Vicesindaco, silenzi e nervi tesi (di C. Trento)

Tensione dopo la richiesta di riequilibrio del Polo Civico. Fabio Tagliaferri: «Aspetto di parlare con Ottaviani, poi valuterò»

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Aspetto di parlare con il sindaco Nicola Ottaviani. Poi farò le mie valutazioni»: sono le uniche parole pronunciate da Fabio Tagliaferri, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici e Manutenzioni del Polo Civico, lista con la quale è stato eletto consigliere comunale di Frosinone nel 2017. Ottenendo 528 voti.

La situazione è tesa, delicata e in qualche modo anche decisiva. (leggi qui Il gioco delle parti per avere la testa del vicesindaco). Prevalgono i silenzi, dopo il terremoto iniziale. Silenzi assordanti e simbolici. Che il fuoco covasse sotto la cenere si sapeva (leggi qui  Indiscreto – Uccidete la colomba bianca. Il caffè amaro di Peppino e Marino), ma l’accelerazione impressa dal gruppo consiliare del Polo Civico lunedì scorso ha sorpreso tutti.

In un documento inviato al sindaco Nicola Ottaviani, i consiglieri Debora Patrizi, Igino Guglielmi, Claudio Caparrelli e Corrado Renzi hanno proposto il seguente schema di quello che hanno chiamato “riequilibrio delle deleghe”: a Francesca Chiappini l’assessorato alla Polizia Locale e alle Pari opportunità, mentre Fabio Tagliaferri manterrebbe Lavori Pubblici e manutenzioni. Ma non il ruolo di vicesindaco, per il quale il Polo Civico propone Antonio Scaccia, assessore al commercio e leader della Lista per Frosinone (che esprime due consiglieri), federata con il Polo Civico.

Il nodo è politico

È chiaro che il punto è tutto politico, proprio perché verte sulla delega di vicesindaco. Il Polo Civico, guidato da Gianfranco Pizzutelli, ha voluto lanciare il messaggio che le deleghe assessorili non possono prescindere dal gradimento e dal sostegno dei consiglieri. Da tempo non c’è sintonia tra Fabio Tagliaferri e il gruppo. Però la circostanza che lo stesso Gianfranco Pizzutelli abbia insistito affinché Tagliaferri mantenga in ogni caso le deleghe a Lavori Pubblici e Manutenzioni potrebbe significare che esiste la volontà di una “ricucitura”.

Certamente sarà fondamentale la scelta di Fabio Tagliaferri: accetterà l’eventuale ridimensionamento oppure no? La risposta a questa domanda è destinata a fare la differenza. Molto dipenderà dal faccia a faccia con Nicola Ottaviani. Negli ultimi tempi fra i due non sono mancate frizioni. (leggi qui «Nicò, i bambini che sabato vanno sulla ruota panoramica so’ gli stessi che lunedì ci piove in classe»). In ogni caso l’impostazione del sindaco in questa seconda consiliatura è quella di non entrare nelle dinamiche dei gruppi. In questo caso però c’è una valenza politica che non sfugge a nessuno. Oltre al rapporto fiduciario con chi ricopre la carica di vicesindaco. E in ogni caso l’attribuzione delle deleghe assessorili resta una competenza del primo cittadino.

I numeri e le indicazioni

Va aggiunto che nella richiesta di riequilibrio del Polo Civico ci sono altre due indicazioni, con riferimento alle deleghe riservate ai consiglieri: Protezione civile a Corrado Renzi, Personale a Claudio Caparrelli. In ogni caso Nicola Ottaviani ha intenzione di effettuare un confronto anche con i consiglieri del Polo Civico. C’è poi il punto della consistenza numerica del patto federativo tra Polo Civico e Lista per Frosinone: 6 consiglieri. Una cifra dalla quale non si può prescindere nelle dinamiche della maggioranza. Quindi naturalmente ci sono pure le prospettive a medio e lungo termine, quelle legate alla candidatura a sindaco del dopo Ottaviani.

Un tema del quale si discute, nonostante manchino tre anni e mezzo alla scadenza della consiliatura. Fabio Tagliaferri è tra quelli che potrebbero essere della partita. Quanto a Nicola Ottaviani, non farà endorsement ma punterà sulla celebrazione delle primarie per scegliere il designato del centrodestra. Resta da vedere come si regoleranno partiti e liste civiche. Anche perché il quadro della coalizione, già mutato dopo il 4 marzo, potrebbe ulteriormente cambiare.

Resta il fatto che la mossa del Polo Civico ha inevitabilmente messo in moto un dibattito insidioso e nervoso. Ma soprattutto imprevedibile. Ed è questo l’aspetto più complicato. Destinato ad investire l’intera maggioranza.

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