La fine della campagna elettorale del rancore

Il nuovo stadio Benito Stirpe è ormai una realtà. La prossima consiliatura nel capoluogo però prevede diverse priorità alle quali dare risposte.

Il Parco urbano al Matusa è un “pezzo” importante di un altro Parco, quello sul fiume Cosa, che dovrebbe partire dalla periferia dello Scalo e arrivare fino ai confini di Veroli, a Castelmassimo. Con spazi attrezzati, camminamenti pedonali e bonifica delle sponde del fiume. Indubbiamente una grande opera, che però avrà bisogno oltre che dell’input della Regione Lazio della più ampia condivisione del consiglio comunale del capoluogo.

Poi c’è il contrasto all’inquinamento da polveri sottili, che va pensato in una logica necessariamente intercomunale, arrivando a misure condivise e contemporanee adottate insieme a Ceccano, Veroli, Ferentino e Alatri.

Però a Frosinone è l’ora di provvedimenti necessari: zone a traffico limitato permanenti, pedonalizzazione del centro storico, spazi dove lasciare le auto per prendere i bus. Anche in tal caso la condivisione è fondamentale. Quindi, Piano traffico e parcheggi e nuovo schema di mobilità.

Infine, il rilancio dell’urbanistica.

Domani gli elettori decideranno chi sarà il prossimo sindaco e la composizione del consiglio comunale. Occorrerà un momento di forte riflessione da parte di tutti, vincitori e vinti. Questa campagna elettorale si è svolta sulle polemiche, sulla battute, sulla delegittimazione dell’avversario, perfino sul “rancore”.

Non è questa la strada per invertire il trend nel capoluogo. Servono programmi, senso di responsabilità e capacità di guardare avanti per davvero.

Altrimenti fra cinque anni ci saranno ancora meno elettori a scegliere il prossimo sindaco.

§
error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright