 0-1).

Nella somma algebrica delle entrate-uscite, il giorno del gong verrà consegnata a Fabio Grosso una squadra in grado di rispettare i parametri imposti dalla ‘new wave’ societaria: rinnovamento, sostenibilità, valorizzazione.

Grosso e il gruppo, quante novità

Il tecnico Fabio Grosso

Il doppio impegno Coppa-campionato a Monza e Modena, al di là del fatto che va pur sempre considerato calcio d’agosto, ha fatto vedere diverse cose interessanti. In primo luogo dal punto di vista tattico, oltre il 4-3-3: la difesa a quattro resta un punto fermo, poi c’è stata la novità del doppio play e lo sfruttamento al massimo del potenziale offensivo con una batteria di trequartisti a coprire tutto il ventaglio avanzato e un attaccante che non dà punti di riferimento in attesa che torni a disposizione anche Moro. (Leggi qui: Frosinone, una squadra già in fiducia e con tante risorse).

Grosso sta lavorando tanto sia sull’aspetto tattico che sulla mentalità e l’assemblaggio del gruppo. Al capitolo cose interessanti c’è una bella gioventù, che coniuga anche una interessante padronanza del campo, con due note di merito, senza voler nulla togliere agli altri: Oyono e Kone. I due giocatori che nella gara di Monza avevano ricevuto qualche critica di troppo. Il terzino che il Frosinone pescò lo scorso mese di gennaio nella terza serie francese, in una squadra che veleggiava nei bassifondi della classifica, ha compiuto passi da gigante: deve continuare ad applicarsi, il futuro è il suo.

Il centrocampista ivoriano che sempre a gennaio il direttore Angelozzi aveva già adocchiato, è un moto perpetuo in mezzo al campo, tanta quantità ma anche qualità in crescita esponenziale: è il giocatore che serve là in mezzo, l’uomo che spariglia le carte, che cambia marcia, che canta e porta la croce e che sa anche tirare e fa gol.

Tante belle speranze – Ciervo ad esempio, un altro potenziale crack che deve solo credere nei propri mezzi e che a Modena ha fatto ammattire la difesa dei ‘gialli’ come pure il portiere Turati, un ragazzo che ha bisogno di certezza e continuità – che si sommano alla conferma di uomini-cardine (Cotali, Szyminski, Rohden, Boloca, Lulic, Garritano) e all’arrivo di un leader come Lucioni.

Palermo e Cittadella alzano subito la voce

Gigi Buffon assente alla prima

Nell’open day di venerdi il Bari blocca sul 2-2 il Parma al ‘Tardini’ al termine di una partita bella e scoppiettante che ha messo in evidenza trazioni anteriori di grande spessore e retroguardie rivedibili. Nel Parma salta la prima Buffon, nel Bari si fa largo tra i pali un ottimo giovane, Caprile, di proprietà del Leeds ma pescato nella Pro Patria che sta diventando fucina di ottimi giocatori.

Al ‘Barbera’ il Palermo spinge sull’acceleratore ma per vincere serve una ingenuità del Perugia che si fa prendere d’infilata e rimane in 10 per l’espulsione di Lisi che commette anche fallo da rigore. Dal gol di Brunori strada in discesa per i rosanero che nella ripresa fanno 2-0 con Elia.

Giostra del gol al ‘Tombolato’ dove il Cittadella va sotto col Pisa, poi allunga sul 4-1 prima di lasciare spazio al ritorno di fiamma dei toscani fino al 4-3 finale. In evidenza l’attaccante dei veneti Baldini, uno che i gol in B li segna con regolarità assoluta. Anche un rigore ripetuto per la formazione di Gorini. Toscani molto da rivedere.

Genoa ok, solo un pari del Cagliari

Cristiano Lucarelli, tecnico della Ternana

A Como un gran gol di Pereiro fissa l’1-1 al 93’ tra i lariani e il Cagliari che, quando Liverani decide di gettare nella mischia Lapadula e i due uruguagi Pereiro e Nandez, cambia marcia e fa valere la maggiore qualità. A Gattuso resta una buona partita, in attesa che Fabregas sia il valore anche sul campo.

Inizia con tre punti sofferti il Genoa. Con 1.500 tifosi al seguito espugna il ‘Penzo’ di Venezia. Ci riesce grazie ad un gran gol di testa di Yeboah a 3’ dal 90’. La formazione di Javorcic trova il pareggio al 95’ ma il Var nega il 2-2. Fuori dal campo le due società sono al lavoro per perfezionare lo scambio che porterà Aramu all’ombra della Lanterna, l’attaccante Charpentier a ricostituire la coppia con l’altro ex canarino Novakovich. E con lui anche il giovane Candela.

Fa valere il fattore campo anche l’Ascoli. Batte 2-1 in casa la Ternana che dopo la rete di Favilli cerca il pareggio spinta da Lucarelli ma l’impresa non riesce.

Brescia e Reggina volano, Benevento e Spal flop

Pippo Inzaghi, tecnico della Reggina

Il Benevento è ancora un cantiere aperto con tanti spifferi di mercato anche per i titolari e così parte con il piede sbagliato. Ci pensa ancora il solito Larrivey con la partecipazione di Tello a regalare al Cosenza 3 punti al ‘Vigorito’. Caserta ha provato il tutto per tutto gettando dentro La Gumina, Insigne jr e Improta. Ma i ‘lupi’ silani si sono chiusi bene ed hanno festeggiato la partenza lanciata.

Paga lo scotto della neopromossa il Sudtirol che a Brescia – in attesa dell’allenatore – perde 2-0. Perde dopo aver fallito in maniera incredibile il rigore del possibile 1-1 con Mazzocchi che prima si fa respingere il tiro da Lezzerini e poi a porta spalancata manda il pallone 2 metri fuori. Per le Rondinelle ancora a segno Ndoj, poi raddoppio di Bianchi.

La Spal rivede le ombre che l’hanno accompagnata per larghi tratti della scorsa stagione, fino alla vittoria-salvezza in casa con il Frosinone. Rimendia un Ko pesante in casa con la Reggina. I bei propositi del patron Tacopina subiscono una doccia gelata.

A due settimane dalla fine della sessione estiva del mercato, squadre ancora work’n progress, allenatori col fiato sospeso e… Sudtirol che aspetta di assegnare la panchina. O forse no.

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