Frosinone, squadra da Serie A e servizi da Serie C (di L. D’Arpino)

Una città con grandi ambizioni. Proiettata verso grandi risultati. Nello sport, dove sfiora ancora una volta la Serie A. Ma per il resto, rimangono grandi criticità.

Luciano D’ARPINO

per IL MESSAGGERO

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Anche quest’anno il Frosinone calcio sta lottando per arrivare in Serie A e, se l’obiettivo fosse raggiunto, si presenterebbe a tutt’Italia con uno stadio finalmente all’altezza.

Non si può dire lo stesso, invece, del resto della città che continua a presentare servizi, non da Serie B, ma addirittura da Serie C o D. A partire dalla nuova strada d’accesso allo stadio che ancora non esiste anche se, dopo l’intesa tra Comune e Regione, ora dovrebbe essere realizzata veramente anche se nessuno sa dire se sarà pronta prima dell’inizio del prossimo campionato.

Per non parlare, poi, della mobilità alternativa che avrebbe dovuto essere uno dei cavalli di battaglia del sindaco Ottaviani, riconfermato a furor di popolo neancheun anno fa.

Piste ciclabili? Nemmeno l’ombra, nonostante i ripetuti annunci e anche il servizio di bike sharing (bici in affitto) langue. Il primo marzo del 2017, due mesi prima delle elezioni comunali, il servizio era stato riattivato perché, come si legge sul sito del Comune: «le 6 ciclostazioni erano state, infatti, oggetto di numerosi atti vandalici nei mesi scorsi e i mezzi necessitavano di un importante restyling, puntualmente effettuato dagli incaricati della società Bicincittà».

Il problema principale è la difficile fruibilità di un servizio che, in teoria, dovrebbe essere utilizzato dagli studenti, o dai turisti.

Un esempio per tutti: chi arriva alla stazione ferroviaria del capoluogo trova sì le biciclette (ieri mattina, però, ce n’era una sola) ma leggendo le informazioni sulla colonnina della ciclostazione, si rende conto che per poter prendere una bici deve prima recarsi all’ufficio del Comune che si trova in via Fabi e non, ad esempio, nello stesso piazzale Kambo.

Vista la lontananza, quindi, la reazione sarà quella di rinunciarvi e di prendereun bus.

Poniamo poi che voglia prendere l’ascensore inclinato per arrivare in un minuto dalla parte bassa a quella alta del capoluogo. Qui, il turista o lo studente, toccherà con mano un’altra situazione surreale della mobilità cittadina: dal giorno della sua entrata in funzione, infatti, l’ascensore inclinato è spesso fuori servizio.

Ormai è da fine febbraio che non funziona più e nessuno sa dire, nonostante i seimila utenti in media al mese, quando riprenderà servizio.

Da ascensore inclinato, insomma, è diventato ascensore stremato.

Altro che serie A! Forza Frosinone. Sempre.

 

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