Podio e contropodio. Le pagelle di Frosinone-Spezia 2-1

FOTO © EMILIANO GRILLOTTI

Podio e contropodio di Frosinone-Spezia 2-1. Gli episodi chiave ed i protagonisti in positivo ed in negativo nella gara.

Alessandro Salines
Alessandro Salines

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PODIO

Paganini

Veni, vidi e vici. Luca Paganini ha sicuramente studiato la storia di Roma e di Giulio Cesare che con una rapida azione militare vinse la battaglia di Zela nel lontano 2 agosto del 47 a.C.  L’attaccante giallazzurro  fa più o meno lo stesso.

Entra e dopo appena otto minuti firma la rete della vittoria con uno dei famosi suoi colpi di testa. Una prodezza fondamentale per il campionato del Frosinone ed arrivata da un giocatore che non sta vivendo una stagione semplice. Molto probabilmente Luca a fine campionato cambierà maglia. Ma intanto fa il suo dovere fino in fondo e festeggia alla grande la duecentesima partita tra i professionisti.

È il secondo cambio di Nesta. Ma Paganini non sostituisce uno degli esterni come si poteva prevedere. Prende il posto di Novakovich e gioca nel ruolo inedito di attaccante.

Appena ha la palla giusta non perdona

Salvi

L’uomo in più del Frosinone. Un gol ed un assist. Una notte magica. C’è tanto di Salvi nella vittoria-scacciacrisi dei giallazzurri contro lo Spezia. L’umile gregario, l’eroe non per caso ma che non t’aspetti, torna titolare a sorpresa e diventa decisivo.

In settimana non si era allenato al massimo e già la convocazione sembrava una forzatura. Ed invece Nesta lo lancia nell’undici e ha ragione. Dopo 14’ apre la danze firmando il gol del vantaggio spingendo in porta un cross basso di Rohden dopo aver bruciato Gyasi. Nel secondo tempo pennella un pallone d’oro per Paganini che firma di testa la rete del 2-1.

Ma non sono solo gli episodi a premiare Salvi. Gioca una partita di qualità,  cuore e mestiere dominando sulla fascia destra. Prezioso in fase d’attacco ma anche in difesa.

Un “pendolino” inesauribile che ha ipnotizzato gli avversari. 

Rohden

Nesta ridisegna il Frosinone con il 3-4-1-2 e lo svedese è il trequartista dietro le punte. Ha il doppio compito di infilarsi nelle maglie avversarie e di schermare Bartolomei, il regista degli avversari. Nel primo tempo missione compiuta.

È lui a spaccare la partita dopo 14’. Rapido inserimento sulla sinistra, cross basso sul secondo palo dove Salvi arriva come un treno e supera Scuffet. Subito dopo ha la chance del raddoppio ma a tu per tu con il portiere spezzino non ha l’istinto del killer.

Bartolomei non riesce a prendere il pallino del gioco perché Rohden non lo molla un attimo.  Il centrocampista scandinavo gioca una partita di spessore. A tuttocampo. Il primo tempo è da incorniciare. Cala nella ripresa però era inevitabile.

Rohden trequartista è una soluzione che va ripetuta.

FROSINONE-SPEZIA FOTO © GRILLOTTI

CONTROPODIO

Novakovich

Confermato titolare ma in coppia con Ciano. Partita di sacrificio, fa a sportellate con gli arcigni difensori liguri (Terzi e Capradossi) ma pecca talvolta di lucidità e precisione.

Nel primo tempo si costruisce una buona occasione. Il suo tiro però termina a lato. Poteva essere il 2-0. Non si tira indietro neppure della ripresa anche se con il passare dei minuti sente la fatica e deve lasciare il posto a Paganini. La prova è sicuramente sufficiente tuttavia poteva fare molto di più. 

Capuano

In apertura di ripresa commette un fallo stupido su Galabinov che l’arbitro Pezzuto vede e punisce forse troppo severamente con il rigore. Un’ingenuità che poteva costare caro e rovinare quanto di buono fatto dal Frosinone nel primo tempo.

Errore a parte, gioca una gara attenta marcando stretto Nzola che non è quasi mai pericoloso. Soprattutto nella prima frazione non lascia respiro all’attaccante francese. Meno brillante nella seconda parte della ripresa ma tiene botta. Comunque sulla sua gara pesa quella trattenuta galeotta sul centravanti bulgaro.

Gori

Nel nuovo centrocampo giallazzurro ritrova una maglia da titolare e giostra da interno in coppia con lo svizzero Haas. Il suo apporto in termini di corsa e battaglia non manca. Non si risparmia e forse anche per questo è meno lucido di altre volte. Sbaglia infatti più di qualche pallone in fase di costruzione.

E poi i dirimpettai hanno qualità, dinamismo e talvolta lo mettono in difficoltà. Comunque un mastino come Gori servirà tanto in questo finale di campionato.