Tra Reddito Minimo, Flat tax ed Anatre zoppe nessuno si ricorda della Frosinone – Sora

Che fine ha fatto il progetto per unire la Ferentino-Frosinone-Sora con la Sora-Avezzano? Un’opera strategica finita nel dimenticatoio. Senza che parlamentari e amministratori regionali ma nemmeno le associazioni di categoria, si pongano il problema

Cinque deputati, due senatori, un capogruppo e due consiglieri regionali: qualcuno di loro si è chiesto che fine ha fatto il progetto per collegare la superstrada Ferentino -Frosinone – Sora con la Sora – Avezzano?

Qualche associazione di categoria degli industriali o delle categorie produttive si è posta lo stesso problema?

Più in generale: in Ciociaria la classe dirigente si è posta il problema che quell’opera è ferma da tempo immemorabile?

Presi dal dibattito sulla Flat Tax e sul reddito di Dignità, i temi locali continuano a sparire dalle agende della politica. Non ce n’è stata traccia durante l’intera campagna elettorale: si è parlato solo di temi nazionali, di immigrazione, di sussidi per evitare di sudare nel guadagnarsi il pane. Ma di un pezzo di strada che parte da Ferentino e finisce nel nulla nessuno ne ha parlato e nemmeno ne continua a parlare. Come se la Ferentino – Frosinone – Sora fosse finita lì.

E quel tratto di pochissimi chilometri capace di collegarci per direttissima con l’Abruzzo, fino ad Avezzano e Pescara?

Un tempo le campagne elettorali erano basate sui temi locali, del territorio. Oggi non ce n’è stata traccia. ma ciò che è più grave è che nessuno ne parla nemmeno adesso. Come se il problema non esistesse.

Infrastrutture, logistica, collegamenti. Da anni, arrivati a Sora, continuiamo a chiederci che fine ha fatto la… prosecuzione. Eppure parliamo di un collegamento fondamentale per unire il Lazio con l’Abruzzo e per rendere più competitivo un territorio che continua in una lenta deriva.

Negli anni scorsi ci fu l’apertura del tratto Frosinone – Ferentino e poi l’inaugurazione del casello di Ferentino.

Ma non basta, non può bastare. Eppure, nessuno prende l’iniziativa su un tema fondamentale per quelle imprese che, nonostante tutto e tutti, continuano a rimanere e ad investire su questo territorio. Lo fanno in una condizione disperata: basta guardare come sono ridotte le strade provinciali e quelle che gravitano nelle aree industriali. Poco più che mulattiere.

Possibile che sia sufficiente accontentarsi di ciò che c’è? E per evitare che la gente se ne accorga, si continui a sollevare una fitta cortina di parole su temi che nulla hanno a che vedere con il territorio?

È passato un anno da quando l’allora sottosegretario alla presidenza del consiglio Maria Elena Boschi visitò alcune aziende dell’area industriale di Frosinone. E già allora non si mancò di rilevare come fosse precaria la situazione della viabilità. Nulla è stato fatto.

Nel frattempo ci sono state le elezioni politiche del 4 marzo scorso, che hanno fatto segnare una vera e propria rivoluzione. Anche in Ciociaria, che adesso esprime 7 parlamentari: 3 del Movimento Cinque Stelle, 3 della Lega e 1 di Fratelli d’Italia. Beh, finora nessuno ha pensato di riproporre un tema vitale. Neppure i consiglieri regionali, indipendentemente dalla competenza specifica su un tema del genere.

Nessun segnale neppure dalle associazioni di categoria, nonostante il trasporto sia un settore fondamentale di questo territorio. A dimostrazione che la soglia di attenzione è bassissima.