Fusilli e calcolatrice: il fronte Germani canta vittoria

La cena di Pompeo e Salera per spingere l'elezione di Gino Germani a presidente della Provincia. Quanti erano. E che clima c'era. Poi esce una calcolatrice e...

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

Il numero cerchiato in rosso è il 16: se domenica sera alla conta finale Gino Germani avrà ricevuto ancora più voti, il sindaco di Cassino Enzo Salera avrà incassato anche il supporto delle opposizioni; se, al contrario, scenderà sotto questa soglia, le conseguenze per la sua amministrazione potranno essere devastanti. Ed imminenti. Soprattutto se la corsa del sindaco di Arce verso la presidenza della Provincia di Frosinone domenica venisse frenata a causa dei franchi tiratori della maggioranza consiliare di Cassino.

Si serrano i ranghi per Germani

Gino Germani

Il sindaco di Arce Gino Germani è frutto dell’accordo tra l’ala del Pd che fa capo a al presidente uscente della Provincia Antonio Pompeo ed al sindaco Enzo Salera con Fratelli d’Italia.

A Cassino può contare, potenzialmente, su 18 voti: 16 sono quelli della maggioranza di Centrosinistra; 2 i consiglieri di Fratelli d’Italia. C’è però chi ha già mostrato pollice verso, con defezioni trasversali. Sul versante destro si è sfilato Franco Evangelista; a sinistra si è smarcata la presidente del Consiglio Comunale e da oggi consigliere regionale al posto del dimissionario Mauro Buschini Barbara Di Rollo. Ha spiegato nei giorni scorsi che lei alle prossime elezioni dovrà sostenere il sindaco di Sora Luca Di Stefano.

Per questo motivo ieri sera Barbara Di Rollo non ha preso parte alla cena organizzata a Cassino da Antonio Pompeo ed Enzo Salera al ristorante ‘La Campagnola‘.

Il conto dei tavoli

C’è chi si è preso la briga di contare i partecipanti: poco meno di 70. Per essere ancora più precisi: ai 9 tavoli sedevano 68 amministratori della Ciociaria. Tanti i sindaci della Valle dei Santi, anche qualche sindaco della Valcomino ed altri amministratori del Cassinate.

A fare la voce grossa sono stati i padroni di casa. Ma a tavola la conta della maggioranza di Cassino si è fermata a quota 13: erano infatti assenti i due consiglieri di Demos.

Il motivo lo spiega il coordinatore provinciale Luigi Maccaro: “In giornata incontreremo Luigi Germani, giovedì abbiamo in programma un vertice con il candidato presidente Luca Di Stefano. Venerdì, nel corso della direzione provinciale del Partito a cui presenzierà Paolo Ciani, discuteremo sull’esito degli incontri e decideremo a chi dare il nostro supporto“.

Una Direzione che non potrà evitare di tenere conto d’un particolare: la coalizione che si sta presentando alle Regionali (Pd + Azione + Italia Viva + Demos) sta sul sindaco di Sora Di Stefano. Così come non potrà evitare di tenere conto del fatto che sfilarsi significherebbe togliere la fiducia politica al sindaco di Cassino.

Pronto alla rivoluzione

Enzo Salera

Infatti, qualora la conta della maggioranza di Cassino dovesse fermarsi a 13, come nella cena di ieri sera, Enzo Salera è pronto ad una vera e propria rivoluzione in giunta. Ormai il rimpasto appare scontato, quale che sia l’esito delle urne.

Il niet di Barbara Di Rollo non è stato affatto digerito, e ora il primo cittadino ha intenzione di restituire pan per focaccia: aprendo le porte della giunta a quelle figure finora tenute fuori per i veti messi dalla Presidente del Consiglio. Stesso discorso riguarda Demos, e nel mirino finisce ancora una volta l’assessore Luigi Maccaro, coordinatore provinciale del Partito e assessore alla Coesione Sociale.

Poi ci dovranno spiegare perché l’anno scorso quando si eleggeva il Consiglio provinciale votavano per amicizie mentre quest’anno devono incontrare i candidati e fare una direzione provinciale per sciogliere la riserva” spiegano i fedelissimi del sindaco. (Leggi qui: Provinciali: Barbara Di Rollo rompe il fronte e vota Di Stefano).

C’è chi prova a ribattere che anche il Pd ha riunito gli organismi provinciali del Partito prima di dare un’indicazione. E di fronte alle diverse sensibilità i Dem hanno lasciato libertà di voto. (Leggi qui: Provinciali, il dado è tratto: nel Pd è ‘tana libera tutti’). Un tema sul quale è il capogruppo comunale del Pd Gino Ranaldi a controbattere: “Stiamo parlando di un Partito che ha amministratori in tutti i comuni, non mi sembra che si possa fare un paragone tra le due cose“.

Ottimismo al tavolo di Germani

Danilo Grossi

Enzo Salera non risparmia l’ottimismo. È sicuro che nel segreto dell’urna ci saranno sorprese. “Voi contate 15 voti della maggioranza a favore di Germani? Vedrete che saranno di più” spiega ai cronisti che lo stuzzicano. 

La cena di ieri sera ha trasmesso ottimismo. Tra una portata di fusilli ed un secondo, i commensali hanno fatto i conti dei voti ponderati. Calcolatrice alla mano, sommando Dem, civici e Fdi, sono certi di avere già vinto. Sul fronte del sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli e su quello del sindaco di Sora Luca Di Stefano, fusilli a parte, hanno gli stessi numeri ma a loro favore.

Alla conta ha partecipato anche Danilo Grossi, il coordinatore regionale di Pop che nei giorni scorsi aveva spiegato di non condividere l’accordo con FdI. Ieri sera ha presenziato alla cena per evitare ulteriori lacerazioni in maggioranza. Non ha affatto condiviso il fatto che Salera si sia “appropriato” di Pop e le divisioni con il sindaco sono probabilmente solo all’inizio. Saranno infatti su fronti opposti anche nelle prossime settimane, al congresso del Pd: lui a sostenere Elly Schlein, mentre il sindaco Salera, così come Antonio Pompeo, sembrerebbe orientato a dare il suo supporto a Stefano Bonaccini.

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