Le dimissioni dell’assessore decise sul terrazzo (Conte della Selvotta)

Domenico Malatesta

Conte della Selvotta

Domenico Malatesta

 

di Domenico Malatesta
Conte della Selvotta

 

 

E’ l’ora delle frecce velenose al municipio di Cassino. A dare il via alla battaglia è stata l’ira dell’ingegnere Tullio Di Zazzo, già sindaco, silurato in malo modo da un suo collega ingegnere, il primo cittadino Carlo Maria D’Alessandro. (leggi qui le note sulla cacciata) Ira violenta che ha convinto un altro ex sindaco, quel volpone di Bruno Scittarelli, a vendicarsi del recente sgarbo.

Bruno aspirava a diventare vice presidente del Consorzio dei Servizi Sociali del Cassinate ma Carlo Maria e il commander in chief, al secolo Mario Abbruzzese, hanno stoppato la sua ambizione. Ambizione anche di Benedetto Leone sostenuto dalla famiglia Secondino. Fra i due contendenti, a novembre scorso, Carlo Maria e Mario decisero di accogliere le richieste della famiglia Calvani, altra cambiale elettorale da soddisfare per i voti portati alla causa di D’Alessandro.

E lunedi sera il serafico Carlo Maria (che usa quattro firme diverse per i documenti pubblici, come da prassi burocratica, tanto da far impazzire Di Zazzo) ha indicato il consigliere comunale Francesca Calvani al riconfermato presidente dell’ente Edoardo Fabrizio.

E martedi 31 gennaio il dottor Bruno Scittarelli, laurea in Economia e Commercio, anziché sedere sulle comode poltrone blu dell’aula magna dell’università, accanto al suo amico-nemico Giuseppe Golini Petrarcone (come da tabellone in mano alle hostess), per ascoltare tre ore di litanie accademiche, ha preferito, incappottato e con sciarpone, la fredda terrazza del palazzone della Folcara. A fargli compagnia e a dargli suggerimenti per la vendetta i nemici-amici di Mario Abbruzzese e di Carlo Maria, ossia gli ex sostenitori, Francesco Mosillo (abbigliamento non da poltrona blu), Massimiliano Mignanelli, Francesco de Angelis (senza cravatta) e Massimiliano Leva. (Leggi qui l’anticipazione)

E stato lì, su quel freddo terrazzo, mentre all’interno si discettava di accademia, che qualcuno gli ha sussurrato: «Fai dimettere la Di Giorgio, tanto prima o poi la fanno fuori. Mario ha già il sostituto».

Detto fatto. Nemmeno 24 ore e l’assessora Caterina Di Giorgio, ben consigliata, ha inviato la sua brava email che Carlo Maria avrebbe letto ieri sera intorno alle 19,30. Intercettata da Alessioporcu.it (leggi qui il flash delle ore 22) ha costretto ad lavoro straordinario i cronisti cittadini.

Sorpreso Carlo Maria che ieri mattina, in una conferenza in sala giunta, alle domande del vetusto cronista de Il Messaggero Domenico Tortolano, che da mesi gli chiede “Chi sostituirà la Di Giorgio”, perché sapeva del sicuro siluramento, aveva risposto in maniera dubbia:«Se gli assessori lavorano in sintonia con me, come Leone, non hanno nulla da temere». Una risposta che ha fatto scattare l’allarme al cronista. Il quale ha trascorso il resto della giornata a fare altri riscontri. In serata il botto. E Bruno ha dato il via ai fuochi artificiali.

Si dice che in parecchi avrebbero stappato bottiglie di buon spumante. E Bruno possiede nella sua cantina una buona collezione di bollicine di marca.

Eppure venerdi sera al ristorante l’Azzurra sulla casilina sud di Cassino sindaco e Mario avevano riunito i fedelissimi della maggioranza per concordare le strategie per rendere più operativa la macchina amministrativa (tante le carenze) e per organizzare il sorpasso “sul montanaro impiegato comunale”. Al secolo Edoardo Fabrizio che non solo è sindaco di Viticuso (pochi abitanti) ma addirittura è presidente dal 2009 del Consorzio dei Servizi Sociali del Cassinate. E il montanaro avrebbe detto, addirittura, no a Carlo Maria all’invito a non ripresentarsi «perché stai lì da quasi otto anni». E l’operazione Abbruzzese-De Angelis è fallita (leggi qui la cronaca) perché Fernando Cuozzo, sindaco tenace di Sant’Elia, ha convinto i colleghi a rivotare il buon Edoardo. E lunedi sera a sant’Elia i vincitori hanno alzato i calici di buon vino rosso delle cantine santeliane.

Nulla a che vedere con le bollicine frizzanti della Valcomino che hanno bagnato i tavoli dell’Azzurra venerdi notte.

Ma ieri mattina in sala giunta c’era stato un rito importante che aveva fatto esultare il Leone (non quello maestoso raffigurato sulla facciata del Palazzo delle Assicurazioni Generali di Trieste e di Venezia) ma l’assessore ai servizi sociali che è stato “benedetto” dal sindaco come “fedelissimo” che rimarrà in carica fino al 2021. Sarà intoccabile anche perché lavora  “come un impiegato comunale dalle 8 alle 20”. La luce nel suo ufficio di assessore (con relativo consumo) è sempre accesa.

Lo nota quotidianamente, durante le “ispezioni”, l’anziano cronista Domenico Tortolano, ormai stabilmente accasermato nel palazzo municipale, dove è scattata la caccia all’antro nel quale ha ricavato la stanza in cui dormire. Per il sindaco, proprio in Cronista Bicentenario di Cassino (tutti i ragazzini degli altri quotidiani, messi insieme non raggiungono la sua età: sindaco un riconoscimento quando glielo diamo?) avrebbe «alle sue dipendenze, per le informazioni, il Conte della Selvotta». Rivelazione fatta dal primo cittadino durante pubblica conferenza stampa. Tanto che Carlo Maria, in vena di ricordi, ha detto di considerarsi “un allievo del professor Tortolano” perché molti anni fa, quando il cronista dirigeva il telegiornale di Gari-Tv, ha fatto per pochi mesi il lettore del radiotg dell’epoca. E perciò ora è un affezionato lettore di questo blog.

Continui a leggere con serenità, sindaco.

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