Frosinone, la rivoluzione dolorosa e doverosa annunciata da Zio Ernesto

Il messaggio di Ernesto Salvini. Il difficile addio a molti che resteranno però amici e fratelli. Con i loro nomi scolpiti nella storia del Frosinone. Ma il progetto questa volta richiederà una rivoluzione. Per far volare anche in Serie A i canarini.

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Edward Bulwer-Lytton, ottimo scrittore e drammaturgo inglese a cui si deve la frase “Era una notte buia e tempestosa“, diceva che “Le rivoluzioni non si fanno con l’acqua di rose“.

Ed ogni tipo di rivoluzione è così, da quella degli oppressi contro il potere a quella che può avvenire in una squadra di calcio. Le rivoluzioni sono dolorose e richiedono una buona dose di cinismo che è sì antipatico, ma in certi casi doveroso.

 

È arrivato il momento delle rivoluzioni anche in casa Frosinone, perché stavolta, nelle intenzioni della società, la Serie A non dovrà essere un’avventura, un assalto disperato in cui ci si lancia all’arma bianca con l’equipaggiamento che si ha. No, stavolta la società giallazzurra ha deciso di studiare a tavolino la strategia per tentare una impresa che vale molto di più di una promozione: il restare.

E per vincere le battaglie e piantare il proprio vessillo su quel terreno chiamato Serie A, c’è bisogno di chi quel posto lo conosca come le sue tasche. Di fatto della rosa attuale resteranno una decina di giocatori, numero più o numero meno.

 

L’analisi è di colui il quale potrebbe essere definito “lo zio” del Frosinone Calcio, al netto della paternità di Maurizio Stirpe: Ernesto Salvini. Il responsabile dell’area tecnica lo ha fatto parlando a Tuttosport e sottolineando che: «Sarà un dolore dover procedere a radicali cambiamenti della rosa, ma è una cosa che va fatta. Sono consapevole di perdere figli, fratelli e amici cari, ma per il bene della società e della loro carriera seguiremo questa strada».

Allora questo significa che saluteranno molti degli eroi del doppio salto dalla C alla A, quei giocatori che sono stati utili, non lesinando mai impegno e passione, anche negli ultimi due anni di caccia alla massima serie.

Ciò non significa voler sputare su chi ha buttato sangue e cacciato ettolitri di sudore per la maglia. Anzi, Salvini fa capire bene il concetto: «Tre anni fa la promozione fu così inaspettata che il nostro presidente volle dare a tutti i protagonisti di quella cavalcata la possibilità di giocarsela anche nella categoria superiore. Stavolta sarà diverso perché in Paradiso vorremmo rimanerci».

Tutti i tagli, ammette Zio Ernesto, saranno fatti anche per il bene della carriera dei giocatori.

 

Insomma, ci saranno addii dolorosi. E la società li ha annunciati per tempo, in modo che il distacco possa essere meno lacrimevole possibile. I sentimenti però a volte prendono il sopravvento. Anche di fronte ad un cambiamento in meglio (verranno giocatori di alto profilo, non gli ultimi arrivati) il cuore ha un peso più importante.

Una consolazione può fornirla ancora una volta una pagina di scrittore tedesco, Buchner: “La rivoluzione è come Saturno: divora i suoi propri figli“.

Quei figli, fratelli ed amici, citati da Salvini di Anzio, che sono gli stessi intesi dall’artista di Darmstadt.

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