Frosinone, maggioranza e opposizioni spaccati alla meta

La delibera della transazione sui Piloni è passata con 14 voti: 7 assenti nelle file della maggioranza, ecco chi sono. Le minoranze si dividono e nel Pd l’unico squillo è di Fabrizio Cristofari. Nel centrodestra il gruppo che ha votato in maniera compatta è quello di Forza Italia. Per il resto, veleni e colpi bassi.

La delibera con la quale è stata approvata la transazione tra il Comune di Frosinone e Piloni srl è passata con 14 voti favorevoli. Cifra sufficiente per una seduta in seconda convocazione, ma numeri molto al di sotto delle potenzialità della maggioranza di centrodestra, che di numeri sulla carta ne ha 21. Dunque ne sono mancati 7. Tra i quali Carlo Gagliardi (Lega), Marco Ferrara (Fratelli d’Italia), Alessandro Petricca (Lista Ottaviani), Francesco Trina (Polo Civico). Ma in sede di votazione sui Piloni sono risultati assenti anche il sindaco Nicola Ottaviani, Gianpiero Fabrizi (Lega), Isabella Diamanti (Lista per Frosinone-Polo Civico).

L’unico gruppo che ha votato compatto una delibera decisiva per l’Amministrazione Ottaviani è stato quello di Forza Italia, guidato dal capogruppo Danilo Magliocchetti. Infatti Riccardo Masecchia e Thaira Mangiapelo hanno detto sì. Come il presidente dell’aula Adriano Piacentini, che al Comune di Frosinone risulta ancora iscritto al gruppo di Forza Italia. Inoltre, per l’approvazione della delibera sulla Transazione è stato decisivo l’emendamento presentato proprio dal capogruppo Magliocchetti: senza il quale in tanti non avrebbero votato. Magliocchetti insomma ha svolto il solito ruolo di ricucitura e di “rincorsa” dei consiglieri comunali di maggioranza.

Nel centrodestra sono emersi diversi malumori. Mentre nella Lega c’è una spaccatura fortissima: da una parte Carlo Gagliardi (e Carmine Tucci), dall’altra Enrico Cedrone (e Mimmo Fagiolo). Mentre Gianpiero Fabrizi sta con Nicola Ottaviani. E Sara Bruni, dopo la delusione delle elezioni provinciali, fa il minimo indispensabile. Ma senza entusiasmo.

Il sindaco Nicola Ottaviani ieri è stato protagonista dello scontro sotterraneo a distanza con Carmine Tucci, vicecoordinatore cittadino della Lega. Almeno fino a quando Francesca Gerardi, coordinatrice provinciale, non ha detto che tutte le cariche erano state azzerate. Ma forse a Tucci si erano scordati di comunicarlo. Fatto sta che nella Lega si è aperto l’ennesimo fronte, con Carlo Gagliardi (vicinissimo a Claudio Durigon) ad un passo dallo strappo. (leggi qui Bufera nel Carroccio: l’interrogazione scomoda che fa scoppiare il caos)

Altrettanta spaccate le opposizioni. Nel lungo dibattito sulla questione dell’incendio alla Mecoris il Partito Socialista non ha toccato palla. Mentre si è notata l’assenza di Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune). Il Movimento Cinque Stelle si è rivolto più che altro ai cittadini. Mentre nel Pd l’unico squillo vero è arrivato dall’intervento di Fabrizio Cristofari.

Per il resto, solito scenario da separati in casa: Alessandra Sardellitti e Norberto Venturi da una parte, Angelo Pizzutelli e Vincenzo Savo dall’altra.

Ma soprattutto, esattamente come nella maggioranza, opposizione divisa in vari pezzi.

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