Frosinone, se il centrosinistra continua a dividersi

Rispetto a cinque anni fa non è cambiato niente anche se i protagonisti sono diversi. Mentre il centrodestra ancora una volta è compatto e con una sola strategia

Cinque anni fa il candidato sindaco di Frosinone per il centrosinistra era Fabrizio Cristofari, presidente dell’Ordine dei Medici. La coalizione però non era affatto unita: Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune) andò per conto suo e in corsa c’era anche, come civica, Giuseppina Bonaviri. C’era anche il Movimento Cinque Stelle, guidato da Christian Bellincampi. Oggi sono diversi i protagonisti, ma a pensarci bene il quadro non è tanto diverso.

Infatti: il candidato sindaco del Pd è Domenico Marzi, che potrebbe avere il sostegno anche dei Cinque Stelle. Non avrà quello del Psi, che ha candidato Vincenzo Iacovissi. Con Marzi ci sarà Stefano Pizzutelli, ma non Mauro Vicano, che andrà avanti sicuramente con delle liste civiche, poche o tante che siano.

Ballottaggio, missione difficile

Mauro Vicano

Il problema per il centrosinistra a Frosinone è rappresentato dalle percentuali che bisogna raggiungere per evitare che il centrodestra possa ancora una volta vincere immediatamente, al primo turno. Come fece Nicola Ottaviani nel 2017.

L’aritmetica dice che Marzi, Vicano e Iacovissi dovrebbero prendere, tutti insieme, un voto in più del 50% di quelli che andranno alle urne per far scattare il ballottaggio. Non è semplice. Non tanto perché la volta scorsa il candidato principale del centrosinistra non superò il 35%. A Frosinone il centrodestra è maggioranza, ha perso quando si è diviso.

I Partiti e le liste del centrosinistra si stanno impegnando a definire alleanze e liste, ma per arrivare al ballottaggio serviranno tanti voti. Senza alcuna sicurezza che poi al secondo turno tutti andranno a convergere sul candidato che sfiderà Riccardo Mastrangeli.

Il centrodestra punta sulla compattezza

Riccardo Mastrangeli e Nicola Ottaviani

Il centrodestra ha alle spalle dieci anni di amministrazione, con tante opere realizzate. Nicola Ottaviani utilizzerà questi tre mesi per dare un altro colpo sull’acceleratore. Soprattutto Partiti e liste civiche sono dalla stessa parte.

Alla fine cosa arriverà davvero ai cittadini, sempre più stanchi, disillusi e sfibrati da due anni di pandemia? E da una crisi economica senza precedenti, legata al conflitto in atto tra Russia ed Ucraina, che determinerà conseguenze economiche devastanti.

Si tratta in sostanza di individuare una strategia per la campagna elettorale. Nel centrosinistra ce ne saranno tre. Nel centrodestra una sola.

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