A Frosinone si vive male. Ottaviani sfidi l’impopolarità

I dati di Legambiente impongono una riflessione. Ed una serie di nuove scelte coraggiose da parte del sindaco Nicola Ottaviani

Frosinone continua a sprofondare nelle classifiche sulla qualità della vita.

L’edizione 2017 di Legambiente sull’Ecosistema urbano, riservata ai capoluoghi di provincia, si concentra sulle politiche di sostenibilità ambientale messe in campo tramite l’analisi di 16 diversi indicatori che valutano insieme la qualità dell’aria, la salubrità del ciclo delle acque, i risultati che provengono dai modelli di gestione di rifiuti, lo sviluppo di mezzi pubblici, ciclabilità e aree pedonali a discapito del mezzo privato, la diffusione delle rinnovabili.

Roma scivola impietosamente, ma nel resto del Lazio non va meglio: Frosinone (99°) nel fondo della classifica generale, peggiorano Latina che scende all’ 89° posto (71° nel dossier 2016) e Rieti 61° (era 54° nel 2016). Viterbo in fondo alla classifica (102°) perché continua a non fornire con completezza i dati.

Il discorso è generale e Roberto Sacchi, presidente di Legambiente Lazio, dice: «Nessun passo in avanti nella mobilità sostenibile e nella corretta gestione del ciclo dei rifiuti, stanno trascinando Roma nel fondo della classifica per scarse performance ambientali ed è allarmante il calo del numero di cittadini in viaggio sui mezzi pubblici, che racconta da solo quanto “immobile” sia la mobilità pubblica della capitale. È passato un 2016 dove non è accaduto veramente nulla di positivo in tal senso, e nel 2017 non si vede alcuna opera in grado di invertire la tendenza. Non sono di certo sufficienti gli annunci di strane funivie su rotaie, senza peraltro alcun piano di sostenibilità economica, o ciclovie e corsie preferenziali che sono solo strisce in terra calpestate da veicoli privati, mentre le Metro e le ferrovie urbane funzionano sempre meno e non c’è un centimetro di tram o filobus in più, anzi cala il servizio. Intanto non si pedonalizza niente».

Una considerazione che vale per molti capoluoghi di provincia. A cominciare da Frosinone. La giunta Ottaviani deve mettere l’ambiente al primo posto delle priorità amministrative, concentrando su questo settore la stessa energia risultata decisiva per realizzare il nuovo stadio e progettare il Parco Matusa. Il quale sarà sicuramente un polmone verde, ma non basterà.

Allo stesso modo tutto il consiglio comunale di Frosinone si deve impegnare per dare risposte “globali” sul tema della mobilità e della sostenibilità ambientale. Servono provvedimenti forti e impopolari, come la chiusura al traffico di zone cruciali quando serve. L’uso del mezzo pubblico va incentivato sul serio, il piano del traffico e quello dei parcheggi vanno rimodulati. Le contravvenzione vanno elevate, le strisce blu (costantemente vuote) ripensate. L’anello viario attorno alla città ha un senso se pensato in un’ottica intercomunale, perché le polveri sottili si alimentano a vicenda e soprattutto si spostano.

La raccolta differenziata al 18% è troppo bassa, le piste ciclabili sono realtà in tutta Italia. A Frosinone ogni volta che c’è una domenica ecologica si registrano polemiche e barricate da parte di varie categorie. Invece le domeniche ecologiche vanno aumentate. La città ha bisogno di respirare, altrimenti l’emergenza è destinata a peggiorare.

Nicola Ottaviani porti l’intero pacchetto all’attenzione del consiglio comunale e veda chi è disposto a ragionare senza logiche di schieramenti, di partito o di lista civica.

Altrimenti vada avanti nel solco dell’impopolarità. Temporanea.

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