Rimpasto e vecchi merletti (di C. Trento)

Foto: © Giornalisti Indipendenti

Comune Il consigliere Marco Ferrara torna alla carica per la nomina di un assessore di FdI e indica il nome. Ma nel partito la leadership politica è del senatore Massimo Ruspandini, che ha strategie differenti

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

La prima mossa l’ha fatta il consigliere comunale Marco Ferrara, che mercoledì sera, al termine della seduta del question time, è tornato alla carica con il sindaco Nicola Ottaviani affinché proceda con il rimpasto in giunta. E con la nomina di un assessore di Fratelli d’Italia. Secondo alcuni Ferrara avrebbe consegnato ad Ottaviani una nota con l’indicazione del nominativo del possibile assessore: Ilio Crescenzi.

Sempre secondo indiscrezioni il documento recherebbe in calce la firma di Alessandro Foglietta, che è un dirigente di Fratelli d’Italia. Non però il segretario provinciale, che invece è Paolo Pulciani. Al quale la nota è stata inviata, anche nelle scorse settimane per la verità.

Il nodo del contendere

Secondo altre ricostruzioni, invece, Marco Ferrara si sarebbe limitato a ricordare ad Ottaviani la vicenda, oggetto di una lettera già consegnata. Ma si tratta di dettagli, perché in realtà la partita è tutta politica e si gioca all’interno di Fratelli d’Italia.

Per lo scorso febbraio era stato fissato il primo step della staffetta ipotizzata all’inizio della seconda consiliatura, per dare rappresentanza a tutti i gruppi che avevano eletto un solo consigliere. Tra i quali Fratelli d’Italia appunto. Però la questione è politica e assai complessa oltre che complicata.

Per quanto riguarda le indicazioni sulle nomine degli assessori, Nicola Ottaviani da sempre chiede due firme: dei consiglieri comunali e del segretario provinciale del Partito. Quella di Marco Ferrara c’è, quella di Paolo Pulciani no. Ferrara all’interno di FdI fa riferimento ad Alessandro Foglietta, che però non è il responsabile politico. Non solo: in provincia di Frosinone il leader è il senatore Massimo Ruspandini, che alle Europee ha lanciato un messaggio forte e chiaro a tutti. Perché ci si contava sui candidati. Ebbene, Nicola Procaccini, sostenuto da Ruspandini, ha ottenuto 6.757 preferenze in Ciociaria. Mentre i voti di Fabrizio Ghera, appoggiato da Foglietta, sono stati 3.600.

La settimana prossima dovrebbe tenersi la riunione della direzione provinciale di Fratelli d’Italia. Non prima di un “passaggio” di Giuseppe Vittigli, portavoce di Fratelli d’Italia a Frosinone. La questione in realtà è semplice: per Massimo Ruspandini non può essere Marco Ferrara ad indicare l’esponente del Partito nella giunta del capoluogo. Fra le altre cose non è un mistero che per il ruolo di assessore comunale circola da sempre il nome proprio di Giuseppe Vittigli, fedelissimo di Ruspandini.

Non è neppure un caso che nel dibattito interno si sia già posto l’accento sul fatto che anche al Comune di Frosinone Nicola Procaccini (461 voti) ha sopravanzato Fabrizio Ghera (231). E Ruspandini ai fedelissimi ha detto che per quanto riguarda le indicazioni per la giunta di Frosinone sarà il partito a decidere.

Bisogna valutare anche un altro aspetto: l’assessore Pasquale Cirillo adesso fa parte di Fratelli d’Italia, dopo l’adesione dell’intera area di Alfredo Pallone, nella quale c’è anche Daniele Colasanti. E Pallone l’accordo lo ha raggiunto con il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida e con il senatore Massimo Ruspandini.

In ogni caso, relativamente al dibattito al Comune di Frosinone, il barometro di Fratelli d’Italia segna tempesta.

Intanto nel Carroccio…

Martedì sera lungo faccia a faccia tra il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani e il coordinatore cittadino della Lega Domenico Fagiolo. Dell’incontro fra i due non doveva trapelare nulla, ma, come cantava Fabrizio De André, «la notizia, un po’ originale, non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca, vola veloce di bocca in bocca». E alla fine il summit è filtrato dalle strette maglie del riserbo.

Lunedì scorso il deputato e coordinatore regionale Francesco Zicchieri aveva aggiornato il confronto sull’analisi del voto principalmente per l’assenza di Nicola Ottaviani. Dopo aver scoperto che il sindaco di Frosinone non era stato invitato. Da qui l’indicazione a Domenico Fagiolo di recuperare la situazione.

Impossibile sapere cosa si siano detto i due, ma è chiaro che il solo incontro (che sarebbe stato sereno e a tratti perfino fraterno) ribalta completamente la prospettiva. Perché per mesi il sindaco e il coordinatore comunale si erano ignorati, perfino dopo l’adesione di Nicola Ottaviani al Carroccio. E anche tra il primo cittadino e il gruppo consiliare il grande gelo l’aveva fatta da padrone. Adesso non resta che attendere i prossimi sviluppi.

Ma intanto il disgelo c’è stato. E non è poco, considerando pure quanto accaduto alle Provinciali, con l’elezione di Andrea Campioni (uomo di Ottaviani) a scapito di Sara Bruni (sostenuta dalla stragrande maggioranza del gruppo consiliare e dallo stesso Fagiolo).

A proposito: alla seduta consiliare del question time non c’erano i consiglieri della Lega Carlo Gagliardi, Maria Rosaria Rotondi, Enrico Cedrone e Sara Bruni. «Soltanto un caso», dicono autorevoli esponenti della Lega.

Forza Italia, Pd e… Trina

Sempre restando all’ultima seduta del consiglio comunale, nei banchi di Forza Italia c’era soltanto il capogruppo Danilo Magliocchetti. Mentre, sul versante del Partito Democratico Angelo Pizzutelli e Alessandra Sardellitti non sanno più cosa inventarsi per marcare la distanza.

Infine, pare che siano stati avvistati a cena il leader del Polo Civico Gianfranco Pizzutelli e il consigliere comunale Francesco Trina (Gruppo Misto). Secondo i “rumors” quest’ultimo sarebbe in rotta di avvicinamento al Polo Civico.