Fuori il seguace di Bannon dalla Certosa di Trisulti

Il Consiglio di Stato ribalta la sentenza del Tar. Nella millenaria certosa di Trisulti niente università mondiale per i 'gladiatori del sovranismo'. Il DHI deve lasciare la struttura religiosa

Il vento sovranista non soffia più negli Stati Uniti, Donald Trump non siede più nello studio Ovale alla Casa Bianca: e pure Trisulti deve ammainare la bandiera del progetto con cui trasformare la millenaria certosa cistercense in una scuola per i ‘gladiatori del sovranismo mondiale. La definizione è di Steve Bannon, scomodo ideologo del sovranismo, la bocciatura invece è del Consiglio di Stato.

L’organo di appello sulle sentenze amministrative ha deciso oggi che l’associazione Dignitatis Humanae Institute deve andare via dalla Certosa di Trisulti. Ha accolto il ricorso del Ministero dei Beni Culturali e di dodici associazioni del territorio.

Questione di tempi

Foto: Carlo Carino / Imagoeconomica

La decisione del Consiglio di Stato ribalta quella dei loro colleghi del Tribunale Amministrativo Regionale. Che aveva detto no al ricorso contro il DHI sostanzialmente per una questione di tempi.

In pratica il Tar era stato interessato alla questione dal Ministero dei Beni Culturali quando ormai erano scaduti i limiti previsti dalla Legge. Per questo i giudici di primo grado non avevano potuto fare altro che dare ragione all’istituto ultracattolico Dignitatis Humanae Institute. Così avevano confermato il contratto stipulato con il Ministero per prendere in gestione la Certosa di Trisulti che prevede un affitto di centomila euro l’anno. (Leggi qui Troppo tardi, nessuna prova: il Tar lascia la Certosa di Trisulti ai sovranisti).

Una sentenza contro la quale è stato presentato appello dal Mibact e da una dozzina di associazioni del territorio (assistite dagli avvocati dello studio Spirito – Ianni di Frosinone) che nei precedenti gradi di giudizio erano state escluse.

Il Consiglio di Stato ha fornito una diversa interpretazione del caso. Sia sui tempi e sia sulla sostanza dei fatti. In pratica: il Ministero riteneva di poter impugnare il contratto oltre i 18 mesi previsti dalla Legge perché aveva scoperto che era stato stipulato sulla base di presupposti poi rivelatisi falsi.

Le altre inchieste su Trisulti

L’interno della chiesa, ai lati i cori lignei di Mastro Iacobo e di frate Stefano – (Foto: Alberto Bevere)

Parallela all’azione amministrativa è andata avanti l’inchiesta penale. L’ha condotto la Procura della Repubblica di Roma ipotizzando i reati di “turbata libertà degli incanti” e “inadempimento in pubbliche forniture”. In pratica: ho truccato le carte per arrivare primo ed aggiudicarmi la concessione, non ho adempiuto alle manutenzioni che per contratto dovevo svolgere.

A portare avanti le indagini è stato il sostituto procuratore di Roma Carlo Villani. L’inchiesta è stata conclusa dieci mesi fa. Ipotizza una lunga serie di anomalie: documenti con le date truccate, ragioni sociali alterate, esperienze non possedute. (Leggi qui Carte false e affitti non pagati: l’inchiesta su Trisulti ora è completa).

Su Trisulti ha indagato anche la Corte dei Conti. Che lo scorso anno ha notificato al responsabile del DHI Benjamin Harnwell un atto di citazione con il quale gli si ingiunge di pagare i 200mila euro per i primi due anni d’affito per quel monastero che il Dignitatis Humanae Institute intendeva trasformare in una scuola di formazione politica internazionale che «difenda le radici cristiano giudaiche dell’Occidente». (Leggi qui A casa di Bannon: «A Trisulti formerò gli agenti del populismo»).

Ma il 12 gennaio scorso quell’accusa è caduta. La magistratura contabile ha accertato che “il canone 2018 non era dovuto e poi che la DHI ha assolto tutti i suoi obblighi convenzionali rispetto al pagamento dei corrispettivi dovuti”.

Macchinazione della sinistra

Matteo Salvini

In quell’occasione Banjamin Harnwell ha detto con molta chiarezza che quelli contro di lui sono solo processi politici.

Il Ministero dei Beni Culturali mi voleva fuori semplicemente perché lavoro con orgoglio con Steve Bannon, l’architetto della storica vittoria di Donald Trump nel 2016, e perché letteralmente ogni giorno sostenevo Matteo Salvini e il suo eroico blocco della migrazione illegale in Italia”.

Aggiungendo: “La sinistra dovrebbe sapere che sono totalmente impenitente di questi due fatti. Non mi arrenderò mai al loro bullismo o alla loro intolleranza assoluta nei confronti di coloro che hanno opinioni politiche diverse dalle loro. Per questi due motivi, la sinistra politica ha avviato contro di me una campagna pubblica senza precedenti di menzogne ​​e bugie, che Mibact è stato fin troppo felice di accogliere”.

Via da Trisulti il seguace di Bannon

È proprio da sinistra che oggi arriva il primo commento alla decisione del Consiglio di Stato. A rilasciarla è il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, che in questi anni ha supportato la protesta delle comunità locali contro la concessione al Dhi.

Nicola Fratoianni (Foto: Paola Onofri / Imagoeconomica)

Il Consiglio di Stato ha deciso. Il seguace di Bannon deve lasciare la splendida abbazia di Trisulti, che non diventera’ a questo punto la scuola dei sovranisti de noaltri, che ora al massimo potranno andare in qualche resort di Trump“.

Dice Fratoianni che “Ora finalmente le comunità locali, le associazioni del territorio e lo Stato potranno valorizzare questo splendido tesoro del passato nell’interesse della collettività. Ora mi aspetto – conclude – che si faccia luce sui troppi aspetti oscuri della vicenda. Intanto festeggiamo”.

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