Frosinone, è arrivato il momento dei “risultatisti”

La squadra di Grosso resta in piena corsa playoff ed il punto conquistato al “Del Duca” consente di proseguire il percorso intrapreso. Dopo un primo tempo di sofferenza, nella ripresa i giallazzurri hanno avuto una bella reazione che fa ben sperare. I numeri certificano ancora una volta che i canarini provano sempre a fare la partita. Sabato sfida con l’Alessandria degli ex Longo, Gori e Ariaudo

Alessandro Salines

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Facendo due calcoli, quasi i conti della serva, il pareggio di Ascoli ha regalato al Frosinone alcune certezze. La squadra giallazzurra è rimasta in piena zona playoff (settima a 45), ha respinto l’assalto dei bianconeri (+ 2 ed avanti negli scontri diretti), tenuto indietro il Perugia (+3) e guadagnato 1 punto sul Cittadella (+3).

Nel percorso intrapreso in questi mesi insomma l’1-1 al “Del Duca” ci può stare. Certo il Frosinone si è staccato dalla corsa alla promozione diretta (-8) ma ovviamente non era questo l’obiettivo.

Ad Ascoli si poteva fare meglio soprattutto nel primo tempo contro un’avversaria che soprattutto in casa finora ha faticato conquistando 17 punti in 14 partite e subisce troppi gol (36). La ripresa comunque è stata incoraggiante, funzionali i cambi e alla fine con maggiore cinismo poteva venire fuori anche il colpaccio. (Leggi qui: Il Giudizio Universale: Ascoli – Frosinone 1-1 )

Conta la classifica

Fabio Grosso

Inutile girarci attorno: in questa fase ciò che conta sono i risultati e la graduatoria. Ed i famosi “giochisti” se ne facciano una ragione.

Nel girone di ritorno si delineano i valori, tutto è più complicato e quindi è fondamentale avere continuità. Ancor di più in un campionato molto equilibrato con 10 squadre racchiuse in 11 punti.

Il pareggio di Ascoli va inquadrato in questo contesto. E poi è stato l’ultimo match del tour de force iniziato il 12 febbraio con 7 partite in 25 giorni, giocando una volta ogni 3 giorni. Il Frosinone ha superato questo periodo limitando i danni (2 vittorie, 3 sconfitte e 2 pareggi) e dimostrando di poter ambire ad un posto al sole anche se non mancati i momenti di difficoltà (2 ko di fila).

“Il mini-torneo ha detto che ci siamo, è un gruppo che lavora sodo e non bisogna precludersi niente – ha detto Fabio GrossoDobbiamo avere di fronte la realtà di un campionato con tante squadre forti. Con molte di queste abbiamo giocato alla pari. Invece con altre che sono nella Bassa classifica ci sono state brutte prestazioni. Noi abbiamo voglia di continuare a fare punti partita dopo partita. Tra un po’ capiremo quale sarà la nostra posizione e allora proveremo a ‘grattare’ qualche altra posizione utile”.

Sabato arriverà l’Alessandria degli ex Longo, Gori ed Ariaudo in lotta per la salvezza. Ed il Frosinone dovrà confermarsi proprio in quel tipo di partite dove probabilmente ha sofferto di più.

Frosinone dai 2 volti

Il portiere Minelli

Nel primo tempo la formazione di Grosso ha sofferto andando sotto e rischiando anche di subire il secondo gol. Qualche scelta è apparsa azzardata ma forse giustificata dalla volontà di voler coinvolgere tutto il gruppo in un torneo faticoso nel quale c’è bisogno di ogni risorsa.

Dopo l’intervallo però il Frosinone ha cambiato volto, giocando un’altra partita e meritando il pareggio. Insomma una squadra che ha saputo risalire la china cercando il gol con carattere e sprazzi di qualità.

E poi c’è da dire che i dati alla fine hanno dato ragione a Grosso: maggiore possesso palla (58% a 42%), più tiri (12-11), 0-4 i corner, 140-104 gli attacchi (47-32 quelli pericolosi). Malgrado la prestazione non sia stata brillantissima dunque non si può affermare che il Frosinone sia rimasto a guardare.

Dati positivi

Camillo Ciano in azione

A proposito di numeri quelli del Frosinone restano incoraggianti. Soprattutto se parliamo di statistiche relative alla produzione di gioco. Insomma la squadra giallazzurra non rinuncia mai a giocare al netto degli alti, dei bassi e dei limiti che ovviamente ci sono.

Il Frosinone continua ad essere la squadra che tira di più (604) in Serie B. E prima pure nelle conclusioni nello specchio (428). Il rapporto tiri/gol è del 7,4 per cento, il quinto del campionato.  Anche il possesso palla superiore al 50 per cento (51,5 per la precisione) indica come il Frosinone cerchi sempre di giocare la partita. Ciò succede sia in casa che fuori dove i dati del palleggio praticamente si equivalgono (51,8 per cento tra le mura amiche, 51,2 in trasferta).

Un altro dato è emblematico: la formazione ciociara è la seconda per punti conquistati dopo lo svantaggio (13 come la Cremonese, meglio solo il Brescia con 16).

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