Frusone accompagna il M5S al Congresso: per fare chiarezza

Foto © Imagoeconomica / Daniele Scudieri

Domenica scorsa la riunione della Segreteria Politica del M5S. Frusone mette a nudo i problemi. Occorre chiarezza, altrimenti c'è solo confusione. Deciso il Congresso a marzo.

Luca Frusone prende per mano il MoVimento 5 Stelle e lo accompagna sul lettino dello psicanalista. La seduta è prevista per marzo. Sarà lunga e definitiva: servirà per fare chiarezza, sulle alleanze e sulle linee politiche. Chiarirsi le idee per non impazzire. Per tutto il mondo politico si chiama Congresso, nel M5S di oggi quella parola non si può ancora pronunciare: fa parte dei temi da affrontare sul lettino.

Luca Frusone – Foto © Imagoeconomica, Paolo Cerroni

Il deputato di Alatri fa parte della ristretta Segreteria Politica che da qualche settimana affianca Luigi Di Maio nella conduzione del Partito. In lingua pentastellata si chiamano Facilitatori, in tutto il resto del mondo politico sono componenti della Segreteria che decide la linea da tenere in maniera vincolante. Luca Frusone e gli altri 17 si sono riuniti domenica: sono stati loro a dare il via libera al congresso di marzo. Sarà quello nel quale salvare ciò che resta del MoVimento.

È toccato a Luca Frusone domenica scorsa mettere l’evidenza sul tavolo della discussione: dicendo che “si può essere post-ideologici, come abbiamo sempre detto, ma su tanti temi non si può essere trasversali”. Lucido, essenziale, efficace: il Movimento 5 Stelle si sta sgretolando perché non sa più chi è. La fase del No a tutto ha raccolto masse immense di voti ma ha bloccato lo sviluppo del Paese. Il dovere di governarlo ha imposto scelte ben diverse da quelle promesse sui palchi: dalla chiusura di Ilva allo stop per la ferrovia ad Alta velocità, dal blocco dell’oleodotto Tap alla revoca dei contratti per gli F35.

È questo ad avere creato il corto circuito politico. Luca Frusone nel suo intervento ha spiegato che è necessario stabilire da che parte si sta. Perché il caos interno al MoVimento è dovuto all’ambiguità. Esattamente quella che per anni ha consentito di mettere insieme le proteste di ogni genere e di ogni colore. Senza poi poter mantenere.

Luca Frusone

Con un’aggravante: nei pochi casi in cui la promessa è stata mantenuta s’è rivelata un disastro. Vedi il Reddito di Cittadinanza che non crea il becco d’un posto di lavoro ma si è trasformata in un’odiosa mancia per starsene comodamente a pancia all’aria mentre qualcun altro lavora.

Insomma, il tavolo di domenica dei Facilitatori ha riconosciuto che occorre chiarezza, una linea politica. Altro che non – MoVimento governato da un non – Statuto. Si va a Congresso a marzo ed è lì che si fa chiarezza. “Servirà a stabilire in modo chiaro – ha spiegati Frusone – come la pensa il M5s su alcuni argomenti. Ci confronteremo e spero che ci conteremo, anche, su tanti temi. Comprese le alleanze con altre forze”.

Il nocciolo è proprio questo. Con la Lega o con il Pd? Nella migliore tradizione democristiana della sua Alatri, l’onorevole Luca Frusone non prende posizione e non dice con chi si deve andare. Ma riconosce che è necessario stabilire una volta per tutte dove si vuole andare, chi ci sta e chi no.

Beppe Grillo la sua rotta ideale l’ha tracciata: vira verso sinistra e converge al fianco del Pd. Se anche non fosse così, Frusone fa capire che va bene lo stesso purché sia una decisione collegiale. Perché è questo trasversalismo a logorare poco alla volta il MoVimento.

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