Fca, Grestone, casello, Tav e Autorizzazioni: guardando il 2020

Il 2020 ci riserva una serie di scommesse. Tutte costruite nel 2019. Dal futuro di Fca Cassino al successo mondiale di Saxa Gres. I nodi dell'Ambiente sollevati da Turriziani. Le innovazioni di Rocca. I traguardi di Bpc. La svolta che potrebbe arrivare dal Cosilam

In bilico. Tra innovazione e recessione. L’industria della provincia di Frosinone ha attraversato con un passo diverso il 2019. Gettando le basi per una serie di sfide che si definiranno nei prossimi dodici mesi. E che saranno fondamentali per lo sviluppo del futuro.

L’accento francese di Fca

Buona parte del Prodotto Interno Lordo sviluppato in provincia di Frosinone è legato allo stabilimento Fca – Fiat Chrysler Automobiles di Cassino. Che nel 2019 ha affrontato uno dei suoi periodi più difficili dai tempi precedenti all’arrivo di Sergio Marchionne. Colpa di politiche nazionali sbagliate.

Il governo composto da Lega e Movimento 5 Stelle ha introdotto un sistema di bonus e tasse con cui agevolare il passaggio ai motori ibridi ed elettrici. Sbagliando completamente i tempi. Il gruppo Fca non aveva in listino i modelli da lanciare sul mercato, i suoi competitor invece si. È a loro che sono andati i bonus, erodendo fette di mercato. Inoltre alcuni dei propulsori che spingono i modelli performanti di Giulia, Stelvio e Giulietta, sono rientrati tra quelli colpiti dalla tassa. Che ne ha appesantito il prezzo. Un peso che non ha gravato invece sulle competitor.

Inascoltate le voci arrivate dal territorio. Dai sindacati, andati inutilmente al Ministero, fino al presidente di Unindustria Cassino – Gaeta Davide Papa che aveva detto «Se davvero si vuole tutelare l’ambiente si trasformino bonus e tassa in incentivi alla rottamazione dei modelli inquinanti: ci guadagnerà l’ambiente, ci guadagneranno i consumatori, ci guadagnerà lo Stato con in maggiore incasso di Iva». Nulla da fare.

Nella seconda metà dell’anno Fca ha chiuso un accordo con i francesi di Psa-Peugeot. Quasi tutti gli osservatori economici internazionali l’hanno giudicata una vendita. Una buona vendita di Fca a Psa. Perché nella sostanza il gruppo Agnelli mantiene una posizione di sostanziale equilibrio in CdA, supera il gap tecnologico che ne rallentava la crescita, si affida al migliore manager che l’automotive mondiale abbia in questo momento.

La linea Giulia nello stabilimento Fca Cassino Plant

Per Cassino Plant la prospettiva è quella di un totale cambiamento delle piattaforme su cui nascono i suoi modelli. Andrà in pensione la mitica ‘Giorgio‘ sulla quale sono nati i modelli più recenti e di successo. Nel 2020 Giulia e Stelvio diventeranno hybrid, Giulietta va in pensione, si prepareranno le linee al nuovo mini suv Maserati. L’arrivo di Psa non sembra avere cambiato i piani. Che comunque andranno aggiornati. Perché il 2019 a Cassino Plant è stato segnato dalla Cassa integrazione.

Il futuro dello stabilimento è legato a tante dinamiche. Le produzioni sono di qualità, le tecnologie sono moderne. Ma mancano i volumi, non ci sono le auto da produrre e quindi i costi non vengono spalmati su un numero adeguato di macchine tale da rendere economicamente conveniente Cassino Plant. Servono modelli nuovi, vincenti, capaci di garantire produzione ed occupazione. Il nuovo management del gruppo sta facendo le sue valutazioni. Le indiscrezioni sono favorevoli all’impianto di Piedimonte San Germano. Il 2020 dirà se è davvero così.

La nuova età della pietra

Il 2019 è stato l’anno di una nuova età della pietra: quella realizzata in Grestone, l’innovativo materiale ricavato dalla ceramica e brevettato dall’imprenditore Francesco Borgomeo. Su quella strada ha fatto camminare il percorso industriale con cui nel 2019 ha definitivamente salvato lo stabilimento ex Ideal Standard di Roccasecca. Salvaguardando tutti i posti di lavoro.

Francesco Borgomeo

Nel 2019 il suo gres porcellanato prodotto nell’impianto Saxa Gres di Anagni ha conquistato i mercati europei, tracciato una nuova via su quelli americani. Con il Grestone non è più necessario scavare le montagne ma è possibile riprodurre qualunque tipo di pietra. Ci sono piazze fatte con il grestone ciociaro a Miami e Seattle. E tra poco ci saranno anche in Cina: in autunno Borgomeo sigla un accordo da 30 milioni ci euro che proietta le produzioni Saxa Gres, Grestone e Tagina (lo storico marchio di ceramica d’arte da interno) sul mercato asiatico di altissima gamma.

Il 2020 sarà l’anno della svolta” ha annunciato il risanatore di aziende, brindando con i suoi lavoratori prima della pausa natalizia. Le fabbriche del suo gruppo sono state invitate alla più importante fiera della ceramica in Cina, sono in via di definizione i contratti per altre piazze e grossi uffici direzionali in Usa.

La Circular Economy

Francesco Borgomeo ha introdotto nell’economia della provincia di Frosinone il concetto di Circular economy. In pratica, riciclare e dare nuova vita ai materiali, evitando che finiscano in discarica.

Nel Grestone è prevista la presenza di una componente ricavata dalle ceneri di termovalorizzatore: le stesse che oggi vengono utilizzate nella creazione dei cementi; invece nel Grestone le polveri sono vetroceramizzate, incapsulate nelle molecole di ceramica. Tutto questo fa in modo che una parte di quelle ceneri non finisca più come oggi in discarica. E consente ai materiali di avere la certificazione mondiale di ‘prodotto con componenti riciclate‘: in Nord Europa e Stati Uniti è una certificazione che attribuisce maggiore valore negli appalti. Perché si tratta di prodotti che salvaguardano l’ambiente.

Il sampietrino Grestone © Foto Vettese

Si scopre allora che è tanto ciò che in provincia di Frosinone gettiamo ed invece potrebbe essere riutilizzato. Ad esempio gli scarti delle nostre cucine, la cosiddetta “frazione umida” dei rifiuti. Fino allo scorso anno venivano trattati nel stabilimento di Colfelice della Saf, la società pubblica composta dai Comuni della provincia di Frosinone. Che però ne ha sospeso il trattamento per adeguare gli impianti alle nuove normative.

Trasferire fuori provincia quegli avanzi di cucina e farli lavorare altre ci è costato circa il doppio: da 60 euro a tonnellata si è passati a 120 euro a tonnellata. I Comuni intorno ad Anagni allora calcolano che mettendosi insieme e facendo un mini impianto è possibile lavorarli e ricavarci concimi per l’agricoltura ed anche bio metano. Borgomeo dice di essere punto a comprare quel metano a condizione che sia di alta qualità.

La svolta Saf

È la stessa svolta che il presidente della Saf Lucio Migliorelli ha imposto al suo impianto. Nel 2019 mette definitivamente ordine nei conti. E traccia una rotta del tutto diversa da quella percorsa negli ultimi 25 anni. In linea con la Regione Lazio vara un progetto per chiudere l’attuale stabilimento Tmb, cioè dove i rifiuti vengono tritati, vagliati, trasformati in combustibile per termovalorizzatore. E per trasformarlo in una moderna Fabbrica dei Materiali.

Un progetto tra i più moderni e unico nel suo genere. Perché unisce il meglio delle esperienze registrate in Italia, adattato alle necessità del territorio. Lucio Migliorelli lo spiega ai sindaci. E per una volta le assemblee per l’approvazione del Bilancio Saf non sono una guerra politica. Ottiene l’approvazione dei conti con 58 voti a favore, 5 contrari e 3 astenuti.

Il presidente della Saf Lucio Migliorelli

Larghissima maggioranza anche per il piano industriale. Che vara la trasformazione radicale dell’impianto. Tutelando tutti. La nuova Fabbrica dei Materiali non andrà in concorrenza con le aziende che già oggi ritirano la plastica, la carta, i metalli, il vetro… Si occuperà solo della frazione ‘indifferenziata’ e cioè quella parte di rifiuto che contiene tante materie prime ma vanno estratte e recuperate.

Inoltre lavorerà gli scarti di cucina senza produrre cattivi odori e ne ricaverà bio metano, Il guadagno per i cittadini è su due fronti. Il primo: meno materiali per il termovalorizzatore (e noi oggi paghiamo Acea per farci bruciare l’immondizia lavorata). E meno scarti per la discarica (dove si paga in base allo spazio occupato). Più materia prima da rivendere incassando così soldi.

Le trappole della norma

Nel 2019 esplode il problema delle autorizzazioni ambientali. I sindacati denunciano che in provincia di Frosinone le aziende non vogliono più investire. Perché si impiega il doppio del tempo per avere le autorizzazioni: in altre regioni d’Italia basta la metà. Denunciano che in Ciociaria ci sono aziende che hanno aspettato 5 anni, quasi tutte le altre circa tre anni; fuori da qui è sufficiente meno di un anno e mezzo.

Colpa della burocrazia, di una legge che non è più al passo con i tempi, di regolamenti che il Ministero tarda a definire per il risanamento della Valle del Sacco inquinata da decenni di scarichi industriali.

Giovanni Turriziani con i sindacati. Foto © Rosario Russo

Quei ritardi, che bloccano gli investimenti e fanno scappare le opportunità, innescano un feroce scontro tra il presidente della Provincia Antonio Pompeo ed il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Il primo accusa la Regione dei ritardi: interviene ad un convegno della Cisl e dice che la Provincia ha fatto l’impossibile, s’assunta responsabilità non sue, invita la regione a fare il proprio dovere.

La risposta di Nicola Zingaretti arriva dopo pochi giorni. E’ una nota con il mirino ad alzo zero. Accusa Antonio Pompeo dei ritardi e di incapacità amministrativa.

I sindacati e gli industriali non perdono tempo a schierarsi né con l’uno ne con l’altro: firmano insieme una lettera appello con cui chiedono allo Stato di attivarsi e mettere fine a questa situazione.

Allo stesso tavolo: Unindustria, Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Un ottimo segnale per il 2020.

Le asticelle di Genesio

Non sono gli unici segnali positivi. Nel 2019 si fa un gran parlare della plastica: dimenticando che il problema non è il materiale bensì l’uomo che lo getta in mare. Ma ormai la moda ha preso piede e si varano norme e ban, spesso senza senso.

Il presidente di Gemar Genesio Rocca

In provincia di Frosinone c’è la principale fabbrica di palloncini in Europa, tra le prime al mondo. L’amministratore della Gemar di Casalvieri, Genesio Rocca riunisce intorno ad un tavolo i suoi ingegneri e propone una soluzione ecologica ed eco compatibile alle asticelle che reggono i suoi palloncini. Pare che nel 2019 quelle aste siano diventate il problema centrale del mondo ambientalista. Iniziano gli esperimenti. Il 2020 sarà l’anno in cui i laboratori diranno in maniera definitiva se Rocca è riuscito mettere a punto quel nuovo materiale che salverà i palloncini ed anche l’ambiente.

Popolare non solo del Cassinate

Non fa quasi più notizia il fatto che Banca Popolare del Cassinate sia riuscita a centrare un altro traguardo. ma nel 2019 sono ben 4 quelli conquistati dal gruppo guidato da Donato e Vincenzo Formisano.

Si comincia con la classifica pubblicata sull’Atlante delle Banche Leader redatto annualmente da Italia Oggi e Milano Finanza. La Banca Popolare del Cassinate è al primo posto nella classifica relativa alla Regione Lazio sulla base del parametro MF INDEX.

Vincenzo e Donato Formisano Foto: © A.S. Photo by Andrea Sellari

In primavera viene varata una banca d’investimenti: riservata agli investitori professionali, punta alla raccolta di capitali con cui finanziare la realizzazione di grandi progetti industriali sul territorio della provincia di Frosinone e non solo. Affianca la tradizionale banca riservata ai risparmiatori, con la quale fare la raccolta del risparmio e l’esercizio del credito.

Ma non è tutto. Bpc prima della fine dell’anno lancia un progetto nazionale. Mantiene la sua vocazione territoriale. E vara una banca con servizi interamente on line, concepita e pensata per il mondo smart dei giovani.

I primi numeri arriveranno nel 2020 e diranno se è stato un successo oppure no.

Sulla via dell’Europa

Il fondatore di Profima, Enzo Altobelli

Innovatori anche nel mondo della Finanza: la società Profima di Frosinone ottiene l’iscrizione nel registro delle società di consulenza riconosciute dall’Unione Europea. È tra le più attive nell’attrazione di investimenti Ue, nello sviluppo di progetti sostenibili e soprattutto finanziabili. Diventa una delle 4 o 5 realtà italiane che accompagnano le “piccole” aziende (con un fatturato di almeno 5 o 6 milioni di euro)  verso l’obiettivo della quotazione in borsa. Nel 2019 la società fondata da Enzo Altobelli vara Innovation Hub, un progetto per la crescita e la strutturazione imprenditoriale, per insegnare alle piccole imprese come si diventa grandi.

Il Cosilam

Il 2019 è stato anche l’anno del cambio al vertice del Cosilam. Un accordo politico tra Forza Italia e Pd butta giù il presidente Mario Abbruzzese. Al suo posto viene individuato un tecnico con competenze politiche: è il dottor Marco Delle Cese.

È lui a buttarsi a capofitto nello sviluppo dei tre grandi progetti che potranno cambiare il profilo economico del Sud Ciociaria nel 2020. In sede di approvazione del Bilancio ottiene dalla Regione Lazio i fondi con cui finanziare la realizzazione del nuovo casello autostradale di Roccasecca. A cosa serve? Il boom della produzione Saxa Gres, la radicale trasformazione di Saf, comporteranno un notevole aumento del traffico industriale: il casello dirotterà sull’autostrada tutto il traffico evitando di intasare la Casilina e portando i mezzi direttamente a due passi dagli stabilimenti.

Marco Delle Cese

È in via di definizione anche il progetto per la fermata in linea della Tav a Roccasecca. Il treno ad Alta velocità potrebbe fermarsi due volte al giorno, per portare i pendolari in venti minuti a Roma, usando la fermata in linea di località San Vito: è una fermata prevista per i casi di emergenza, manca solo la stazione intorno. Marco Delle Cese, insieme agli ingegneri dell’università di Cassino e quelli di fFerrovie sta lavorando per ottenere il via libera.

Il 2020 dirà se sarà tecnicamente possibile. Sarebbe la svolta definitiva per la provincia di Frosinone.

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