Frosinone, solo un reset può salvare il Pd messo all’angolo

I Socialisti andranno avanti con un loro candidato sindaco, esattamente come faranno anche Stefano Pizzutelli e il Movimento Cinque Stelle. Mauro Vicano è già in campagna elettorale. Michele Marini ha ripercorso l’ultimo decennio di “suicidio politico” del centrosinistra e non ha alcuna intenzione di andarsi a schiantare a pochi mesi dal voto. L'unica speranza è un reset

Nel corso del lungo incontro politico avvenuto la scorsa settimana a cena a casa di Francesco De Angelis l’ex sindaco Michele Marini ha ripercorso gli ultimi dieci anni di centrosinistra: da quello che ha sempre considerato il tradimento del 2012 agli errori compiuti in questi giorni per far passare la candidatura di Mauro Vicano senza coinvolgere prima i Partiti e le liste civiche.

Ha fatto presente pure che ormai i tempi sono troppo ravvicinati, che si doveva agire molto prima, costruendo poco alla volta la candidatura, condividendola con i quartieri e con le persone. Ora è tardi. Manca così poco al punto che lui stesso non riuscirebbe – anche se volesse – preparare la propria discesa in campo: per preparare una campagna elettorale degna di questo nome avrebbe bisogno di almeno sei mesi. Si tratta di fare le liste, rientrare nei quartieri e tutto il resto. Il che significa: non si candiderà, non darà una mano in modo incisivo.

Centrosinistra disunito

Mauro Vicano

Però a Frosinone come si fa a parlare di centrosinistra unito in questa specifica fase? Sono già state effettuate delle scelte che si fanno finta di non vedere. Il Partito Socialista di Gian Franco Schietroma si presenterà con un suo candidato sindaco, senza alcuna intesa con il Pd. E’ già stato deciso.

Stefano Pizzutelli farà altrettanto, non sa più come scriverlo e come dirlo. Avrà l’appoggio di Frosinone in Comune, di Possibile e forse anche della Sinistra e del Movimento Cinque Stelle. E’ già stato deciso.

Mauro Vicano la sua candidatura l’ha presentata e neppure lui tornerà indietro. Bisognerà capire chi starà dalla sua parte, oltre alle sue due liste civiche. Luigi Vacana lo ha “gelato”, dicendo che non lo sosterrà. Vacana manterrà il quadro di centrosinistra che tiene alla Provincia. Non andrà su posizioni che possono spaccare il Pd.

Silenzi strategici

Gianfranco Pizzutelli (Polo Civico)

Il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli e la lista di Carmine Tucci e Carlo Gagliardi sono giustamente in silenzio. Avevano preso in considerazione uno scenario completamente diverso da quello che c’è adesso. Cioè un centrosinistra unito che si misurasse alle primarie per la scelta del candidato sindaco.

I tempi non ci sono più e la voglia è ancora di meno. Anche per tutti questi motivi Michele Marini non può sbilanciarsi su nulla. Il Partito Democratico ha capito benissimo che stavolta non sarà Francesco De Angelis a togliere le castagne dal fuoco.

Ma cosa può fare il Pd? Se appoggia Vicano, scontenta il resto del centrosinistra e si spacca. Se scarica Vicano, si spacca lo stesso e non avrebbe i presupposti per provare a competere con un centrodestra solido, ordinato, che già ha fissato tempi (27 marzo) e modi (4 punti di votazione) delle primarie. Potrebbe provare a “resettare” tutto, chiedendo a tutti di azzerare le rispettive posizioni. Senza alcuna garanzia di ottenere però il risultato.

Ipotesi reset

Fabio Tagliaferri (Foto: Stefano Strani / Imagoeconomica)

Il reset potrebbe arrivare dalle macerie del centrodestra finito in frantumi durante l’elezione che ha confermato Sergio Mattarella al Quirinale per altri sette anni. (Leggi qui Il gran ballo delle debolezze sulla morte del centrodestra).

L’orizzonte politico potrebbe cambiare completamente nel giro di pochi giorni. Mandando all’aria rapporti consolidati da anni e fino a ieri dati per scontati. Dopotutto Forza Italia si sta smarcando ormai da tempo e la presa di distanze in occasione della scelta per il Mattarella bis è stata solo l’ultima puntata in ordine di tempo. (Leggi qui La via di Fazzone che passa dal Quirinale).

Il segnale più forte in queste ore lo ha dato Giorgia Meloni. Con le sue dichiarazioni al Corriere della Sera. Le domandano se i Fratelli d’Italia sono ancora alleati con Berlusconi Salvini. Lei risponde: “In questo momento no. Mi sembra che abbiano preferito l’alleanza col centrosinistra, sia per Draghi sia per Mattarella”. Il fatto è che non finirà qui. Nella Lega ed in Forza Italia è aperto il dibattito sulla riforma della Legge elettorale: si vorrebbe tornare al modello proporzionale della Prima repubblica: tanti voti hai e tanto vali. “Se per fare una prova manca un indizio – evidenzia Giorgia Meloni – quello è la legge elettorale: c’è chi cercherà di cambiarla in senso proporzionale. Se ci staranno, ci sarà poco da aggiungere”.

Se questo dovesse cambiare il quadro delle alleanze, il reset ci starebbe tutto. Altrimenti, alla via così.

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