Frosinone green: è il capoluogo del Lazio dove il verde è cresciuto di più

Il capoluogo ciociaro è primo nella classifica OpenPolis per crescita degli spazi verdi in città tra il 2011 ed il 2021. Grazie anche al Parco Matusa

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Benvenuti a Frosinone, città verde. Il capoluogo ciociaro è quello nel Lazio dove è cresciuto più di ogni altra parte lo spazio verde fruibile. Lo certifica OpenPolis esaminando i dati tra il 2011 ed il 2021.

Il rapporto evidenzia che nel Capoluogo ciociaro si è passati da una superficie verde pari a 1.149.742 mq nel 2011, ad una di 1.287.296 nel 2021. Con un incremento quindi in percentuale del 11,96%: il più alto tra tutti i capoluoghi del Lazio.

Il Parco Matusa in costruzione

Segue la città di Viterbo con un incremento del 8,85%. Poi la Capitale con i suoi 46.457.856 mq nel 2021, consegue un incremento del 5,16% di spazio verde disponibile. Segue ancora il capoluogo pontino, con un aumento percentuale del 4,39%. Ultima, tra le città capoluogo del Lazio, la città di Rieti con un incremento pressoché irrilevante, pari a 0,71%.

È chiaro che la performance della città di Frosinone è dovuta anche alla realizzazione del parco urbano del Matusa. Che insieme alla villa comunale costituisce il polmone verde urbano a beneficio dei cittadini.

Parametri e criteri usati da OpenPolis

IL PROGETTO DEL PARCO MATUSA

Secondo il rapporto di OpenPolis sono considerate “aree verdi fruibili” solo quelle gestite da enti pubblici. Devono essere disponibili per i cittadini, trovarsi nel territorio comunale dei capoluoghi di provincia o città metropolitana.

Le aree verdi fruibili includono: a) Verde storico b) Parchi urbani; c) Verde attrezzato; d) Arredo urbano e) Giardini scolastici; f) Orti urbani; g) Orti botanici; h) Aree sportive all’aperto; i) Giardini zoologici; l) cimiteri.

L’indagine condotta da Openpolis evidenzia altresì la correlazione tra la variazione della popolazione residente e spazi dedicati al verde. In media la popolazione residente nelle città capoluogo è cresciuta dell’1,5% dal 2011 e del 2,1% rispetto al 2001. In parallelo anche il verde pubblico in questi comuni è aumentato: del 5,7% nell’ultimo decennio.

Tuttavia, a fronte di questi dati medi, non emerge sempre una relazione evidente tra la crescita delle città e quella del verde. Come testimoniato dalla variazione di popolazione o dall’incidenza di nuova edilizia residenziale, e la parallela estensione del verde pubblico.

Dov’è che non si va d pari passo

Foto: Can Stock Photo / Focalpoint

In termini di crescita della popolazione, Parma, Milano, Prato, Latina, Rimini, Roma, Lecce, Bologna e Reggio Emilia sono quelle dove i residenti sono aumentati di oltre il 5% rispetto al 2011. Tutte hanno visto una crescita del verde fruibile, tuttavia la maggior parte – con le sole eccezioni di Milano, Rimini e Bologna – sono al di sotto della crescita media.

Ad esempio Parma è la città dove sono aumentati di più i residenti (+11,4%). Qui anche il verde è aumentato, sebbene meno della media nazionale (+2,61%). In questo senso vanno però considerati i diversi punti di partenza e di arrivo. A Milano nel 2021 la dotazione di verde fruibile per minore è pari a 119 metri quadri, mentre a Parma sono 229,5 i mq per residente sotto i 18 anni, ai vertici in Italia.

Complessivamente, sono 8 le città in cui il verde fruibile non è cresciuto o è addirittura diminuito. Si tratta di Foggia, Oristano, Aosta, Teramo, Caserta, Reggio Calabria, Chieti (variazione dello 0% del verde fruibile tra 2011 e 2021) e Catania (-0,99%).

Catania è l’unico capoluogo dove il verde fruibile è diminuito rispetto al decennio scorso