Frosinone, voglia di Città Metropolitana

Foto: © Stefano Strani

Frosinone aderirà alla proposta di Unindustria: una super città nata con l'unione di 8 Comuni. Ieri la pratica già in giunta. A breve il passaggio in Consiglio. Mastrangeli: «Vogliamo essere la locomotiva». Sardellitti e Cristofari: «L’Unione per pesare di più ai tavoli istituzionali»

Stefano De Angelis per Il Messaggero

L’obiettivo è alto, ma, stando ai tempi, sembra esserlo anche il monte da scalare per raggiungerlo. Nonostante ciò Unindustria, che per il rilancio della Ciociaria punta su un nuovo assetto territoriale, ci crede. È fiduciosa. Il progetto di una città metropolitana da 153mila abitanti, formata dal capoluogo e sette centri limitrofi, non viaggia spedito.

Sono passati più di otto mesi da quando gli industriali guidati dal presidente Giovanni Turriziani l’hanno lanciato e promosso. (leggi qui Il vero segnale nell’auditorium per Frosinone Città Grande). Per loro è la soluzione per riprogrammare il futuro di questa fetta di territorio, un’area di crisi complessa. Per ridare impulso all’economia e all’occupazione nonché tornare a essere competitivi e appetibili per gli investitori è necessario unire le forze, hanno ribadito.

In sostanza il piano prospettato è quello di realizzare una grande città: una sorta di federazione sul modello cooperativo per la gestione associata dei servizi, dalla raccolta dei rifiuti al trasporto urbano, dall’edilizia scolastica alla viabilità. Un super ente di secondo grado con presidente, Giunta e Consiglio, senza incidere sull’identità e sull’autonomia dei singoli Comuni.

Finora, però, l’unico atto concreto per l’adesione lo ha adottato Supino: due delibere, una di Giunta e l’altra di Consiglio, per dare mandato al sindaco di completare l’iter d’ingresso nella city, nell’Unione del Frusinate. «Per noi piccoli centri è l’unica strada per salvarci» ha spiegato il primo cittadino Gianfranco Barletta. Le altre municipalità sono pressoché rimaste sulle posizioni di allora: chi si dichiara favorevole, ma auspica la piena sintonia e chiede la definizione di un percorso condiviso (è il caso di Alatri, Ferentino, Veroli e Torrice) e chi non è convinto, come Patrica e Ceccano, i cui sindaci hanno già manifestato le loro perplessità.

Il dialogo già avviato, dunque, fatica a decollare per il passo successivo, quello formale. Ora per cercare di accelerare il processo di trasformazione verso un’area vasta, che si estenderebbe su una superficie di 486,48 kq, e uscire da un’apparente fase di stallo, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha annunciato la mossa del capoluogo, sperando che faccia da traino: «Entro dieci giorni approveremo la delibera di adesione al progetto della città intercomunale. Non si può più attendere».

Non solo. Il primo cittadino, sottolineando i punti di forza dell’aggregazione comprensoriale, ritiene che sia arrivato il momento di capire chi vuole stare dentro e chi, invece, intende non farlo. «Entro luglio, al massimo non oltre la fine dell’estate, i Comuni interessati dovranno esprimersi in maniera definitiva per dare il via libera a un’operazione complessa, ma necessaria. L’area vasta – ha sottolineato Ottaviani – è una grande occasione non solo per il capoluogo, ma per tutti quelli che decideranno di farne parte. La gestione integrata dei servizi d’interesse generale consentirà l’applicazione delle economie di scala, con l’abbattimento dei costi fissi delle attività».

Viene fatto un esempio: un Comune con un determinato numero di mezzi di trasporto potrebbe ridurre le spese per interventi in officina e autoricambi con la centrale unica degli acquisti.

POSSIBILISTI

Possibilista sull’«Unione del Frusinate» è anche il sindaco di Alatri, Giuseppe Morini. «Il nostro parere sulla progettualità è favorevole, ma aspetto di conoscere anche la volontà degli altri partner. Siamo pronti a intraprendere questo percorso su cui, credo, ci vorrebbe una deliberazione unificata, con una proposta concreta e solida». Poi il punto fermo di Morini: «La gestione consorziata non deve rafforzare soltanto Frosinone, ma valorizzare e coinvolgere pienamente anche gli altri Comuni. Ad ogni modo è fondamentale la totale coesione, oltre alla consapevolezza, ma la mia sensazione è che in questo momento il tutto si sia arenato».

Per il sindaco di Veroli, Simone Cretaro, «la proposta di un’associazione tra enti è da accogliere positivamente, ma va portata avanti in maniera sinergica, unitaria, per fissare i criteri dell’iter, della metodologia da seguire e per approfondire gli aspetti legati all’attuazione concreta».

LA FIDUCIA DI UNINDUSTRIA

Unindustria Frosinone non demorde. «Ora attendiamo le manifestazioni d’interesse formali dei centri più grandi, almeno Frosinone, Ferentino e Veroli. Alatri, con una lettera, si è dichiarata disponibile. Dopodiché convocheremo una riunione per fare il punto della situazione ed, eventualmente, cercheremo di stimolare gli altri Municipi coinvolti», ha spiegato Giovanni Turriziani.

Resta, però, il nodo di Ceccano e Patrica. Due Comuni su otto. Nel caso di un diniego, c’è un’altra possibilità. Per un’unione di questo tipo, infatti, la prerogativa è la contiguità territoriale e il presidente degli industriali conclude: «Potremmo anche pensare di inglobare altri Comuni, ad esempio Morolo, Supino, Collepardo o Guarcino».

IL PD INCALZA

Non si può più attendere. Per rilanciare il Frusinate, renderlo più competitivo e più forte sul piano politico, è necessaria un’alleanza intercomunale. In sostanza per ridare futuro alle aspettative della popolazione e alle imprese bisogna costituire la città metropolitana sul modello di area vasta. Il Pd rilancia così il progetto di Unindustria, un’Unione del Frusinate formata da otto centri contigui (Frosinone, Ferentino, Alatri, Ceccano, Veroli, Patrica, Supino e Torrice) in nome della gestione integrata dei servizi, ed esorta a fare in fretta.

All’indomani dell’ultimatum del sindaco Ottaviani («entro l’estate gli enti coinvolti dovranno esprimersi in maniera definitiva sull’adesione»), sulla questione sono tornati il consigliere provinciale e comunale Alessandra Sardellitti e il suo collega d’opposizione nel capoluogo Fabrizio Cristofari. Proprio l’ex candidato a sindaco, nei giorni scorsi, sull’idea di un nuovo assetto territoriale ha proposto una consulta con poteri deliberanti. «La premessa dalla quale partire resta quella indicata nello studio di Unindustria Frosinone: così siamo troppo piccoli per essere competitivi», scrivono i due esponenti dem, per i quali la nascita di un ambito comprensoriale di 153mila abitanti è centrale «per dare rappresentanza al territorio e risposte agli imprenditori. Un soggetto – sottolineano – in grado di sedersi ai tavoli provinciali, regionali e nazionali, con un peso specifico notevole. Un’opportunità da cogliere, senza tentazioni di voler contare, ognuno, più degli altri».

Nella loro disamina aggiungono: «Oggi il nostro territorio è escluso da tutti i processi decisionali. E le imprese (le uniche che possono avviare il rilancio economico ed occupazionale) non possono essere competitive. C’è bisogno di un’Unione di Comuni operativa, in cui ognuno conservi i suoi spazi di autonomia e indipendenza. Ma ci sono settori sui quali un singolo Comune non può competere. Un Grande Capoluogo rappresenterebbe una formula importante anche su altri settori: serie politiche di contrasto dell’inquinamento ambientale, bonifica della Valle del Sacco, mappatura del rischio, sanità e necessità di salvaguardare ai massimi livelli il bene primario della salute».

Poi da Sardellitti e Cristofari arriva l’appello: «Di questo progetto di rappresentanza unitaria di un’area vasta, ma strategica, si parla da troppo tempo. Ora servono fatti e provvedimenti. E servono risposte ai cittadini, alle famiglie, agli imprenditori».

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