Frosinone, la maxioperazione di “maquillage”

Il gong del mercato estivo ha dato in dote un risultato che probabilmente va oltre le previsioni del presidente Stirpe. Ora la missione-assemblaggio e 4 mesi di full-immersion. In queste prime 4 giornate, al di là dei risultati e del valore ampiamente relativo di tutto il campionato, il comune denominatore è il bel gioco

Giovanni Lanzi

Se lo chiamano 'Il Maestro' non è un caso

Avanti senza il calciomercato per 4 mesi, fino all’inizio di gennaio 2023. Dopo due mesi abbondanti di movimenti arriva la manna dal cielo per Società di calcio e allenatori. Questi ultimi, se da una parte hanno avuto più o meno esaudite le loro aspettative tecniche, dall’altra potranno riporre tranquillamente nel cassetto il manuale dello psicologo che serve a lenire i dolori dei giocatori scontenti.

Il Frosinone da parte sua ha chiuso la porta del terminal arrivi-partenze con grande soddisfazione di tutti: del direttore Angelozzi che l’ha esternata nella conferenza stampa della scorsa settimana, del tecnico Fabio Grosso che lavora su una rosa definita e della Proprietà.

Il presidente Maurizio Stirpe aveva programmato di chiudere il processo di risanamento a fine stagione 2022-’23: “Il processo di risanamento economico-finanziario – disse lo scorso 29 giugno – ha fatto un buon passo avanti. Al termine della prossima stagione sarà archiviato. Primo obiettivo centrato”. Alla chiusura della sessione estiva del mercato, grazie al lavoro capillare dell’Area Tecnica e del suo staff quel ‘gap’ si è ulteriormente ridotto.

Il bel gioco unisce questo avvio

Fabio Grosso, tecnico del Frosinone

Il campionato è ai primi vagiti. Al Frosinone manca qualcosa in termini di punti ma l’imperativo è non guardarsi più indietro. Al termine di una stagione si bilancia sempre tutto. E i veri valori emergeranno nel lungo inverno che attende il campionato di B. Come ogni stagione, saranno i mesi di marzo ed aprile ad essere determinanti per i ‘fuochi’ finale. Durante l’inverno si fa ‘la legna’, si costruiscono sul campo giorno dopo giorno una identità, un marchio di fabbrica. Come dice spesso Fabio Grosso “le partite giocate non si possono rigiocare”. Ed aggiunge: “La classifica per ora non la guardo”. Anche i rimpianti per qualcosa che non è andata per il verso giusto (Benevento, ndr) devono appartenere alla galleria delle esperienze di cui fare tesoro.

I giallazzurri contro il Como – tante assenze tra i lariani ed anche questo va sottolineato – hanno ripreso a macinare punti, anche perché il bandolo del gioco a tutti gli effetti non lo avevano mai perso. Il bel gioco, per dirla in maniera semplice, è stato il punto di contatto delle prime 4 giornate. Emergono individualità, le garanzie si confermano, svettano prospetti, si aspettano che gli ultimi arrivati (dopo gli scampoli di gara giocati da R. Insigne e Sampirisi) vadano a pieni giri.

All’allenatore e al suo staff il compito di avvicinare tutti allo stesso livello di condizione e assemblare un gruppo di 26 elementi che della scorsa stagione ha tenuto 9 giocatori e che ha visto l’arrivo di 17 giocatori nuovi ai quali si aggiungono Macej, Gozzo e Afi aggregati alla Primavera, in attesa che si definisca anche la pratica per la nazionalità di Kujabi che dallo stesso Angelozzi è stato definito un caso umano da risolvere. E’ stata una maxi operazione di maquillage anche di filosofia generale come più volte ribadito dal direttore dell’Area Tecnica.

Male le proprietà straniere, volano Reggina e Brescia

Fabio Pecchia, tecnico del Parma

Non va benissimo la 4.a giornata per le proprietà straniere della serie Cadetta: perde il Palermo, perde il Venezia, perde il Como, perde il Pisa, pareggiano nella sfida incrociata Parma e Genoa che vorrebbero ammazzare il campionato, pari che va preso nel mondo migliore invece per la Spal di Tacopina.

Vediamo i risultati e come sono maturati. Reggina in vetta, a braccetto con Frosinone e Brescia, grazie al 3-0 senza appello ad un Palermo che è ancora un cantiere aperto e che Corini deve dotare di una identità tecnica e tattica per suffragare le scelte societarie che partono da Oltremanica. Amaranto a trazione anteriore, dalla parte peninsulare dello Stretto si sogna mentre nella zona orientale della Sicilia ci si interroga dopo il ritorno in B, l’entusiasmo, le fibrillazioni dovute al cambio di panchina e le tante novità.

Il Brescia, che a Frosinone non aveva destato una bella impressione, batte 2-1 il Perugia. Primo gol in B dell’ex piacentino Galazzi, raddoppio di Ayé e per i grifoni Luperini prova a riaprire una gara che i ragazzi di Castori non riescono allo scoccare del gol a portare dalla loro parte. Ultimo posto a 0 punti per il Perugia, Castori chiede risposte alla squadra e la Società le chiede a lui. Si dice nel club umbro che tutto dipenda da un fatto mentale.

Il Genoa frena, ok Benevento e Cagliari

L’attaccante Francesco Forte del Benevento

Ascoli e Cittadella si dividono un pari al termine di una partita con 2 espulsi tra le fila dei veneti che ospiteranno il Frosinone sabato (ore 14). Marchigiani a quota 8, granata a 5. A 8 punti c’è anche il Genoa di Blessin, bloccato sul 3-3 in casa dal Parma che si aggrappa alla rete di Estevez all’88’ e sale a 6 punti. Terzo risultato utile di fila per il Benevento che va a vincere 2-0 a Venezia mettendo a nudo i lagunari tra i quali manca un vero direttore d’orchestra e probabilmente uno stoccatore di razza.

Cagliari decide un gol di Rog che permettere agli isolani di imporsi sul Modena (1-0), gli emiliani a 3 punti sono in sofferenza. Il Bari è ancora in assemblaggio: partenza a razzo col la Spal, in gol Antenucci e Cheddira che si confermano all’altezza della B; poi però doppia risposta emiliana con un gol da cineteca di La Mantia in rovesciata e il pareggio di Rabbi sul quale non è del tutto esente da colpe il portiere Caprile. Infine la prima volta del Sudtirol in B coincide con l’arrivo di Bisoli in panchina: 2-1 ad un Pisa che viaggia ad 1 punto. E che Maran deve provare a rimettere in carreggiata. Attenzione alle giornate tra la 6.a e la 7.a da sempre snodo cruciale per le panchine che traballano.

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