Frosinone, primi segnali di vita: segna ma perde. Ancora troppo poco per la A (di F. Cortina)

Primi segnali di esistenza del Frosinone. Rompe il digiuno del goal. Ed a tratti fa vedere un gioco. Poi però il black out: che in serie A si paga caro. Al Genoa è sufficiente per assestare due colpi e fare sua la gara. Un palo dice no al pari. Che sarebbe stato meritato.

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Frosinone- Genoa 1-2

FROSINONE (3-4-1-2): Sportiello; Goldaniga, Salamon, Capuano (30’ st Vloet); Zampano, Chibsah, Hallfredsson, Molinaro; Ciano; Perica (1’ st Ciofani), Campbell (16’ st Soddimo).

A disposizione: Bardi, Ghiglione, Ariaudo, Brighenti, Cassata, Krajnc, Beghetto, Crisetig, Pinamonti.

Allenatore: Longo.

GENOA (3-4-1-2): Radu; Biraschi, Spolli, Criscito; Romulo, Sandro (30’ st Mazzitelli), Hiljemark, Lazovic (18’ st Zukanovic); Pandev (22’ st Pereira); Kouame, Piatek.

A disposizione: Marchetti, Vodisek, Gunter, Bessa, Dalmonte, Lakicevic, Favilli, Omeonga, Medeiros.

Allenatore: Ballardini.

Terna arbitrale – Arbitro: signor Juan Luca Sacchi della sezione di Macerata; assistenti sigg. Stefano Alassio della sezione di Imperia e Valerio Vecchi della sezione di Lamezia Terme (Catanzaro). Quarto uomo: signor Francesco Guccini della sezione di Albano Laziale (Roma). Al Var: sigg. Rosario Abisso della sezione di Palermo; addetto all’Avar sig. Salvatore Longo della sezione di Paola (Cosenza).

Marcatori: 33’ e 36’ pt Piatek, 43’ pt Ciano (rig).

Note: angoli: 5-2 per il Frosinone; ammoniti: 20’ pt Goldaniga, 11’ st Hallfredsson, 16’ st Campbell, 25’ st Sandro, 38’ st Mazzitelli; recuperi: 1’ pt; 3’ st.

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Flebili segnali di vita arrivano dalla cavità in cui il Frosinone è sepolto. Gemiti che però non gli permettono di rivedere la luce, perché la squadra di Longo ha perso ancora. E stavolta non contro una squadra implacabile, non contro i fenomeni, ma contro il Genoa. E la cosa peggiore è che ha mostrato altro piglio, altra pasta, ma con due errori ha vanificato tutto.

 

Il Frosinone cambia faccia

Longo cambia faccia al suo Frosinone e mette in campo un uomo offensivo in più, passando al 3-4-1-2 con Ciano dietro a Campbell e Perica. Il Genoa ricalca a livello tattico il modulo giallazzurro, con lo spauracchio Piatek ad attaccare la porta di Sportiello.

In partenza si nota subito come Ciano e Cambell saranno entrambi alle spalle di Perica, con il fantasista di Marcianise leggermente spostato a destra ed il costaricano dal lato opposto: è un 3-4-2-1.

La squadra di Longo parte bene e al 5′ Zampano si distende sulla destra, salta un uomo e mette un pallone radente sul secondo palo: Radu esce ed anticipa di un nulla Campbell.

Il Frosinone è un’altra squadra rispetto a quella vista nelle prime sei della stagione.

Al 6′ minuto ancora Frosinone: corner di Ciano, palla messa fuori che arriva a Zampano, l’esterno non ci pensa due volte e spara di controbalzo col sinistro, ma Radu è prodigioso nel togliere la palla dalla porta.

Il Genoa comincia a far salire d’intensità il palleggio anche se il Frosinone rimane molto ag-gressivo. Al 14′ Campbell mette un pallone insidioso verso la porta da sinistra, ma Radu esce benissimo ed anticipa Ciano pronto al tap-in.

 

Doppio grifone

La pressione del Frosinone si affloscia dopo venti minuti ed il Genoa ringrazia praticando un giro palla scolastico senza troppi patemi. Al 24′ poi grande occasione per i rossoblu: dopo una punizione del Frosinone, Pandev si distende in contropiede e dà palla a Kouame che in area appoggia dietro per l’accorrente Romulo, ma il suo sinistro è da dimenticare. E’ la prima volta che i rossoblu si affacciano dalle parti di Sportiello.

Il Frosinone ora pare soffrire il posizionamento tattico della squadra di Ballardini, con Perica perennemente fuori dal gioco: su tre cross messi in area dagli esterni il croato si è fatto trovare sempre fuori tempo e posizione.

Chi è al posto giusto sempre e sempre nel momento giusto invece è Krizstof Piatek: al primo tiro in porta suo e del Genoa la squadra ligure passa in vantaggio. E’ il 33′ quando Kouame marcato in maniera molto tenera da Capuano fa sponda all’indietro per il polacco che, senza alcuna pressione, calcia un rasoterra imprendibile.

La squadra di Longo è sotto ed anche stavolta non per particolari meriti dell’avversario.

Ma non è finita perché dopo due minuti e mezzo un altro errore regala al Genoa il raddoppio: Salamon si addormenta e si fa soffiare il pallone da Kouame lasciando campo aperto all’attaccante che alza la testa e vede Piatek in mezzo che appoggia in rete.

 

Fischi allo Stirpe

Ora sullo “Stirpe” piovono fischi. Meritati, così come il “meritiamo di più” dei tifosi.

Dopo qualche minuto di sbandamento il Frosinone si risveglia: al 40′ Sacchi fischia un calcio di rigore per un fallo su Perica. Un tocco di Spolli sul piede del croato che si stava liberando in area: dal dischetto va Ciano che spiazza Radu e si riaccende la fiammella.

Al 43′ Campbell mette una palla con i giri contati per Zampano, ma il tocco dell’esterno è troppo debole: il Frosinone nonostante tutto c’è. Allo scadere del primo tempo Chibsah si coordina da 30 metri, ma ci si mette anche la sfiga, con il pallone che finisce sul palo. Si va a riposo sull’1-2.

 

L’ora di Daniel

Nella ripresa Longo si affida al capitano e lancia definitivamente in questo campionato Daniel Ciofani che prende il posto di Perica.

Nei primi tre minuti due tiri di Camillo Ciano con un unico tema tattico: lancio per Daniel Ciofani e sponda per l’accorrente fantasista. Come nel primo tempo la squadra di Longo parte bene.

Minuto 51 ed ancora un tiro del Frosinone, ancora con lo zampino di Ciofani: a raccogliere il pallone recuperato dal capitano è Campbell che però alza la mira.

Al 53′ ancora Campbell: cross al centro di Zampano, sponda di Daniel ed il costaricano ci arriva, ma col destro e Radu blocca.

Il Frosinone ora prova a produrre il suo massimo sforzo, anche se il Genoa è molto attento a non scoprirsi. Per scardinare la difesa rossoblu Longo chiama in causa Soddimo che prende il posto di un Campbell in crescita.

 

Il Grifone è un riccio

Il Genoa si chiude ed è difficilissimo riuscire a sfondare, la squadra di Longo si affida ai suoi uomini più esperti, ma al 72′ rischia la capitolazione: Kouame scappa via a Salamon e Capuano, punta la porta e spara il destro che sbatte prima su un palo e poi su un altro.

Almeno a livello di sfiga c’è il pareggio. Sandro si reinventa portiere al 74′ quando Chibsah colpisce di testa verso la porta e lui salva con un intervento volante a spazzare sulla linea.

Longo prova l’ultima e fa esordire Vloet: il fantasista olandese entra al posto di Capuano ed il Frosinone passa a quattro con tre uomini offensivi dietro Ciofani.

Minuto 77, altra occasione giallazzurra: corner di Ciano e palla che arriva sul piattone di Salamon appostato sul secondo palo, ma il tiro è fuori. Ciofani all’82’ gira di testa un cross di Vloet sul primo palo, ma il pallone finisce in curva nord.

 

Poca tigna

Il cronometro corre in maniera inesorabile, ma la squadra giallazzurra non dà l’impressione di cercare in maniera spasmodica il pareggio.

Invece è il contrario: il Genoa ha più spazio di prima e la squadra di Ballardini all’87’ va vicina al 3-1 con Sportiello a chiudere la saracinesca.

Ci vuole l’episodio, perché il Frosinone non riesce a costruire nulla di buono seguendo un canovaccio di gioco.

I minuti di recupero sono tre e scivolano inesorabili, Salamon prova a raggiungere il Genoa con un colpo di testa, ma la palla è alta di un soffio. Sul rinvio l’arbitro decreta la fine e lo Stirpe fischia ed anche molto.

 

La squadra giallazzurra perde ancora, Longo ora rischia davvero e la curva, finora sempre pronta ad incitare, accoglie i suoi con una bordata di fischi. Una frattura che si deve neces-sariamente saldare e al più presto, perché una squadra come il Frosinone ha bisogno del suo pubblico.

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