Gli stipendi dell’onorevole: tutto Frusone euro per euro

Il Pd non molla l'onorevole Lombardi e chiede chiarezza sui soldi che dichiara di avere dato ai suoi collaboratori. La polemica sulla Rimborsopoli M5S non accenna a placarsi. E il deputato Luca Frusone? Ecco i suoi conti.

Nella Rimborsopoli a Cinque Stelle di lui non si parla. I bonifici dell’onorevole Luca Frusone non sono finiti nel mirino.

È l’unico parlamentare grillino attivo sul territorio della provincia di Frosinone. L’altro, Marino Mastrangeli, pochi giorni dopo essere entrato in Senato è stato messo alla porta da quello stesso M5S che lo aveva candidato e ne aveva sollecitato l’elezione.

 

Il deputato di Alatri ha rendicontato tutto. Il sistema di verifiche interno ha messo on line ogni cosa fino al mese di ottobre. I bonifici ed i dati di novembre e dicembre non sono visibili. Il sito per le rendicontazioni dice: “Rendicontazione del mese selezionato in elaborazione“.

 

GLI STIPENDI DELL’ONOREVOLE

 

OTTOBRE 2017

Ad ottobre l’onorevole Luca Frusone ha ricevuto 11.188,21 € di rimborsi forfettari da rendicontare. Ha percepito uno stipendio di 10.436 euro lordi, di cui ha trattenuto solo la metà come da ‘codice di comportamento’. Non risulta avere percepito indennità di carica.

Il 29 dicembre 2017 ha fatto un bonifico tramite ING Direct via web ed ha restituito così un importo di 2.513,97 euro .

Cosa ci ha fatto con la restante parte dei soldi? Una volta pagate le tasse, il suo stipendio di 10.435 euro, così come per tutti i deputati, di qualsiasi Partito, è sceso a 4.779,53 euro netti. Se n’è tenuti 3.207,66. Ecco come si arriva al bonifico da 2.513 €.

A che titolo ha avuto gli 11.188,21 € a parte e che poi dovrà rendicontare? Circa 3500 euro sono di Diaria (3.373,43 € è la parte variabile mentre 129,68 € è la parte fissa). Altri 1.845 euro sono rimborsi forfettari per l’esercizio del mandato. Nel mese di ottobre l’onorevole ha viaggiato, anticipando di tasca sua le spese: 3.995,10€. In più altri 1.845 euro di rimborso spese d’esercizio mandato.

Nella nota pubblica, l’onorevole dichiara di avere avuto spese nel mese di ottobre pari a 9.332,47 € e pertanto ha restituito rimborsi in eccedenza per 942 euro.

Va bene. ma come li ha spesi? Come ci arriva a 9.333,47 euro spesi in un mese, un deputato che nel momento in cui era candidato assicurava che fossero sufficienti duemila euro per vivere a Roma e fare il Deputato.

Lo spiega lui stesso.

Per l’alloggio ad ottobre l’onorevole Luca Frusone ha speso 1.827,30 euro. Per i mezzi di trasporto ha speso 294,37 euro, al ristorante gli sono stati rimborsati 733,71 euro. Ha organizzato eventi sul territorio della provincia di Frosinone spendendo 2.137,85 euro, per i collaboratori ha speso 3.658,84 euro. Ha avuto bisogno di consulenze e le ha pagate in tutto 634,40 euro. Tra matite e carta per la gestione dell’ufficio se ne sono andati 46 euro.

Dichiara poi l’onorevole: «Ho accantonato alcuni Rimborsi che hanno una competenza plurimensile e di cui restituirò l’eccedente alla scadenza della propria competenza per un saldo totale di 913,64 euro»

 

 

SETTEMBRE 2017

Tanto per fare un paragone, vediamo come è andata nel mese di settembre.

Lo stipendio lordo anche in questo caso è stato di 10.436 euro, di cui ancora una volta ha trattenuto più o meno la metà. A settembre ha restituito in tutto 1.612,35 euro.

Anche in questo caso, la data in cui l’onorevole Luca Frusone ha restituito i soldi è la stessa del mese precedente: il 29 dicembre 2017. Un po’ come la sua collega Roberta Lombardi, ora candidata alla guida della Regione Lazio che ai giornalisti si è giustificata dicendo d’essere stata molto impegnata e solo per questo s’è precipitata a fare i versamenti tutti insieme a dicembre. Lo scandalo Rimborsopoli che stava iniziando a venire a galla? L’aspirante governatrice giura che non c’entra nulla con i suoi ritardi.

Oltre allo stipendio, quanto si è fatto anticipare a settembre l’onorevole Frusone, con l’impegno di rendicontare? Ha ricevuto rimborsi forfettari per 7.193,11 euro.

Questo mese è andato un po’ fuori con le spese: dei 2500 euro che pensava gli bastassero per fare il deputato s’è trovato invece a spendere 8.256,89 euro

Come li ha spesi: 1.345 € se ne sono andati per l’alloggio, al telefono ha speso 210 euro, per i suoi spostamenti ha speso 766 euro, ha mangiato per un importo di 558,36 euro. Anche a settembre ha organizzato attività ed eventi sul territorio, spendendo 1.173,10 €, i collaboratori gli sono costati 3.985,42 €. Per l’ufficio a settembre ha speso 139,87.

A settembre non ci sono stati accantonamenti.

 

AGOSTO 2017

Il bonifico di restituzione relativo al mese di agosto risulta fatto il 17 novembre 2017: 3.577,65 €. Stessi stipendi, più rimborsi forfettari per 6.448,95 €. L’onorevole ha speso 6.448,95 euro: 1.242 € per l’alloggio, 48 euro per gli spostamenti, 88,53 per il vitto. Gli eventi sul territorio ad agosto gli sono costati mille euro precisi, mentre i collaboratori gli sono costati 4.001,42 euro e la gestione dell’ufficio 68,30 euro.

Ad agosto invece c’erano stati gli accantonamenti: «Ho accantonato alcuni Rimborsi che hanno una competenza plurimensile e di cui restituirò l’eccedente alla scadenza della propria competenza per un saldo totale di 1590,55 €»

 

LOMBARDI ANCORA NEL MIRINO

Non accenna invece a calare l’attenzione sulla candidata governatrice Roberta Lombardi. Per l’esponente Dem Giovanni Zannola la deputata «continua a tacere sull’anomalia relativa al rendiconto dei suoi rimborsi pubblicato sul sito  www.tirendiconto.it».

Zannola punta il dito sulle spese mensili della  Lombardi: «dichiara di aver trattenuto, quindi non versato al fondo per  il microcredito a differenza dei suoi colleghi di partito, una cifra  mensile che oscilla dai 5.000 a più di 7.000 euro per gli stipendi dei collaboratori».

Cosa c’è di strano? Zannola evidenzia che altri deputati, molto più attivi politicamente di Roberta Lombardi, come Alessandro Di Battista o  Vignaroli o lo stesso Luca Frusone «dichiarano di spendere poco più di tremila euro al mese  per pagare i collaboratori. Da regolamento della Camera dei Deputati  Roberta Lombardi, come altri deputati, dovrebbe aver depositato a  Montecitorio i contratti con i suoi collaboratori vistati da un  consulente del lavoro per ricevere dagli uffici il rimborso da versare agli assistenti. Chiediamo quindi che Roberta Lombardi, in nome di quella trasparenza di cui i grillini hanno fatto una bandiera e di quella ‘casa di  vetro’ che volevano portare nelle istituzioni con l’apriscatole in  mano, tiri fuori i contratti dei suoi collaboratori e faccia vedere le pezze d’appoggio per rimborsi così alti che le avrebbero consentito di versare meno risorse al fondo per il microcredito a differenza di  tutti gli altri eletti del M5S», conclude Zannola.

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